L
inefficienza delle Camere rende impossibile il lavoro
degli eletti allestero
23.05.07
- Dalle parole del Presidente della Repubblica Giorgio
Napolitano: «Ciascuno si impegni per garantire
la piena funzionalità di Camera e Senato»
si evince, in quali difficoltà contingenti,
si trovano a lavorare i parlamentari italiani.
Il
messaggio del Presidente Napolitano, segue le esternazioni
del Presidente del Consiglio on. Romano Prodi che,
inaspettatamente, ha ammesso il suo disappunto per
lo scarso numero di leggi approvate dalle Camere.
Singolare
e bizzarro è il fatto che le lamentele di Prodi
siano rivolte, in realtà, al suo stesso esecutivo.
L
opposizione ha assistito sbigottita, quando non divertita
addirittura, per l afflato di sincerità
del Premier che si lamenta di sé stesso e della
sua squadra di governo.
Allo
stesso modo, la replica piccata di un
altro Presidente, quello della Camera Fausto Bertinotti,
ha tacciato Prodi addirittura, ma non senza ragione,
di «scarsa dimestichezza con i lavori parlamentari»
cogliendo l occasione per ammonire il governo
diffidandolo, peraltro, dal non abusare del ricorso
sconsiderato ai decreti legge.
Le
Camere sono lente, dunque, quando non ferme.
Questa
è in sintesi la verità, altro che «normalità
dialettica» o peggio ancora come l ha
definita il buon Fassino «diversità di
opinione enfatizzata».
Questo
governo non assicura un iter dei lavori proficuo perché
non ha i numeri per governare. Ne prenda atto.
A
tutti quelli che hanno contestato, senza cognizione
di causa, l operato degli eletti all estero,
il botta e risposta tra Prodi e Bertinotti e la chiosa
di Napolitano, risponde in maniera qualificata.
Tutti
noi eletti all estero, quelli dell opposizione
senza tema d essere smentiti, ci siamo trovati
al cospetto di un Parlamento inerte che annichilisce
e disarma ognuno di noi.
La
confessione di Prodi, l insoddisfazione
nei suoi stessi riguardi ed il monito di Napolitano:
«Le Camere lavorino meglio e di più»
sono le prove delle difficoltà immani di fronte
alle quali gli eletti all estero si sono trovati
ad avere a che fare.
Una
tale situazione, con un governo di centrodestra presieduto
da Silvio Berlusconi, avrebbe visto milioni di bandiere
rosse nelle piazze d Italia a denunciarne l
inettitudine e a chiederne le dimissioni immediate.
«Questo
governo non rispetta le regole». Parole di Napolitano.
Si
tenga conto di questo stato di cose prima di scagliarsi
contro il lavoro degli eletti all estero che,
oltre alle difficoltà di ambientamento, di
confidenza alle prassi ed al linguaggio parlamentare,
si sono trovati a fare i conti con il pantano
delle Camere voluto dal governo.
Non
sarebbe meglio se, dopo le ammissioni di Prodi, questo
esecutivo lasciasse le poltrone e si dimettesse lasciando
il campo a chi ha voglia di lavorare?
On.
Massimo Romagnoli (Forza
Italia)
Ufficio Stampa Romagnoli