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Fondato, Edito e Diretto in Santo Domingo da Giovanni GARIBALDI - 1997 -

Signor Sottosegretario Visco faccia una “bella” figura: si dimetta subito!

25.05.07 - Quando quattro Generali dicono la stessa cosa, allora c’ è da credergli.

Qui la “faccenda” Visco, si fa inquietante come l’ ha definita l’ on. Fini. La cosa, i cui contorni sconcertano, non piace affatto alla gente.

Il Generale della Guardia di Finanza Roberto Speciale dice di essere stato convocato il 13 luglio dell’ anno passato da Visco ed in quella occasione, questi, gli avrebbe chiesto di avvicendare alcuni ufficiali, vertici delle Fiamme Gialle in Lombardia senza dare motivazioni. I detrattori di Visco si riferiscono alle colpe di quei vertici perchè indagarono sul caso Unipol.

Ma questa spiegazione, (sicuramente plausibile perché il Viceministro non avrebbe mai potuto pretendere i trasferimenti adducendo una tale motivazione), non ci interessa. Ciò che ci interessa è altro.

Il procuratore Generale di Milano Mario Blandini cui è stata affidata l’ inchiesta, pressato dai giornalisti, ha detto che l’ indagine da lui condotta, non era a carico di Visco, ma dei quattro ufficiali che il sottosegretario voleva trasferire. L’ indagine, ha precisato Blandini, portò ad una archiviazione in quanto non furono trovati motivi di particolari censure ai loro danni. Amen.

Il PG ha fatto il suo lavoro e lo ha fatto, secondo noi, bene. Dalle sue dichiarazioni si legge molto chiaramente, però, un messaggio recondito, subliminale, come se avesse voluto sottintendere: «Mi si dia lo strumento giuridico consono contro Visco ed io indagherò sul suo operato». Questo ci interessa.

La voce del Generale Speciale è, ora, divenuta un coro. A lui si sono aggiunte la voci e le dichiarazioni di altri tre Generali: Sergio Favaro, Italo Pappa ed Emilio Spaziante.

Il Ministro dell’ Interno, Arturo Parisi, ha ammesso che il problema esiste e che deve essere affrontato nelle forme adeguate politiche e di ordinamento. Che poi, cosa significhi questo, solo il Ministro lo sa. Ermete Realacci ha affermato che qui qualcuno mente: o il Generale Speciale ed, a quest’ ora insieme agli altri tre, oppure mente il Viceministro Visco. Questo ci interessa.

Attenzione, queste ultime voci sono della maggioranza. Non facciamo errori.

Allora perché non seguiamo il consiglio di Cossiga?: «Se il governo ritiene che il Generale Speciale abbia mentito formulando gravi e false accuse al suo superiore politico diretto, deve, in Consiglio dei Ministri, non limitarsi a destituirlo ma radiarlo dalle Forze Armate per mendacio e fellonia». Questo ci interessa.

Sono stato eletto nella circoscrizione Estero, è la prima volta che siedo in Parlamento. Ho creduto, dal primo momento, che il mio dovere sarebbe stato quello di farmi interprete e latore delle istanza dei miei elettori diretti e dei cittadini in generale. Ho affrontato decine (per non esagerare) di difficoltà ed ancora oggi sono impegnato a studiare, elaborare, riunire, incontrare, viaggiare. Ho potuto solo immaginare, prima della mia elezione, cosa succedesse nella politica italiana. Ma, constatare con mano le storture di un sistema che si accanisce solo contro i partiti che fanno della libertà il loro vessillo principale, è davvero disarmante.

Una storia come questa, mi ha oltremodo contrariato perché scoraggia, impaurisce e fa meditare.

Non oso pensare cosa sarebbe successo se, al posto di Visco, si fosse trovato Berlusconi. Questo ci interessa.

Ci interessa sottolineare che, in Parlamento, non ci si muove in maniera agevole.

E’ un luogo dove le intenzioni, il lavoro, inteso come profusione delle energie per il bene dei cittadini, non è al primo posto delle priorità e che solo in seconda o terza, quando non ultima istanza si prova ad adottare provvedimenti legislativi per il bene del Paese.

Anche il Presidente degli industriali Luca Corsero di Montezemolo durante la relazione annuale a Confindustria si è sfogato attaccando un governo ed una politica che non ha un progetto. Un esecutivo inefficiente.

Il caso Visco, è solo l’ ultimo episodio “strano” soffocato da un maggioranza a brandelli eppure tanto coesa nel superare difficoltà e disdicente. Fu solo poco tempo addietro che l’ on. Sircana ottenne la “grazia” a causa di un suo comportamento non propriamente parlamentare.

Il messaggio che mi sento di trasferire è che, in queste condizioni, quando la democrazia viene abrasa di continuo da colpi inopinati, allora è in pericolo. Questo ci interessa.

Ho commesso un errore di ingenuità a non mettere al corrente subito il mio elettorato. Di non aver lamentato immediatamente queste difficoltà che noi eletti all’ estero, ed in particolar modo e per ovvi motivi noi dell’ opposizione, siamo costretti ad affrontare.

Non potevo neanche immaginare che, con questo governo, avrei assistito a comportamenti sfrontati ed irresponsabili di tale fattura e gravità.

Non è da parte di questa maggioranza che si trova la trasparenza e la libertà. Non è in questa maggioranza di centrosinistra che si trovano quei valori che ci fanno sentire uomini liberi, onesti, cristallini.

E’ necessario garantire e difendere la democrazia.

Cominciamo dal prossimo week end da otto province e 882 comuni.

Questo mi interessa. Questo interessa tutti noi.

Roma, 25 maggio 2007

On. Massimo Romagnoli

Forza Italia