Signor
Sottosegretario Visco faccia una bella
figura: si dimetta subito!
25.05.07
- Quando quattro Generali dicono la
stessa cosa, allora c è
da credergli.
Qui
la faccenda Visco, si fa
inquietante come l ha definita
l on. Fini. La cosa, i cui contorni
sconcertano, non piace affatto alla
gente.
Il
Generale della Guardia di Finanza Roberto
Speciale dice di essere stato convocato
il 13 luglio dell anno passato
da Visco ed in quella occasione, questi,
gli avrebbe chiesto di avvicendare alcuni
ufficiali, vertici delle Fiamme Gialle
in Lombardia senza dare motivazioni.
I detrattori di Visco si riferiscono
alle colpe di quei vertici perchè
indagarono sul caso Unipol.
Ma
questa spiegazione, (sicuramente plausibile
perché il Viceministro non avrebbe
mai potuto pretendere i trasferimenti
adducendo una tale motivazione), non
ci interessa. Ciò che ci interessa
è altro.
Il
procuratore Generale di Milano Mario
Blandini cui è stata affidata
l inchiesta, pressato dai giornalisti,
ha detto che l indagine da lui
condotta, non era a carico di Visco,
ma dei quattro ufficiali che il sottosegretario
voleva trasferire. L indagine,
ha precisato Blandini, portò
ad una archiviazione in quanto non furono
trovati motivi di particolari censure
ai loro danni. Amen.
Il
PG ha fatto il suo lavoro e lo ha fatto,
secondo noi, bene. Dalle sue dichiarazioni
si legge molto chiaramente, però,
un messaggio recondito, subliminale,
come se avesse voluto sottintendere:
«Mi si dia lo strumento giuridico
consono contro Visco ed io indagherò
sul suo operato». Questo ci interessa.
La
voce del Generale Speciale è,
ora, divenuta un coro. A lui si sono
aggiunte la voci e le dichiarazioni
di altri tre Generali: Sergio Favaro,
Italo Pappa ed Emilio Spaziante.
Il
Ministro dell Interno, Arturo
Parisi, ha ammesso che il problema esiste
e che deve essere affrontato nelle forme
adeguate politiche e di ordinamento.
Che poi, cosa significhi questo, solo
il Ministro lo sa. Ermete Realacci ha
affermato che qui qualcuno mente: o
il Generale Speciale ed, a quest
ora insieme agli altri tre, oppure mente
il Viceministro Visco. Questo ci interessa.
Attenzione,
queste ultime voci sono della maggioranza.
Non facciamo errori.
Allora
perché non seguiamo il consiglio
di Cossiga?: «Se il governo ritiene
che il Generale Speciale abbia mentito
formulando gravi e false accuse al suo
superiore politico diretto, deve, in
Consiglio dei Ministri, non limitarsi
a destituirlo ma radiarlo dalle Forze
Armate per mendacio e fellonia».
Questo ci interessa.
Sono
stato eletto nella circoscrizione Estero,
è la prima volta che siedo in
Parlamento. Ho creduto, dal primo momento,
che il mio dovere sarebbe stato quello
di farmi interprete e latore delle istanza
dei miei elettori diretti e dei cittadini
in generale. Ho affrontato decine (per
non esagerare) di difficoltà
ed ancora oggi sono impegnato a studiare,
elaborare, riunire, incontrare, viaggiare.
Ho potuto solo immaginare, prima della
mia elezione, cosa succedesse nella
politica italiana. Ma, constatare con
mano le storture di un sistema che si
accanisce solo contro i partiti che
fanno della libertà il loro vessillo
principale, è davvero disarmante.
Una
storia come questa, mi ha oltremodo
contrariato perché scoraggia,
impaurisce e fa meditare.
Non
oso pensare cosa sarebbe successo se,
al posto di Visco, si fosse trovato
Berlusconi. Questo ci interessa.
Ci
interessa sottolineare che, in Parlamento,
non ci si muove in maniera agevole.
E
un luogo dove le intenzioni, il lavoro,
inteso come profusione delle energie
per il bene dei cittadini, non è
al primo posto delle priorità
e che solo in seconda o terza, quando
non ultima istanza si prova ad adottare
provvedimenti legislativi per il bene
del Paese.
Anche
il Presidente degli industriali Luca
Corsero di Montezemolo durante la relazione
annuale a Confindustria si è
sfogato attaccando un governo ed una
politica che non ha un progetto. Un
esecutivo inefficiente.
Il
caso Visco, è solo l ultimo
episodio strano soffocato
da un maggioranza a brandelli eppure
tanto coesa nel superare difficoltà
e disdicente. Fu solo poco tempo addietro
che l on. Sircana ottenne la grazia
a causa di un suo comportamento non
propriamente parlamentare.
Il
messaggio che mi sento di trasferire
è che, in queste condizioni,
quando la democrazia viene abrasa di
continuo da colpi inopinati, allora
è in pericolo. Questo ci interessa.
Ho
commesso un errore di ingenuità
a non mettere al corrente subito il
mio elettorato. Di non aver lamentato
immediatamente queste difficoltà
che noi eletti all estero, ed
in particolar modo e per ovvi motivi
noi dell opposizione, siamo costretti
ad affrontare.
Non
potevo neanche immaginare che, con questo
governo, avrei assistito a comportamenti
sfrontati ed irresponsabili di tale
fattura e gravità.
Non
è da parte di questa maggioranza
che si trova la trasparenza e la libertà.
Non è in questa maggioranza di
centrosinistra che si trovano quei valori
che ci fanno sentire uomini liberi,
onesti, cristallini.
E
necessario garantire e difendere la
democrazia.
Cominciamo
dal prossimo week end da otto province
e 882 comuni.
Questo
mi interessa. Questo interessa tutti
noi.
Roma,
25 maggio 2007
On.
Massimo Romagnoli
Forza Italia