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America Latina

Vitaliano Vita: “Difendiamo il voto per corrispondenza, prima che lo annullino!”

CARACAS, 03.04.06 - Se la normativa che regolamenta il voto all’ estero e le condizioni assicurate dagli uffici postali venissero osservate, il pericolo che i plichi elettorali possano essere consegnati irregolarmente verrebbe meno, in quanto le formalità previste per la consegna escludono la possibilità di “ equivoci “. Abbiamo fatto dei sondaggi incrociando i dati degli elettori con quelli degli abbonati al telefono ed abbiamo rilevato che in alcune località il (15%) non ha ricevuto i plichi nel proprio domicilio .Pertanto i plichi non consegnati agli elettori ancora in mano degli uffici postali sono molti, ma è probabile che si ridurranno in modo considerevole a chiusura delle votazioni. Molti temono che possano verificarsi brogli, che i plichi possano essere consegnati a terzi non autorizzati .In effetti è una possibilità verosimile che, però, può essere individuata consultando il modulo predisposto dall’ufficio postale (locale) per la consegna dei plichi .In questo documento, denominato “control de reparto de piezas certificadas ”,viene annotato il codice (1) del documento consegnato, il nome del destinatario (2) , l’identificazione del ricevente (3) e la causa di eventuale “devolucion” del plico (4). Queste informazioni peraltro devono essere controfirmate dal responsabile dell’Unidad de emission (5) dal ripartidor postal (6) e quindi dal supervisor operativo (7) .Insomma una serie di accortezze e controlli che, se rispettati, impedirebbero gli illeciti che vengono paventati anche per la mancanza di una idonea ricevuta che attesti l’avvenuta consegna all’elettore.

Noi siamo certi che la Direzione Generale degli Italiani all’estero avrà imposto ai Consolati ,che hanno provveduto all’inoltro dei plichi elettorali agli uffici postali, di pretendere la consegna di questi documenti onde riscontare in caso di bisogno: a) l’identità di chi ha ricevuto il plico , b) le cause del mancato inoltro all’indirizzo trascritto dal Consolato, c) l’identità di “chi” successivamente ha ritirato i plichi non consegnati nella prima distribuzione.

Perciò in presenza di tali importanti riscontri sarebbe opportuno, ad elezioni ultimate, che i consolati richiedessero agli elettori che non hanno ricevuto il plico presso il proprio domicilio o che hanno dovuto ritirarlo negli gli uffici postali di segnalare il caso per le rettifiche necessarie, ma anche e soprattutto per poter controllare se i plichi sono stati consegnati ai legittimi destinatari.

E’ opportuno chiarire che dal semplice riscontro delle segnalazioni degli elettori con i moduli postali (le ricevute di consegna dei plichi) immediatamente si è in condizione di individuare a chi sono stati consegnati i plichi... che sorprendentemente vengo scaricati a gruppi di 20 e 30 alla volta nelle caselle di raccolta tra l’indifferenza generale.

Infatti i resoconti delle consegne postali riportano oltre al nome dell’elettore la firma e il documento di identità dei riceventi o la causa del mancato ritiro, mentre per coloro che hanno dovuto recuperare il proprio plico elettorale (per indirizzo errato si richiede una documentata identificazione del ricevente....).

Per cancellare i sospetti che gravano sulle procedure seguite per il voto per corrispondenza e legittimare l’elezione dei nostri rappresentanti in Parlamento, dovremmo richiedere, con consenso unanime, ai politici ed ai partiti che veramente vogliono assicurare legalità e legittimità al voto degli italiani all’estero, di fare fronte unico ed intervenire perchè le verifiche sopra menzionate siano effettuate con rigore, nel pieno rispetto della legge italiana che, per il voto per corrispondenza, prevede il raddoppio della pena per i reati elettorali e tra questi anche la violazione della parità di trattamento ed accesso ai mezzi di comunicazione, le minacce e gli atti di violenza che possono, in qualunque modo, alterare il risultato della votazione.