Beduini!
01.09.08
- Tanti mali affliggono lItalia: Bossi
e il federalismo, Fini e lassenza di coerenza,
Pierfurby con la sua totale dipendenza ecclesiale,
Veltroni il sempre perdente che non sa imporsi,
Amato lo scaltro che sa defilarsi, DAlema
lesperto velista che non ha saputo prevedere
il vento di tempesta, Prodi il boiardo di Stato
che pianse sulla spalla di Macaluso perché
lo salvasse
e poi banchieri, spiantati
imprenditori amici degli amici, cordate per
AliRotte che lascerà i debiti allo Stato
e larrosto ai soliti
noti, giornalisti striscianti, ricchi sindacalisti
Ma purtroppo è sempre per lui, il piccoletto,
ormai esploso vaso di Pandora di cui sommamente
è necessario lamentarsi.
Infatti,
da anni lui crea danni a non finire a questa
povera Italia, lo capiranno presto anche i suoi
ciechi dipendenti, e nella sua indefessa opera
è sempre solo spinto da alterigia, arroganza
ed
amore. Sì, però lamore
è verso i fatti suoi, ed anche verso
la patria che fa capo alla nazione a stelle
e strisce!
Lultima
sconcertante prevaricazione che lui ha commesso
contro la Patria, lo Stato e la nazione, dunque
contro tutti noi e per affabularsi la casta
nemica ed amica, prende le mosse da un antico
diverbio, sempre a senso unico espresso, che
lItalia, ventre molle dEuropa e
nemmeno primo paese dellAfrica settentrionale
se ancora fosse attaccata al continente nero,
si trascina appresso perché così
vuole un beduino che risponde al nome di Muammar
Gheddafi.
Il
bedù autocrate prevaricatore nel suo
paese giunse al potere manu militari, e lì
ha affamato tutti i non appartenenti alla sua
camarilla. Sempre lui, nella vita si mostra
altrettanto prima donna sofferente per sindrome
avio priva (avio = uccello
che non vola, ma serpeggia) quanto il Berlusconi,
e tra laltro da illo tempore schiamazza
contro lItalia minacciando vendette e
rabbiose ritorsioni che certo non potevano impensierirci,
sia per linconsistenza, sia per la parziale
mendacità. Dunque nessun danno energetico
sarebbe emerso per noi dalla Libia come qualcuno
vorrebbe dichiarare, ciò perché
il petrolio libico è venduto attraverso
lOPEC in cui la Libia è tra i paesi
meno influenti. Perciò non è esistito
nessun pericolo immediato che a noi si approssimava
dalla sponda sud del Mediterraneo. Questo concetto
è secondo me importante da ritenere per
comprendere le motivazioni e l'accettazione
che Berlusconi ha avuto verso le richieste di
Gheddafi
Però
è successo che il beduino lamenta che
sulla sabbia libica i nostri emigrati fecero
sorgere città, strade, ospedali, scuole,
cultura
che tolsero le primitive tribù
dallo schiavismo in cui vivevano
e per
questo reclama danni di guerra invidiando gli
inventori della shoah che da essa ancora riescono
a trarre enormi benefici. Certo, è vero
che i nostri comandi non vollero consegnargli
le mappe dei terreni minati che là avevamo
lasciato, certo ci sono state prevaricazioni
come in ogni guerra, ma pretendere a senso unico
senza contraccambiare è almeno disdicevole.
Così
è avvenuto, questo il mio pensiero, che
il travisato arcorese, per opera del chirurgo
plastico, sè recato a Tripoli subodorando
affari congrui per la casta a lui vicina, e
in una tenda in perfetto stile deserto sahariano
ha firmato un accordo con cui impegna il nostro
Paese a fare una regalia alla Libia di soli
5 miliardi deuro da spendere in quel paese.
Ha
poi dato disponibilità al rimpatrio della
Venere di Cirene.
Ha
dato il benestare alla consegna delle carte
che contrassegnano i terreni minati su cui ancora
spietatamente saltano donne
e bambini; ma non ha rinfacciato, estrema onta,
la cacciata di circa 20 mila italiani da quel
territorio da cui fuoriuscirono in miseria.
Ma
lillustre nostro concittadino nemmeno
sè ricordato dellaggressione
che subimmo da parte della Libia durante gli
anni 80, quando, imbeccata dallURSS
che mal sopportava la cintura radaristica del
Sud Italia che faceva capo a Pantelleria, ci
sparò addosso 6 missili SS20 di cui 5
si persero in mare, ed uno solo lambì
senza danni le coste dellisola.
Ciò
che ancora oggi fa rabbia per quellazione
è il pensare che le navi U$A alla fonda
verso il 35° parallelo (Golfo della Sirte),
nel tragico e sempre privato interesse del loro
Paese lasciarono passare indisturbati i missili
indirizzati contro lItalia che così
sarebbe scesa in guerra per combattere una loro
guerra tesa sconfiggere la Libia che quasi certamente
sarebbe tornata nostro protettorato.
Ma
aldilà dei fatti storici, forse in molti
oggi penseranno che il bedù, stanco di
vivere in città, voglia riportare la
Libia allo status quo ante, in altre parole
a deserto così comera prima che
gli italiani vi giungessero, e che per la ristrutturazione
ha necessità di denaro. Ma non è
così, perché il bedù ha
preteso la costruzione di unautostrada
che attraversa tutto il paese, sino al confine
con lEgitto.
Però
Berlusconi, il nostro beneamato che in Italia
va in giro con una quindicina di gorilla che
lo difendono dalle nostre vogliose carezze,
che strenuamente difende il suo dal fisco e
che certo ha naso per gli affari, ha capito
che costruire in Libia significa gestire somme
enormi a cui può succedere di tutto
anche di farsi nuovi amici che, dichiarati di
Sinistra (ormai estinta), di fronte allolezzo
dei soldi lo acclameranno presidente della repubblica
prima della, ahimè, futuribile nomina.
Ma
il nobile nostro presidente dopo il contratto
ha mostrato al bedù le fotografie del
nipote, così nella sua ingenuità
ha pareggiato i conti.
Perché
lha fatto?
Primo
perché è un timido ed insicuro,
e come tale ha sempre bisogno del grande
atto per auto gratificarsi.
Secondo
perché con tale manovra mediatica in
Italia si useranno fiumi dinchiostro per
lodare il nonno assennato, il padre modello,
il marito amante (oh
solo della moglie),
il presidente integerrimo
e si scoterà
il discorso dallavere gratuitamente calato
le braghe lui, e tutta Italya.
Però
il nostro cavaliere ha portato a casa un mare
di promesse, tanto queste non costano nulla
a chi le proferisce, e
se scripta
non manent
figuriamoci cosa
vuol significare detto dal bedù: Il
Paese simpegnerà a controllare
il flusso di migranti che da questi lidi partono
per lItalia". (Dunque, implicitamente
il bedù ha ammesso che sapeva che la
cosa avveniva e che la ignorava per tornaconto;
infatti, il trattenerli nel suo Paese significava,
come per noi, ospitarli, sfamarli, riconoscerli
Inoltre, trattenerli, o rispedirli nelle loro
nazioni lo avrebbe inimicato con i Paesi dorigine
di quei poveri disgraziati che fuggono dalla
fame e dalle guerre, solo che essi non sindirizzano
in un Paese che può ospitarli convenientemente,
ma in uno che è dilaniato tra opinioni
insanabili e per di più povero).
Ora,
la gran parte dei direttori dei giornali italyoti
in cerca di foraggio che
non vogliono perdere sindustriano nel
lodare quello che doveva ridurre le
tasse e non lha fatto, quello
che doveva legiferare per tutti e lha
fatto solo per se stesso ed ora, apparentemente,
anche per la casta, quello
che doveva rimuovere i mali dItalia, ma
sino ad ora li ha solo peggiorati.
In
ogni caso nellacquisto del petrolio dellOPEC
i cittadini italyoti (ovvero quelli che amano
gli U$A che scrivono con la Y) e
gli italiani non saranno agevolati; anzi continuando
lalternante posizione dellometto
che adula Bush, ma che contemporaneamente si
dice amico di Putin, finirà che il vincitore
dello scontro politico/militare ci guarderà
con pietà classificandoci inaffidabili
come già giustamente
avviene dal 1943, ed in tal modo continuerà
a comportarsi anche la decadente Europa.
Questa
volta le mie rampogne sono simili a quelle di
molti altri, anche del Blondet qui assai noto,
ma con lui non condivido la chiusura del suo
articolo in proposito di Piazzale Loreto che
fu un obbrobrio che ci ha condotti anche in
braccio al Berlusconi. Perciò mi auguro
che avvenga un "Piazzale Nuovo"
dove la Casta finalmente finisca con tutto il
suo clientelismo.
Alice
Kiriosomega