UN
ANNO FA
Vittima
una commerciante da trent'anni residente
nella capitale
La situazione nel paese è esplosiva:
ogni giorno rapite cinque persone.
Haiti, sequestro lampo di un' italiana.
"Non mi hanno fatto niente".
Liberata per la parentela con un medico
haitiano molto stimato.
PORT-AU-PRINCE
(Haiti) - Sequestro lampo di un'italiana
ad Haiti: Gigliola Martino, 65 anni,
una commerciante di materiale elettrico
e generi alimentari che da almeno 30
anni risiede nella capitale Port-au-Prince
del paese centroamericano insieme al
marito e ai due figli: è stata
sequestrata ieri, intorno alle 7.45
ora locale (le 2 di notte in Italia),
ed è stata liberata nella notte,
dopo 20 ore di terrore. Sta bene e dice
che non le è stato fatto del
male. La Farnesina ha detto che "si
è trattato di un sequestro senza
riflessi politici" organizzato
da una banda di criminali.
Determinante
per la liberazione della donna, secondo
quanto ha riferito lei stessa, è
stata l'alta considerazione che un suo
cognato, medico, ha nella popolazione
haitiana. Un dottore che ha assistito
per molti anni la gente locale e regalato
una gran quantità di medicinali.
"Probabilmente hanno sbagliato
persona", ha aggiunto Gigliola
Martino dopo la liberazione.
L'unità
di crisi del ministero degli Affari
Esteri ha seguito costantemente l'evolversi
del sequestro in collaborazione con
l'ambasciata francese a Port-au-Prince
e la missione dell'Onu.
Attraverso
la voce di Mimmo Porpiglia, console
onorario di Haiti in Italia, i famigliari
avevano lanciato un appello: "Il
cognato di Gigliola è stato preside
della facoltà di medicina, e
soprattutto un medico che per 40 anni
ha operato gratis tutti coloro che ne
avevano bisogno. Un uomo legato ad Haiti
che ha fatto tanto bene agli haitiani.
Liberate Gigliola".
Poche
ore prima del sequestro dell'italiana,
altri due lavoratori stranieri di una
società di telecomunicazioni
di cui non è stata rivelata l'identità
erano stati rapiti. Mercoledì
notte era stata liberata una donna canadese
di 65 anni vittima di un altro sequestro.
L'ondata di rapimenti rientra nell'aumento
delle violenze e delle tensioni degli
ultimi mesi a Haiti, con l'approssimarsi
della scadenza del mandato dei 6.700
caschi blu dell'Onu, il 24 giugno. Il
Consiglio di sicurezza dovrà
decidere nei prossimi giorni se prorogare
la missione ed eventualmente irrobustirla
con altri mille uomini come raccomandato
dal segretario generale Kofi Annan in
vista delle elezioni politiche di ottobre
e le presidenziali tra novembre e dicembre.
Si
calcola che siano un migliaio le persone
uccise tra il settembre 2004 e il maggio
2005 nelle violenze causate dai sostenitori
del presidente defenestrato Aristide,
dai suoi ex soldati e dai ribelli che
lo hanno combattuto. In media nel Paese
si verificano cinque sequestri di persona
al giorno e dei 250 degli ultimi mesi,
10 hanno preso di mira stranieri. I
caschi blu non sono addestrati a fronteggiare
i rapimenti e devono fare affidamento
sulla collaborazione dei cittadini.
(18
giugno 2005) Repubblica . it.