Lettera
aperta al Segretario del Cgie Carozza
Tieni
conto del pensiero altrui se non vuoi
essere responsabile della morte del Consiglio
Generale
di
Carlo Consiglio (Toronto)
23.02.07 - Caro
Elio, sento nel profondo di me stesso
di dover intervenire nellepistolario
tra te e lamico Valter, per esternarsi
il mio pensiero.
Valter
dice delle cose giustissime che mi sento
di sottoscrivere in pieno, e per sua fortuna
riesce ad avere un tono pacato e piacevole,
che purtroppo a me spesso manca.
Debbo
riconoscerti di riuscire ad avere la stessa
pacatezza e briosità nel rispondere.
Noto
però tra lesposizione tua
e quella del tuo interlocutore la differenza
che cè tra il fumo e larrosto.
Valter
ti sottopone problematiche serie cui tu
sistematicamente, senza rancore, non dai
risposta, nel senso che pur muovendoti
con maestria nel pittoresco mondo delle
parole, eviti di rispondere a precise
domande.
Valter,
mi è sembrato di capire, ti chiedeva
se non fosse politicamente corretto e
se non ritenevi giusto che quella che
è stata una consuetudine che va
avanti almeno da 8 anni, (io a differenza
Sua ho partecipato allaltra legislatura
e posso allungare il periodo di osservazione)
venisse modificata dopo che tutti i Consiglieri
riuniti in plenaria prendessero conoscenza
della tua proposta.
Tu
rispondi che il tuo nuovo modo di gestire
dovrebbe permettere a tutte e tutti
i Consiglieri di essere più partecipi
e disporre di maggior energie, agibilità,visibilità
e tempo.
Non
è la prima volta che lo dici, e
sono certo che la prossima volta che ci
incontreremo potrò constatare che
hai il naso un po più lungo.
Quello
che affermi non è affatto vero.
E sono convinto, (non voglio assolutamente
essere offensivo in quello che sto per
dire) che stai mentendo sapendo di mentire.
E sai perchè ho questa convinzione:
perchè sono sicuro che sei una
persona che ha materia grigia nel cervello,
e che hai trovato il sistema di farla
funzionare, a differenza mia, che pur
avendola, spesso non la so usare.
Con
il tuo nuovo sistema appovato dal tuo
Comitato di presidenza nulla cambia per
le Assemblee continentali. Quattro erano
prima e quattro sono adesso. Anzi a pensarci
bene, quando vi è una plenaria
straordinaria, per il passato ci si incontrava
anche come assemblea continentale, e quindi
ulteriore possibilità di confrontarsi
sui problemi darea.
Le
commissioni tematiche si riuniranno una
volta in più. Orbene quei 10 o
15 consiglieri potranno discutere in modo
settoriale su certe problematiche, ma
non avranno la possibilità di affrontare
il dibattito che altri 10 o 15 consiglieri
affrontano nella loro commissione, non
potranno, e questo ritengo sia importante,
dare il proprio contributo a quel dibattito.
E tu sai quanto è stato importante
il contributo dato nel dibattito avuto
nella terza commissione, lo scorso gennaio,
dal prof. Lombardi da Nazzareno Mollicone
e da te stesso. Il risultato di quel dibattito
è stato, a mio parere, ottimo anche
e soprattutto per quel contributo. Quel
contributo, mi rispondi, sarebbe comunque
venuto, e comunque verrà in occasione
della sintesi che sarà fatta nellAssemblea
plenaria.
E
questo, a mio parere, è il nocciolo
della questione. Con il tuo nuovo modo
di gestire, questo contributo degli altri
Consiglieri può venire solo due
volte lanno. Prima, con il sistema
che ha fino ad oggi governato il Cgie
avveniva tre volte lanno.
Potrai
sostenere, come sostieni, che se le commissioni
tematiche si riuniscono a margine della
Plenaria, i Consiglieri non posso valutare
e documentarsi con la dovuta calma sulle
proposte delle commissioni tematiche.
Se questo è vero, è anche
vero che varrebbe una volta su tre.
Se
il tuo asserto ha un fondamento, allora
non cambiamo il numero e il modo di gestione
delle plenarie, ma ristrutturiamo completamente
il sistema delle tematiche. Non riuniamole
più a margine delle plenarie, ma
in periodi diversi, magari con tele o
video conferenze il cui costo potrebbe
essere assorbito dal giorno di diaria
pagato in meno.
Ma
tutto ciò, caro Segretario, non
va deciso tra te e me, o come avviene
tra te e il tuo Comitato di presidenza,
ma va deciso, a mio modo di vedere, dopo
un dibattito del plenum (cortesia nei
tuoi riguardi) come avviene in tutti gli
organismi democratici.
Dopo
aver detto ciò, ho trovato in me
anche una spiegazione al mio sentire dentro
la necessità di intervenire nel
vostro epistolario.
Ho
comunque partecipato ad una discussione
a distanza, e ho elaborato alcune idée
che valgono solo per me, chiaramente,
ma che mi hanno reso più chiara
la situazione e convinto sulla giustezza
delle mie posizioni e di alcuni amici.
Caro
Elio, consentimi unultima riflessione.
Hai sostenuto di voler essere uomo di
mediazione per tentare di recuperare sia
una unità che non cè
e difficilmente ci potrà essere,
che un modus vivendi che consenta al Cgie
di operare, essere un propulsore per le
politiche dellemigrazione. Essere
un organismo di rappresentanza degli italiani
nel mondo.
Se
vuoi davvero tentare di raggiungere un
risultato in tale direzione, tieni conto
anche del pensiero altrui, media e trova
una sintesi. Purtroppo hai a che fare
con chi potrebbe anche pensare di far
spezzare la corda. E, Dio non voglia,
ciò dovesse accadere, passeremmo
dallattuale Cgie che purtroppo sta
morendo, e ancora in vita perchè
sottoposto ad un accanimento terapeutico,
ad un Cgie sepolto sotto metri e metri
di terra.
Carlo
Consiglio