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Fondato, Edito e Diretto in Santo Domingo da Giovanni GARIBALDI - 1997 -


America Latina

SERACINI (UDC): i nostri rappresentanti battono cassa ed ottengono i loro rimborsi

SAN DIEGO\ aise\- "Era una richiesta annunciata già il 5 luglio scorso, come intitolava sarcasticamente Panorama: "Prima proposta di legge: rimborsi più alti", seguita da Il Giornale con altrettanto discredito sulla categoria e confermata con enfasi in un’intervista dell’ On. Bucchino pochi giorni fa, ma quello che hanno ottenuto dal Governo Prodi "i nostri 18 eroi", è veramente un’ offesa cocente verso un elettorato che è stato strumentalizzato da questi signori per i loro fini di bottega".

Così Massimo Seracini, UDC Nord e Centro America, commenta il provvedimento approvato da Camera e Senato per un tetto massimo, pari a 35mila euro, fruibile nell’arco di un anno intero, destinato ai parlamentari eletti all’estero per le spese dei viaggi aerei nell’ambito della rispettive ripartizioni. (vedi AISE del 2 agosto, h. 18.03)
"Altra considerazione – prosegue Seracini - non si può fare, perché: 35mila euro all’anno per gli spostamenti nell’ambito delle rispettive ripartizioni; l’installazione di una linea telefonica abilitata al traffico internazionale (cioè telefono gratis), oltre al lauto stipendio di parlamentare (fra i più alti nel mondo), fanno di questi signori una casta privilegiata, da far invidia a quelle secolari indiane".

"Ma – aggiunge ancora - per il "nostro" Bucchino è "un atto dovuto della Camera", come ha affermato a caldo appena approvato il provvedimento. Ora, con 35mila euro potrà sbizzarrirsi ad andare da Toronto a Vancouver a tutte le manifestazioni ed incontri con l’elettorato, a cui racconterà che il contribuente italiano (quello in Italia per non confonderci) lo tratta proprio bene a Roma e gli paga anche tutte le trasferte".

Per questo, Seracini afferma di "concordare con Ricky Filosa che nel suo pezzo su Gente d’Italia ha commentato: "coloro che sono stati eletti per difendere gli interessi dei connazionali e per migliorare la qualità della vita di tutti gli italiani nel mondo, hanno pensato prima di tutto alle loro tasche".(vedi AISE del 3 agosto, h. 15.12)

Purtroppo la ricaduta di questi "nobili" gesti dei nostri rappresentanti eletti, si avrà sulla futura considerazione che avranno i nostri problemi irrisolti da 60 anni sia nel Parlamento che nel paese, con i media che ci ridicolizzeranno di nuovo, facendoci perdere quella credibilità e visibilità che avevamo acquistato con il nostro primo voto".

"Ma – conclude - indubbiamente, ai "nostri" ciò non interessa e per 5 anni potranno sbizzarrirsi a fare "giratine nel mondo" e "telefonate gratis" a carico del contribuente italiano".(aise)