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Fondato, Edito e Diretto in Santo Domingo da Giovanni GARIBALDI - 1997 -


America Latina

UN ANNO FA
Vittima una commerciante da trent'anni residente nella capitale
La situazione nel paese è esplosiva: ogni giorno rapite cinque persone.
Haiti, sequestro lampo di un' italiana. "Non mi hanno fatto niente".
Liberata per la parentela con un medico haitiano molto stimato.

PORT-AU-PRINCE (Haiti) - Sequestro lampo di un'italiana ad Haiti: Gigliola Martino, 65 anni, una commerciante di materiale elettrico e generi alimentari che da almeno 30 anni risiede nella capitale Port-au-Prince del paese centroamericano insieme al marito e ai due figli: è stata sequestrata ieri, intorno alle 7.45 ora locale (le 2 di notte in Italia), ed è stata liberata nella notte, dopo 20 ore di terrore. Sta bene e dice che non le è stato fatto del male. La Farnesina ha detto che "si è trattato di un sequestro senza riflessi politici" organizzato da una banda di criminali.

Determinante per la liberazione della donna, secondo quanto ha riferito lei stessa, è stata l'alta considerazione che un suo cognato, medico, ha nella popolazione haitiana. Un dottore che ha assistito per molti anni la gente locale e regalato una gran quantità di medicinali. "Probabilmente hanno sbagliato persona", ha aggiunto Gigliola Martino dopo la liberazione.

L'unità di crisi del ministero degli Affari Esteri ha seguito costantemente l'evolversi del sequestro in collaborazione con l'ambasciata francese a Port-au-Prince e la missione dell'Onu.

Attraverso la voce di Mimmo Porpiglia, console onorario di Haiti in Italia, i famigliari avevano lanciato un appello: "Il cognato di Gigliola è stato preside della facoltà di medicina, e soprattutto un medico che per 40 anni ha operato gratis tutti coloro che ne avevano bisogno. Un uomo legato ad Haiti che ha fatto tanto bene agli haitiani. Liberate Gigliola".

Poche ore prima del sequestro dell'italiana, altri due lavoratori stranieri di una società di telecomunicazioni di cui non è stata rivelata l'identità erano stati rapiti. Mercoledì notte era stata liberata una donna canadese di 65 anni vittima di un altro sequestro. L'ondata di rapimenti rientra nell'aumento delle violenze e delle tensioni degli ultimi mesi a Haiti, con l'approssimarsi della scadenza del mandato dei 6.700 caschi blu dell'Onu, il 24 giugno. Il Consiglio di sicurezza dovrà decidere nei prossimi giorni se prorogare la missione ed eventualmente irrobustirla con altri mille uomini come raccomandato dal segretario generale Kofi Annan in vista delle elezioni politiche di ottobre e le presidenziali tra novembre e dicembre.

Si calcola che siano un migliaio le persone uccise tra il settembre 2004 e il maggio 2005 nelle violenze causate dai sostenitori del presidente defenestrato Aristide, dai suoi ex soldati e dai ribelli che lo hanno combattuto. In media nel Paese si verificano cinque sequestri di persona al giorno e dei 250 degli ultimi mesi, 10 hanno preso di mira stranieri. I caschi blu non sono addestrati a fronteggiare i rapimenti e devono fare affidamento sulla collaborazione dei cittadini.
(18 giugno 2005) Repubblica . it.