Un
libro per offrire solidarietà
La
tragedia sconosciuta degli italiani di Crimea
12.02.09 - A Giulia Giacchetti Boico
e al prof. Giulio Vignoli dobbiamo questa
commovente pagina di storia taciuta. Con questo
libro per la prima volta, sia in Ucraina sia
in Italia, si affronta la tragedia vissuta dai
nostri connazionali emigrati in Crimea dal 1830
al 1890. Erano italiani che si recarono nella
allora Russia zarista per lavorare le fertili
terre vicino la città portuale di Kerc.
Furono in tutto duemila italiani provenienti
non solo dalla Puglia, ma anche dalla Liguria
e dalla Campania.
La collettivizzazione forzata delle campagne
voluta da Stalin, a cui fecero seguito le requisizioni
e gli arresti in massa, provocarono un primo
consistente calo della presenza italiana in
Crimea.
Durante la seconda guerra mondiale avvenne la
grande deportazione degli italiani di Crimea
in Kazakistan perché ritenuti inaffidabili;
moltissimi morirono di malattie e di atroci
stenti. Pochi i superstiti.
Caduta l'Unione Sovietica, solo 316 italiani
nel 1992 si dichiararono come tali alle
autorità ucraine e vivono tutti nelle
città di Kerc e Simferopoli.
Essi versano in gravi condizioni economiche
e sperano in un riconoscimento della loro associazione
per ottenere una giusta tutela.
Tutte le istituzioni pubbliche italiane contattate
per finanziare il libro hanno risposto negativamente
(!), solo alcuni privati hanno raccolto l'appello,
tra cui i principi Maria Gabriella e
Aimone di Savoia, il Presidente della
Comunità ebraica di Genova, alcuni
dirigenti dell'Unione Monarchica Italiana,
la Società di Studi Fiumani, il
dr. Marino Micich, l'avv. Vittorio
Giorgi e pochi docenti universitari assieme
a comuni cittadini rimasti profondamente toccati
da questa tragedia.
Speriamo che questo articolo possa trovare altri
amici e sostenitori prima che questi nostri
connazionali scompaiano per sempre!
Marino Micich