Giallo
sul "caso Sircana", hanno pagato per far
sparire quelle fotografie
di
Redazione - lunedì 19 marzo 2007, 14:40
di Gian
Marco Chiocci e Gianluigi Nuzzi
Tre
nuovi colpi di scena trasformano le imbarazzanti
fotografie a Silvio Sircana, portavoce del governo
Prodi, da oggetto di inchiesta della procura di
Potenza per un possibile ricatto da parte del gruppo
Corona in misterioso caso editoriale. Il primo colpo
di scena riguarda il prezzo.
Per
aggiudicarsi gli scatti della notte tra il 13 e
il 14 settembre scorso, quelli con Sircana al volante
a Roma mentre per strada si volta e parlare a un
transessuale, il settimanale Oggi, ovvero Rcs, pagò
molto più dei 25mila euro dichiarati: si
parla di circa 100mila euro allagenzia Masi
di Milano, che aveva acquistato le foto dai paparazzi
che pedinarono Sircana. Centomila euro sarebbe una
somma obiettivamente fuori mercato. Quasi da record.
La
seconda novità è tutta interna alla
casa editrice di via Rizzoli. È infatti abbastanza
intuitivo che nessun direttore di settimanale ha
facoltà di firmare assegni per simili importi.
E infatti Il Giornale ha ricostruito passaggio dopo
passaggio cosa accadde. E può affermare,
ecco il terzo colpo di scena, che nella trattativa
ebbero un ruolo decisivo anche i vertici della casa
editrice, come sostengono diverse fonti indipendenti
contattate. Vertici che quindi autorizzarono, disposero
l acquisto delle foto con la (quasi) certezza
di non pubblicarle.
Per
capirci conviene seguire il calendario.
Il
13-14 settembre questi paparazzi spiano Sircana,
nottetempo chiamano Fabrizio Corona. Lo avvisano
di avere le foto con il portavoce che dialoga con
un trans. I fotografi non sanno però che
i telefoni di Corona sono sotto controllo. Gli inquirenti
di Potenza indagano sulle estorsioni che mette in
piedi Corona a colpi di clic. E registrano le conversazioni.
Andiamo avanti. Per due mesi non se ne sa ufficialmente
più nulla. Max Scarfone, uno dei due paparazzi,
meno coinvolto nell inchiesta tanto da essere
teste, chiama un agenzia di Milano, appunto
la Masi, alla quale propone il servizio di Sircana
con il transessuale. Due gli incontri Milano e Roma
con i responsabili dell agenzia, che accettano.
Carmen e Domenico Masi vanno quindi dal direttore
di Oggi, Pino Belleri. Con una proposta non trattabile:
centomila euro per quegli scatti imbarazzanti. Siamo
verso il 14, 15 novembre. Belleri prende tempo.
Il servizio è ghiotto anche se, c' è
da osservare, mal si calza con la linea del rotocalco.
Vabbé. Il direttore chiede al management,
al responsabile periodici, e su sino ai massimi
vertici. Che vogliono pubblicare. Con qualche remora.
Un paio di incontri lampo e poi la decisione: «Compriamo,
ma non pubblichiamo». Insomma, il settimanale
sborsa centomila euro consapevole che quel servizio
rimarrà sempre nel cassetto. In gergo tecnico
viene chiamato un «ritiro». Ritiro le
foto dal mercato, evito che chiunque le abbia. Con
un enorme implicito «grazie» del personaggio
ritratto nelle fotografie.
Questa
storia semina alle sue spalle interrogativi inquietanti.
Primo: perché Oggi, settimanale che in genere
non pubblica questo tipo di foto, decise di comprarle?
Secondo, perché non solo le acquista ma pur
di aggiudicarsele le paga tantissimo? Ancora. Come
mai sborsa questa somma così importante (nelle
redazioni non si spreca nemmeno la carta) e poi
non le pubblica? Domande alle quali non è
facile trovare risposta. Come non è immediato
capire come mai da martedì scorso, quando
la storia giudiziaria delle foto alla vittima Sircana
finisce sui giornali, anzi sul nostro Giornale,
Rcs non batte un colpo. Silenzio. Anzi, il Corriere
si spinge oltre. Attacca. Dicendo che insomma, signori,
queste foto nemmeno esistono, siamo a Fangopoli,
città del fango. Dimenticando guarda caso
che gli scatti dello scandalo erano proprio lì,
chiusi a chiave nel terzo cassetto al piano nobile
di via Rizzoli.
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