Se
avete voglia di leggere.........
Tengo Famiglia - lettera a Paul Wolfowitz
Destra
e Sinistra ......Amore a prima vista
Marco
Travaglio
29.05.07
- Gent.mo dr. Paul Wolfowitz, mi rivolgo a lei per portarle
la solidarietà mia e del mio paese per lo spiacevole
incidente occorsole nel suo. Ho visto la conferenza
stampa in cui lei, sudato e tremante, chiedeva scusa
per aver procurato la promozione e l' aumento alla sua
amante, la bella tunisina Shaha Riza, manager della
Banca Mondiale da lei presieduta. I soliti moralisti
protestanti han tirato fuori il codice etico e il conflitto
d'interessi. Che paroloni! Lei, dr. Wolfowitz, non ha
sbagliato a promuovere la sua donna:lei ha sbagliato
paese. Da noi, per dire, i codici etici e i conflitti
d'interessi sono caduti in prescrizione da un pezzo.
Per parenti, amici e amanti, si fa di tutto, di più.
Alla luce del sole, con un certo vanto. Diceva Longanesi:
"Nel tricolore andrebbe scritto:tengo famiglia".
Da noi è tutto ereditario, dalle cariche alle
cattedre: abbiamo persino abolito la tassa di successione.
Siamo un paese di mamme, babbi, figli e soprattutto
nipoti. Ci scherzava già nel '400 il card. Enea
Silvio Piccolomini, appena divenne papa Pio II: "Quand'ero
solo Enea, nessun mi conoscea; ora che sono Pio, tutti
mi chiaman zio".
Se
visitasse la Rai, scoprirebbe decine di cognomi famosi,
soprattutto politici: De Martino, Andreatta, Berlinguer,Donat-Cattin,
Leone,Letta, Mancini, Mancino, Piga, Rauti, Ruffini,
Scelba, Squillante, Bernabei, Buttiglione, Cariglia,
Sottile,Zanda, Matteoli.Non sono omonimi:sono proprio
parenti. Hanno assunto l'autista e l'assistente di Berlusconi,
e persino il figlio della segretaria di Gelli. Ma a
Mediaset è lo stesso.
Poi
si faccia un giro in Parlamento. Lì il seggio
è ereditario Ci sono i figli d'arte. Craxi,quello
che voi chiamereste latitante e noi chiamiamo esule,
ha lasciato in eredità addirittura due seggi:
la figlia Stefania deputata di destra, il figlio Bobo
sottosegretario a sinistra. Forlani, più modestamente,
ha piazzato un solo figlio, Alessandro (Udc). Anche
perché non ne ha altri. Cossiga ha portato il
figlio Giuseppe (FI) e il nipote Piero Testoni (FI).
Perchè i parlamentari non li eleggiamo più:
li nominano i partiti, con le liste bloccate. E' molto
più pratico. Al Senato è arrivato il fratello
di Pecoraro Scanio, Marco, che s'era fatto valere come
terzino dell'Avellino. Poi c'è l'esercito delle
mogli, versione italiana delle quote rosa. Alla Camera
ora siede la prima moglie di Paolo Berlusconi, Mariella
Bocciardo (FI). Al Senato c'è la signora Bassolino,
Annamaria Carloni. Madama Fassino, Anna Serafini, è
deputata per la quinta volta. Il regolamento Ds vietava
più di 2 mandati, ma ci hanno aggiunto una parolina:
"consecutivi". Lei aveva saltato un turno,
ed è rientrata. Pasquino li chiama "ricongiungimenti
familiari in Parlamento".
Ma
il più devoto ai sacri valori della famiglia
è Clemente Mastella. La sua signora, Sandra Lonardo,
l'ha sistemata alla presidenza del consiglio regionale
Campania. Il cognato Pasquale Giuditta invece l'ha fatto
eleggere alla Camera. Lui naturalmente è il ministro
della Giustizia. Ma non è vero che si occupi
solo dei parenti: l'altroieri ha promosso direttore
generale del ministero Gianpiero Nuvoli, un ex forzista
passato all'Udeur che aveva proposto di impiccare Borrelli
sulla forca. L'uomo giusto per la Giustizia. E, visto
che gli piace il patibolo, gli han dato la delega ai
diritti umani.
Purtroppo
in Parlamento i posti sono limitati: solo 945. E anche
al governo: solo 103. Chi resta fuori, si arrangia come
può. Per esempio sfruttando al massimo i posti
di portaborse. Leggere 'La Casta', il nuovo libro di
Stella e Rizzo, per credere. La senatrice FI Elisabetta
Casellati, dopo lunghe selezioni, s'è portata
alla Camera la figlia Ludovica. Bossi, nemico giurato
del clientelismo di Roma ladrona, sistema il fratello
Franco e il figlio Riccardo al Parlamento europeo, come
assistenti degli on. Salvini e Speroni. I curriculum
sono di tutto rispetto: Riccardo è studente fuori
corso, Franco ha un negozio di autoricambi a Fagnano
Olona. Altri due leghisti si sono scambiati le mogli
a Montecitorio:l'on.Ballaman assume come assistente
la moglie dell'on. Balocchi, che ricambia ingaggiando
la signora Ballaman.
Poi
ci sono le cadreghe di sottogoverno: la moglie di Follini,
arch. Elisabetta Spitz, è nominata dai governi
di destra e sinistra direttore dell'agenzia Demanio.
Chissà la fatica per conservare l'incarico, con
quel marito famoso, specie dopo che è passato
da destra a sinistra.
Poi
gli enti locali: altra fabbrica di poltrone mica male.
A conduzione familiare. In Calabria prima la maggioranza
di destra, poi quella di sinistra hanno assunto per
chiamata diretta oltre 200 parenti, amici e amici degli
amici nelle strutture speciali regionali. L'assessore
al Lavoro Egidio Masella (Prc) aveva promesso più
occupazione: infatti, appena arrivato in assessorato,
ha assunto la moglie Lucia. Il governatore Loiero l'ha
cacciato, ma poi ha confermato in giunta Pasquale Tripodi
(Udeur), 3 cugine assunte al concorsone regionale: chissà
che brave, per superare quella parentela penalizzante.
Lui dove sta? Al Personale, e dove se no? Alla fine
la Regione ha dovuto approvare una legge che vieta di
nominare parenti nelle strutture regionali: i politici
si son legati le mani, perchè se le lasciano
libere non rispondono delle proprie azioni. Giorni fa
Cristiano Di Pietro, consigliere provinciale di Campobasso,
è stato ricevuto per una riunione sull'energia
eolica dal ministro delle Infrastrutture Antonio Di
Pietro, che è pure suo padre. E' uscito molto
soddisfatto. Poi dicono che nelle famiglie non c'è
dialogo.
E
occhio alle Asl: la moglie Fini, Daniela, è socia
in un paio di cliniche finanziate dalla giunta Storace.
Il quale aveva pure nominato direttore generale di un'Asl
Mauro Floriani, marito di Alessandra Mussolini. Che
però, dopo le polemiche, s'è ritirato.
Nel
calcio, fino all'anno scorso, regnava una cupoletta
chiamata Gea Word, inventata da Luciano Moggi riunendo
tanti figli e figlie di papà: il suo e quelli
del banchiere Geronzi, del citì Lippi, dell'on.
De Mita, dei bancarottieri Tanzi e Cragnotti. Da quelle
parti si faceva le ossa un giovane procuratore in erba,
Pellegrino Mastella. Che non è omonimo del ministro:
è proprio suo figlio.
Montanelli,
contro il nepotismo, proponeva una soluzione drastica:
sterilizzare i vip. Naturalmente non gli diedero retta.
Perciò, dr. Wolfowitz, se le andasse male alla
Banca Mondiale, si trasferisca in Italia. Avesse fatto
le stesse cose qui, a quest'ora sarebbe capo del governo.
Minimo, la inviterebbero al congresso Ds e a comprarsi
Telecom. Da noi la famiglia viene prima di tutto. Anzi,
se si spiccia con l'aereo, arriva giusto in tempo per
il Family Day.
Marco
Travaglio