Palazzo
Chigi: Italtel, tutto regolare. Ma "Il
Giornale" conferma: accertamenti su Prodi
Alberto
Taliani
19.04.07
- E' polemica dopo la pubblicazione dell'inchiesta
de Il Giornale sulla cessione di Italtel alla
Siemens e sulle verifiche in corso da parte
della Procura di Bolzano. Palazzo Chigi replica
infatti sostenendo che "sono regolari le
operazioni di Prodi", all'epoca consulente
di Goldman Sachs. La Procura di Bolzano precisa:
"Nessuna indagine sul premier". Forza
Italia attacca: "Sull'inchiesta Prodi non
risponde".
Mentre,
in relazione alle precisazioni della presidenza
del Consiglio Il Giornale conferma che la procura
di Bolzano ha disposto degli accertamenti su
Romano Prodi sebbene il premier non sia indagato
come risulta già dagli articoli pubblicati
oggi. La polizia giudiziaria su delega del Pm
Guido Rispoli ha infatti acquisito: il 5/10/2006
presso lo studio del dottor Piero Gnudi, commercialista
di Prodi, documenti e fatture emesse dalla società
di consulenza Ase dei Prodi alla Goldman Sachs
International, advisor di Siemens per Italtel.
Il
19/10/2006 presso il nucleo di polizia tributaria
di Bologna il fascicolo con fatture, documenti,
rapporti della GdF datati 1 ottobre 1999 sempre
relativi alla società Ase dei Prodi.
E, quindi, tutte le fatture della Ase pagate
da Goldman Sachs dal 90 al 95. Il 19/02/2007
presso la sede milanese della Goldman Sachs
documenti sui rapporti Iri/Goldman Sachs sequestrando
atti, e anche file intestati anche allattuale
presidente del Consiglio dei Ministri. Inoltre
sono stati compiuti accessi allanagrafe
tributaria sui coniugi Prodi, su immobiliari
a loro riconducibili, sulla società Ase
e altri, con analisi delle compravendite immobiliari
e delle relative operazioni finanziarie riportate.
La
direzione del Giornale precisa quindi che domani
proseguirà nellinchiesta con la
seconda puntata.
Palazzo
Chigi: "Operazioni regolari" Il premier
Romano Prodi, in riferimento alle notizie apparse
sul Giornale "relative alle attività
di privatizzazione compiute dall'Iri nel periodo
durante il quale ne era presidente, ribadisce
che tutte le operazioni sono state effettuate
nel pieno rispetto delle normative all'epoca
vigenti e a condizioni economiche congrue".
Palazzo Chigi "ricorda che l'autorità
giudiziaria ha costantemente affermato, nell'ambito
delle attività sottoposte al suo giudizio,
la correttezza formale e sostanziale delle operazioni
realizzate". Prodi "ha dato mandato
ai suoi legali di porre in essere tutte le iniziative
a tutela della propria immagine e reputazione".
"Il
fantasma di Prodi sulle svendite del patrimonio
pubblico" "Secondo una massima cinese
'chi solleva una pietra e se la fa cadere sui
piedi è stolto'. Imprudente fu il sottosegretario
Levi, che evitò le delucidazioni chieste
a dicembre dall'onorevole Michaela Biancofiore
con un'interpellanza, controfirmata da me e
dal capogruppo Elio Vito, sulle vicende che
hanno portato alla svendita di Italtel a Siemens
Ag". Lo afferma il coordinatore di Forza
Italia Sandro Bondi che aggiunge: "Soprattutto
lo fu nel non rispondere alla richiesta di chiarimento
in merito al rapporto riservato della Siemens,
in cui si leggerebbe testualmente che l'avvento
di Berlusconi a Palazzo Chigi veniva visto come
un pericolo di rimozione per Prodi, fino al
punto da pregiudicare la 'svendita di Italtel'
a favore di acquirenti più equi e dunque
a favore dello Stato italiano. Levi glissò
in Aula, addirittura spingendosi a non ammettere
che l'attuale presidente del Consiglio era,
all'epoca dei fatti, il presidente dell'Iri
e cioè il deus ex machina dell'operazione.
E, ancor più grave, smentendo di fatto
che l'Iri fosse il soggetto deliberante dell'operazione".
"Dunque - conclude Bondi - Prodi ieri fu
colui che materialmente tirò il sasso
e oggi nasconde la mano. Egli non sa mai nulla
ma il suo fantasma si aggira in ogni grande
svendita del patrimonio pubblico".
La
Biancofiore: "Smentite imbarazzanti"
Per la deputata altoatesina di Forza Italia,
Michaela Biancofiore, "il comunicato ufficiale
di Palazzo Chigi va ad aggiungersi alle rituali
smentite alle quali ci ha abituato il governo
Prodi, che poi si rivelano puntualmente 'imbarazzanti'.
Personalmente - prosegue la Biancofiore - non
nutro alcun dubbio sulla serietà e sulla
professionalità dei titolari dell'inchiesta:
gli stessi, peraltro, che avendo reso nota l'esistenza
di 'singolari' fotografie del portavoce di palazzo
Chigi, erano stati veementemente smentiti, salvo
poi dover registrare al proprio attivo la veridicità
di tali fotografie". Secondo Biancofiore,
«nessuno sprovveduto crederà mai
che il presidente dell' Iri non abbia potuto
condizionare la scelta di un acquirente da parte
di Stet da esso controllato per Italtel, soprattutto
quando lo stesso presidente è colui che
smentì di conoscere il nuovo asset di
Telecom".
La
procura: indagine su possibili pagamenti illeciti
Siemens "Escludiamo di avere in atto un
qualsiasi tipo di indagine a carico del presidente
del Consiglio dei ministri. L'indagine riguarda
possibili pagamenti illeciti da parte della
Siemens nell'ambito dell'acquisizione di una
quota dell'Italtel, vicenda che risale alla
metà degli anni '90. Tutto il resto è
speculazione politica alla quale noi ci sottraiamo".
Lo ha dichiarato Cuno Tarfusser, procuratore
della Repubblica del Tribunale di Bolzano.
Indagini
in corso da anni "Vero è - prosegue
la nota di Tarfusser e Rispoli - che da anni
stiamo indagando sulle modalità di acquisizione
da parte della Siemens di una quota significativa
dell'Italtel e lo spunto investigativo per questa
indagine ci è stato fornito da un fatto,
ormai pacificamente accertato, e cioè
l'avvenuto pagamento da parte della Siemens
all'ing. Giuseppe Parrella di 10 milioni di
marchi tedeschi (circa 10 miliardi di lire)
a titolo di 'mediazione'".
Fondi neri in banche austriache In questo contesto,
hanno spiegato i due magistrati, "è
significativo che, sempre stando alle risultanze
incontrovertibili delle indagini, questo pagamento
è avvenuto attraverso e utilizzando fondi
neri della Siemens e che la controprestazione
dichiarata dalle parti è risultata essere
inesistente. A questo punto e proseguendo doverosamente
nelle indagini per accertare se organi gestionali
di chi ha venduto abbiano ottenuto illeciti
pagamenti dalla Siemens per avvantaggiarla rispetto
ad altri potenziali acquirenti, abbiamo inoltrato
diverse rogatorie internazionali - sottolina
la Procura - individuando i detti fondi neri
della Siemens in banche austriache". "La
fase attuale delle indagini, condotte anche
in stretta collaborazione con i colleghi tedeschi
e austriaci, e nell'ambito della quale abbiamo
anche svolto indagini in Italia acquisendo documentazione
- hanno concluso i due magistrati- è
volta a verificare se ci sono stati pagamenti
illeciti della Siemens verso l'Italia e chi
siano stati gli eventuali percettori di dette
somme".
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