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Fondato, Edito e Diretto in Santo Domingo da Giovanni GARIBALDI - 1997 -


America Latina

Vitaliano Vita (Odici-Venezuela) scrive al presidente della Puglia Vendola a sostegno della richiesta del Crate

Un sussidio economico regionale e assistenza sanitaria ai pugliesi indigenti all' estero

ISOLA MARGARITA – Un sussidio economico regionale e assistenza sanitaria ai pugliesi indigenti all' estero. E’ quanto chiede al presidente della Regione Puglia Nichi Vendola l’ Osservatorio per la diffusione dell’ Informazione e Cultura Italiana del Venezuela (Odici), con una lettera a firma di Vitaliano Vita indirizzata anche ad Antonio Peragine, presidente del Crate. Del resto la missiva di Vita fa seguito, sostenendola, alla richiesta già avanzata dal Crate al presidente della Giunta pugliese relativamente alla possibilità di inserire tra i provvedimenti in favore dei pugliesi bisognosi un sussidio anche per i corregionali in stato di necessità residenti all’ estero (vedi Inform n. 252 del 13.12.2005). E a tale riguardo Peragine fa sapere che la Federazione Italiana Lavoratori Emigranti File-Cisal “ha garantito il pieno sostegno all' iniziativa a livello nazionale”. E invita i presidenti delle Associazioni dei pugliesi a “collaborare con il Crate al fine di ottenere quanto richiesto in modo che il successo dell' iniziativa sia un successo di tutte le associazioni che "operano" a favore dei nostri corregionali”. Invito “esteso a tutti coloro che intendono contribuire alla buona riuscita della richiesta”.

Nella lettera dall’ Isola Margarita, Vitaliano Vita fa sapere dal canto suo di avere “appena ultimato una ricerca sui pugliesi residenti nelle diverse località di America Latina”. Con “risultati incoraggianti”, nel senso che “in percentuale al numero dei censiti e degli anziani, gli indigenti non dovrebbero superare qualche migliaio e quindi dar luogo a una spesa regionale per sussidi ampiamente sopportabile”.

Inoltre, “è risultato che nonostante la vastità dei territori d’ America Latina consultati, i pugliesi risiedono in nuclei numerosi, quasi sempre concentrati in località vicine tra loro, quindi di facile consultazione”.

“Da anni – ricorda Vita - si parla di un assegno sociale da erogare ai connazionali all’ estero che versano in condizioni economiche e di salute precarie”. E lo stesso Vita, quando era consigliere CGIE fu incaricato, anni addietro, dal Comitato di Presidenza “di studiare il caso e redigere una relazione sulle possibilità di pervenire ad una soluzione del problema”. Ma, aggiunge Vita, “sebbene dedicassimo una sessione speciale all’ argomento, tutti i partecipanti dovettero convenire, nostro malgrado, che ancorché consenzienti le forze politiche, per poter concedere un assegno sociale ai connazionali indigenti residenti all’ estero, era indispensabile individuare l’ ammontare del costo dell’ operazione, ossia conoscere il loro numero ed il loro stato, insomma effettuare un vero e proprio censimento delle persone e dei requisiti degli aventi diritto, operazione estremamente difficoltosa se diretta ad una massa così voluminosa, dispersa in tutti i paesi del mondo”.

Ecco perché, invece, “la possibilità di regionalizzare il problema, di renderlo di competenza delle singole province è indubbiamente un’ idea che ha grosse possibilità di successo, dato che riduce la massa dei censiti e quindi le difficoltà materiali inerenti la ricerca dei requisiti, mentre con l’ impiego delle nuove tecnologie la possibilità di analisi e di interpolazione dei dati rilevati, sicuramente faciliterà la loro individuazione, quantificazione e suddivisione per classi di età e categorie di reddito (bisognosi e benestanti ecc.)”.

Vita si dice “certo” che “uno studio più approfondito e la collaborazione delle associazioni, consolati e rappresentanti delle comunità riuscirebbe finalmente a far luce sulle condizioni dei nostri corregionali in stato di bisogno, risolvendo un problema per il quale l’ emigrazione, patronati, politici e partiti, si sono battuti per anni purtroppo arenandosi di fronte all’ impossibilità di quantificare l’ ammontare del costo dell’ intervento finanziario necessario”.

La richiesta rivolta alla Regione Puglia da Peragine di estendere anche ai pugliesi all’ estero, che versano in stato di estrema povertà, un sussidio regionale e assistenza sanitaria, cosi come previsto dalla Legge (v.L. 328/2000 e DPCM 15/12/2000) per circostanze analoghe, sembra a Vita, “sulla base dei risultati e dei dati oggi a disposizione, un obiettivo raggiungibile e giusto, che sicuramente sarà ‘emulato’ anche da quelle regioni sinceramente interessate ad aiutare i corregionali all’ estero indigenti”.

“D’ altra parte – prosegue Vita - chi più della regione di provenienza dell’ indigente può farsi carico del suo problema, che è poi così fortemente collegato ai parenti ed alle famiglie che dimorano in Italia? Poi dopo le proposte legislative formulate dalla nuova amministrazione Vendola sull’ emergenza dell’ indigenza, il Crate, Centro regionale assistenza e tutela emigrati, non poteva non raccogliere l’ invito... e proporre l’ inclusione tra i beneficiari delle provvidenze anche i pugliesi indigenti che vivono all’ estero”. Del resto, ricorda Vita, “il popolo della Puglia non è costituito soltanto dal milione e mezzo di baresi, dagli ottocentomila leccesi, dai settecento mila foggiani e dal milione di tarantini e brindisini, ma anche dalle centinaia di migliaia di corregionali sparsi nel mondo, che purtroppo non votano e non voteranno, da coloro che per far posto ai propri fratelli, parenti ed amici, lasciarono casa, famiglia ed impresa per trovare altrove come sopravvivere”.

“La richiesta s’ inquadra tra le proposte di legge che la Regione intende approvare in favore di chi versa in straordinario disagio economico e di salute, iniziativa che – prosegue Vita - siamo certi non vorrà escludere i residenti all’ estero che poi sono una minima parte degli anziani che oggi in modo encomiabile assiste la Regione Puglia, quindi una spesa sopportabile, comunque un gravame imparagonabile alla gioia ed agli effetti benefici che un sussidio, anche di qualche centinaia di euro, procurerebbe loro, se si considera che in molti paesi di America Latina lo stipendio mensile minimo non arriva a 250 euro”. Dunque “basterebbero pochi milioni l’ anno per riportare salute e serenità a quei corregionali che oggi vivono dimenticati, in solitudine e nella indigenza più cruda”.

Il progetto, sottolinea Vita, “ha sollevato molte speranze qui da noi in Venezuela e la nostra organizzazione si è messa a disposizione diffondendo la notizia, elaborando i dati della comunità pugliese in America Latina”. Vita assicura che “il nostro ente si sente impegnato a collaborare, anche con le altre regioni che intendessero seguire l’ esempio della Puglia, realizzando inchieste, ricerche e quant’ altro si rendesse necessario, perché questa iniziativa, ripresa lodevolmente anche da altri colleghi, finalmente trovi nella proposta del Crate i termini e le circostanze per una concreta soluzione regionale”. Infine, a Peragine e al Crate l’ invito “a non demordere” , ad insistere con la Regione “perché madre regione non dimentichi i figli che soffrono” e al presidente Vendola auguri per un 2006 “anno della pace e della serenità, della lotta all’ indigenza” nella speranza che “il sorriso e l’ allegria possa tornare anche su i volti di quei pugliesi all’ estero che da anni con dignità vivono tra malattie e stenti, sperando in un aiuto della Madrepatria che però tarda a venire”.