Cavaliere
dei miei stivali
01.09.08
- C'è il video su Repubblica dell'incontro
di berlusconi con Gheddafi. Gheddafi, dopo
aver stretto la mano a berlusconi, si
pulisce la mano sulla vestaglia.
A parte il macabro auspicio-evocazione finale
(tanto più assurdo sulla bocca di Blondet),
TUTTO VERO e TUTTO GIUSTO ciò che si
legge in quest'articolo.
In realtà occorrerebbe, non solo da noi,
un altro grandioso assalto alla Bastiglia.
Adriano Rebecchi
Ufficio Politico del M.N.P.
Salame? No, farabutto
di Maurizio Blondet
31 agosto 2008 - Italiani che non riuscite a
fare la spesa nemmeno dal discount, contenti?
Berlusconi ha regalato 5 miliardi di dollari
a Gheddafi, uno che governa un Paese ricchissimo,
ma ha messo il suo popolo in miseria, perché
i miliardi di dollari petroliferi se li accaparra
lui solo, con la sua cricca. Con la vaga promessa
che fermerà le barche di immigrati. Al
prossimo arrivo a Lampedusa, vedremo se glieli
chiederà indietro, i dollari nostri.
Non credo.
Chi ha votato Berlusconi, spesso, ha fatto il
seguente ragionamento: è già ultra-ricco,
non ruberà come gli altri. Magari non
ruba, chissà. Ma, in piena sindrome da
euforia bipolare, lo scopatore di ministre,
aiutato dalla chimica, spende e spande: i soldi
nostri, dei contribuenti. Miliardi di dollari
al libico.
Stipendi pagati per sette anni ai fancazzisti
più fancazzisti, i settemila di Alitalia.
Abbiamo superato anche il problema dell'eccesso
di auto-blù. Ora, in eccesso ci sono
gli aerei blu. Berlusconi s'è comprato
(coi soldi vostri) un Airbus 319 con arredamento
VIP (tre jumbo non bastavano), oltre a 29 Piaggio
P180 (la Ferrari dei cieli) per scarrozzare
ministri e generali, scopatrici, veline e p.
di Stato, che si aggiungono ai tre Falcon 900
appena comprati. Ogni Piaggio nuovo ci costa
8 milioni di euro.
Per i nostri soldati feriti in Afghanistan,
non ce n'era uno a disposzione, hanno dovuto
chiedere un passaggio alla Luftwaffe; ma per
lorsignori, sono sempre a disposzione, col pieno
di kerosene e il catering all'aragosta già
pronto. Frattini ci va in vacanza alle Maldive.
E fa quasi diventare un modello di oculatezza
Fini il kippà che usa una motovedetta
dei Vigili del Fuoco per fare il sub, con la
sua nuova donna platinata, nel vietatissimo
parco marino di Giannutri.
Questa è una Casta peggiore di quell'altra.
Più volgare, più cinica, più
sprecona, plutocratica e arrogante. Almeno,
quella di prima non fatta votare con la promessa
di risanare, tagliare, non mettere le mani delle
tasche degli italiani.
La «soluzione» Alitalia è
un disastro: alla fine dei giochi se la prenderà
Air France («è di nuovo interessata»,
strillano i giornali-servi, in solluchero),
ma senza accollarsi i debiti di mezzo secolo
di fancazzisti, come aveva accettato prima.
I debiti li pagheremo noi, Berlusconi non bada
a spese (nostre).
Ma a Berlusconi, è servita a fare piaceri:
così si è conquistato l'amicizia
di Passera, di Amato, dei cosiddetti imprenditori
che non lo ammettevano nei loro salotti buoni.
Ha fuso il catorcio Alitalia con Air One, salvandone
il proprietario che non sapeva come liberarsene:
un amico in più.
Un altro amico nuovo è Ligresti: con
l'entrata nella cordata, s'è aggiudicato
il Forlanini. Quell'aeroporto, l'unico utile
a Milano, verrà abolito: uno spazio immenso
da edificare, tutta grazia per l'immobiliarista,
infaticabile investitore dei soldi che arrivano
daicompaesani di Paternò. Gli altezzosi
banchieri di sinistra, i
Benetton, i Montezemolo, gli Stronzetti e i
Provera del capitalismo progressista italiota
(la nostra borghesia compradora) guardano al
Farabutto con nuovi sentimenti: se li è
comprati, coi soldi nostri. Sono amici, anzi
amiconi.
Sull'enorme defecazione chiamata Alitalia, a
mo' di ciliegina, ha messo come capo il noto
Colaninno, il devastatore di Telecom, il capitano
coraggioso di D'Alema.
Ormai non c'è più destra o sinistra,
nemmeno per finta; c'è la sola ed unica
Casta dei ladri di Stato, dei volatori su aerei-blu,
dei Gheddafi mediterranei amiconi dei Gheddafi
nostrani.
Aspettiamo anche il «federalismo»
del Gheddafi padano: saranno altri spargimenti
di miliardi nostri, sprecati nel più
immondo pasticcio che possa inventare l'inciviltà
giuridica italiana. L'immane debito
nostrano salirà, e noi dovremo pagarlo:
nuove tasse, nuovi aerei blu, nuovi soldi gettati
qua e là, nuovi Colaninno.
Votare per gli altri? Inutile, sono già
la stessa pappa-e-ciccia. Saranno sempre più
tasse per noi, e sempre più Piaggio 180
VIP per lorsignori, chiunque siano. Stiamo diventando
esattamente come i
libici, con le pezze al culo benché abitanti
su un Paese ricco, perché devono mantenere
il loro Gheddafi. E lo mantengono da tren'anni,
senza riuscire a liberarsene.
Chi ci libererà da questi farabutti,
se non noi? Occorre un piazzale Loreto.
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