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Fondato, Edito e Diretto in Santo Domingo da Giovanni GARIBALDI - 1997 -

L’ inefficienza delle Camere rende impossibile il lavoro degli eletti all’estero

23.05.07 - Dalle parole del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano: «Ciascuno si impegni per garantire la piena funzionalità di Camera e Senato» si evince, in quali difficoltà contingenti, si trovano a lavorare i parlamentari italiani.

Il messaggio del Presidente Napolitano, segue le esternazioni del Presidente del Consiglio on. Romano Prodi che, inaspettatamente, ha ammesso il suo disappunto per lo scarso numero di leggi approvate dalle Camere.

Singolare e bizzarro è il fatto che le lamentele di Prodi siano rivolte, in realtà, al suo stesso esecutivo.

L’ opposizione ha assistito sbigottita, quando non divertita addirittura, per l’ afflato di sincerità del Premier che si lamenta di sé stesso e della sua squadra di governo.

Allo stesso modo, la replica “piccata” di un altro Presidente, quello della Camera Fausto Bertinotti, ha tacciato Prodi addirittura, ma non senza ragione, di «scarsa dimestichezza con i lavori parlamentari» cogliendo l’ occasione per ammonire il governo diffidandolo, peraltro, dal non abusare del ricorso sconsiderato ai decreti legge.

Le Camere sono lente, dunque, quando non ferme.

Questa è in sintesi la verità, altro che «normalità dialettica» o peggio ancora come l’ ha definita il buon Fassino «diversità di opinione enfatizzata».

Questo governo non assicura un iter dei lavori proficuo perché non ha i numeri per governare. Ne prenda atto.

A tutti quelli che hanno contestato, senza cognizione di causa, l’ operato degli eletti all’ estero, il botta e risposta tra Prodi e Bertinotti e la chiosa di Napolitano, risponde in maniera qualificata.

Tutti noi eletti all’ estero, quelli dell’ opposizione senza tema d’ essere smentiti, ci siamo trovati al cospetto di un Parlamento inerte che annichilisce e disarma ognuno di noi.

La “confessione” di Prodi, l’ insoddisfazione nei suoi stessi riguardi ed il monito di Napolitano: «Le Camere lavorino meglio e di più» sono le prove delle difficoltà immani di fronte alle quali gli eletti all’ estero si sono trovati ad avere a che fare.

Una tale situazione, con un governo di centrodestra presieduto da Silvio Berlusconi, avrebbe visto milioni di bandiere rosse nelle piazze d’ Italia a denunciarne l’ inettitudine e a chiederne le dimissioni immediate.

«Questo governo non rispetta le regole». Parole di Napolitano.

Si tenga conto di questo stato di cose prima di scagliarsi contro il lavoro degli eletti all’ estero che, oltre alle difficoltà di ambientamento, di confidenza alle prassi ed al linguaggio parlamentare, si sono trovati a fare i conti con il “pantano” delle Camere voluto dal governo.

Non sarebbe meglio se, dopo le ammissioni di Prodi, questo esecutivo lasciasse le poltrone e si dimettesse lasciando il campo a chi ha voglia di lavorare?

On. Massimo Romagnoli (Forza Italia)
Ufficio Stampa Romagnoli