Vitaliano
Vita (Odici-Venezuela) scrive al presidente
della Puglia Vendola a sostegno della
richiesta del Crate
Un
sussidio economico regionale e assistenza
sanitaria ai pugliesi indigenti all' estero
ISOLA
MARGARITA Un sussidio economico
regionale e assistenza sanitaria ai pugliesi
indigenti all' estero. E quanto
chiede al presidente della Regione Puglia
Nichi Vendola l Osservatorio per
la diffusione dell Informazione
e Cultura Italiana del Venezuela (Odici),
con una lettera a firma di Vitaliano Vita
indirizzata anche ad Antonio Peragine,
presidente del Crate. Del resto
la missiva di Vita fa seguito, sostenendola,
alla richiesta già avanzata dal
Crate al presidente della Giunta pugliese
relativamente alla possibilità
di inserire tra i provvedimenti in favore
dei pugliesi bisognosi un sussidio anche
per i corregionali in stato di necessità
residenti all estero (vedi Inform
n. 252 del 13.12.2005). E a tale riguardo
Peragine fa sapere che la Federazione
Italiana Lavoratori Emigranti File-Cisal
ha garantito il pieno sostegno all'
iniziativa a livello nazionale.
E invita i presidenti delle Associazioni
dei pugliesi a collaborare con il
Crate al fine di ottenere quanto richiesto
in modo che il successo dell' iniziativa
sia un successo di tutte le associazioni
che "operano" a favore dei nostri
corregionali. Invito esteso
a tutti coloro che intendono contribuire
alla buona riuscita della richiesta.
Nella
lettera dall Isola Margarita, Vitaliano
Vita fa sapere dal canto suo di avere
appena ultimato una ricerca sui
pugliesi residenti nelle diverse località
di America Latina. Con risultati
incoraggianti, nel senso che in
percentuale al numero dei censiti e degli
anziani, gli indigenti non dovrebbero
superare qualche migliaio e quindi dar
luogo a una spesa regionale per sussidi
ampiamente sopportabile.
Inoltre,
è risultato che nonostante
la vastità dei territori d
America Latina consultati, i pugliesi
risiedono in nuclei numerosi, quasi sempre
concentrati in località vicine
tra loro, quindi di facile consultazione.
Da
anni ricorda Vita - si parla di
un assegno sociale da erogare ai connazionali
all estero che versano in condizioni
economiche e di salute precarie.
E lo stesso Vita, quando era consigliere
CGIE fu incaricato, anni addietro, dal
Comitato di Presidenza di studiare
il caso e redigere una relazione sulle
possibilità di pervenire ad una
soluzione del problema. Ma, aggiunge
Vita, sebbene dedicassimo una sessione
speciale all argomento, tutti i
partecipanti dovettero convenire, nostro
malgrado, che ancorché consenzienti
le forze politiche, per poter concedere
un assegno sociale ai connazionali indigenti
residenti all estero, era indispensabile
individuare l ammontare del costo
dell operazione, ossia conoscere
il loro numero ed il loro stato, insomma
effettuare un vero e proprio censimento
delle persone e dei requisiti degli aventi
diritto, operazione estremamente difficoltosa
se diretta ad una massa così voluminosa,
dispersa in tutti i paesi del mondo.
Ecco
perché, invece, la possibilità
di regionalizzare il problema, di renderlo
di competenza delle singole province è
indubbiamente un idea che ha grosse
possibilità di successo, dato che
riduce la massa dei censiti e quindi le
difficoltà materiali inerenti la
ricerca dei requisiti, mentre con l
impiego delle nuove tecnologie la possibilità
di analisi e di interpolazione dei dati
rilevati, sicuramente faciliterà
la loro individuazione, quantificazione
e suddivisione per classi di età
e categorie di reddito (bisognosi e benestanti
ecc.).
Vita
si dice certo che uno
studio più approfondito e la collaborazione
delle associazioni, consolati e rappresentanti
delle comunità riuscirebbe finalmente
a far luce sulle condizioni dei nostri
corregionali in stato di bisogno, risolvendo
un problema per il quale l emigrazione,
patronati, politici e partiti, si sono
battuti per anni purtroppo arenandosi
di fronte all impossibilità
di quantificare l ammontare del
costo dell intervento finanziario
necessario.
La
richiesta rivolta alla Regione Puglia
da Peragine di estendere anche ai pugliesi
all estero, che versano in stato
di estrema povertà, un sussidio
regionale e assistenza sanitaria, cosi
come previsto dalla Legge (v.L. 328/2000
e DPCM 15/12/2000) per circostanze analoghe,
sembra a Vita, sulla base dei risultati
e dei dati oggi a disposizione, un obiettivo
raggiungibile e giusto, che sicuramente
sarà emulato anche
da quelle regioni sinceramente interessate
ad aiutare i corregionali all estero
indigenti.
D
altra parte prosegue Vita - chi
più della regione di provenienza
dell indigente può farsi
carico del suo problema, che è
poi così fortemente collegato ai
parenti ed alle famiglie che dimorano
in Italia? Poi dopo le proposte legislative
formulate dalla nuova amministrazione
Vendola sull emergenza dell
indigenza, il Crate, Centro regionale
assistenza e tutela emigrati, non poteva
non raccogliere l invito... e proporre
l inclusione tra i beneficiari delle
provvidenze anche i pugliesi indigenti
che vivono all estero. Del
resto, ricorda Vita, il popolo della
Puglia non è costituito soltanto
dal milione e mezzo di baresi, dagli ottocentomila
leccesi, dai settecento mila foggiani
e dal milione di tarantini e brindisini,
ma anche dalle centinaia di migliaia di
corregionali sparsi nel mondo, che purtroppo
non votano e non voteranno, da coloro
che per far posto ai propri fratelli,
parenti ed amici, lasciarono casa, famiglia
ed impresa per trovare altrove come sopravvivere.
La
richiesta s inquadra tra le proposte
di legge che la Regione intende approvare
in favore di chi versa in straordinario
disagio economico e di salute, iniziativa
che prosegue Vita - siamo certi
non vorrà escludere i residenti
all estero che poi sono una minima
parte degli anziani che oggi in modo encomiabile
assiste la Regione Puglia, quindi una
spesa sopportabile, comunque un gravame
imparagonabile alla gioia ed agli effetti
benefici che un sussidio, anche di qualche
centinaia di euro, procurerebbe loro,
se si considera che in molti paesi di
America Latina lo stipendio mensile minimo
non arriva a 250 euro. Dunque basterebbero
pochi milioni l anno per riportare
salute e serenità a quei corregionali
che oggi vivono dimenticati, in solitudine
e nella indigenza più cruda.
Il
progetto, sottolinea Vita, ha sollevato
molte speranze qui da noi in Venezuela
e la nostra organizzazione si è
messa a disposizione diffondendo la notizia,
elaborando i dati della comunità
pugliese in America Latina. Vita
assicura che il nostro ente si sente
impegnato a collaborare, anche con le
altre regioni che intendessero seguire
l esempio della Puglia, realizzando
inchieste, ricerche e quant altro
si rendesse necessario, perché
questa iniziativa, ripresa lodevolmente
anche da altri colleghi, finalmente trovi
nella proposta del Crate i termini e le
circostanze per una concreta soluzione
regionale. Infine, a Peragine e
al Crate l invito a non demordere
, ad insistere con la Regione perché
madre regione non dimentichi i figli che
soffrono e al presidente Vendola
auguri per un 2006 anno della pace
e della serenità, della lotta all
indigenza nella speranza che il
sorriso e l allegria possa tornare
anche su i volti di quei pugliesi all
estero che da anni con dignità
vivono tra malattie e stenti, sperando
in un aiuto della Madrepatria che però
tarda a venire.