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Gino
Bucchino (CGIE Canada): lettera aperta
all'On. Caroline Di Cocco
TORONTO
- Quella che segue è la lettera
aperta del Consigliere del CGIE Gino
Bucchino in merito alla presa di posizione
dell' Onorevole Caroline Di Cocco,
deputata provinciale del Partito Liberale
dell' Ontario (Canada), che si è
detta apertamente contraria all' elezione
in Canada di parlamentari italiani alla
Camera e al Senato della Repubblica nell'
ambito della circoscrizione estero. Sullo
steso argomento si è già
pronunciato il Presidente
del Comites di Toronto Franco Gaspari.
Gentile Onorevole,
da anni vivo in questo meraviglioso Paese
del quale apprezzo, fortemente compiaciuto,
l'altissimo livello di libertà,
di democrazia partecipata, di tolleranza,
di solidarietà.
Un Paese, il Canada, che mi ha sempre
affascinato ancor prima di venirci, per
la bellezza dei suoi paesaggi, ma anche
e soprattutto per la sua visione, fortemente
anticipata, di un mondo di uguali, dove
tutti i "diversi", tutti gli
"etnici", partecipano con pari
diritto alla costruzione e all'identità
di un Paese.
Un Paese, il Canada, che ha sempre creduto
all'integrazione di tutti i suoi cittadini,
non importa da quale parte del mondo fossero
giunti.
Un Paese, il Canada, che ha offerto pari
opportunità a tutti, che non ha
mai relegato i suoi cittadini immigrati
in ghetti permettendo loro, anzi favorendo,
il mantenimento di forti legami con la
patria di origine, dell'orgoglio delle
radici, della loro storia, delle loro
tradizioni.
Un Paese, il Canada, che ha permesso a
tanti cittadini, stranieri di origine,
di aspirare ad occupare e realmente occupare
tutti i posti di rappresentatività
politica, nessuno escluso.
La Sua sparata, On. Di Cocco, che sa tanto
di anacronistica crociata, contro il diritto
dei cittadini italiani e doppi cittadini,
italiani e canadesi, che risiedono in
Canada, di manifestare anche attraverso
il voto derivato dalla loro finalmente
riconosciuta maturità politica,
il proprio attaccamento al Paese di origine
e il sacrosanto diritto di essere protagonisti
di una delle più grandi democrazie
partecipative del mondo, ci offende. Ci
offende l'ironico ricordarci che il Canada
non è una colonia italiana. Ci
offende la Sua preoccupazione che la sovranità
canadese possa essere violata -in modo
surrettizio, come Lei dice - da un Paese
straniero.
Credo sia inutile - e non si devono fare
le cose inutili - cercare di spiegarLe
come stanno davvero le cose, se non le
ha già capite.
Ci ha pensato poi il Presidente del Comites
di Toronto, Prof. Franco Gaspari nel suo
ruolo istituzionale, a fare presente a
tutti quanto siano assurde le Sue argomentazioni
e i Suoi timori. E quanto siano invece
legittimi i nostri diritti di cittadini
italiani che vivono in Canada, al pari
dei cittadini di tutti gli altri Paesi
che, come noi, vi risiedono.
Mi resta solo il dovere di dire a tutti
che Lei, On. Di Cocco, ha fatto parte,
senza che nessuno la obbligasse, del Comites
di Toronto. Che Lei, On. Di Cocco, è
stata invitata a spese di quello Stato,
l'Italia, che Lei chiama "Paese straniero",
a partecipare alla Conferenza dell'Emigrazione
di Roma.
Che Lei, On. Di Cocco, è stata
insignita di una delle più prestigiose
onorificenze della Repubblica Italiana.
Spero davvero che, coerente ai Suoi principi
e a quello che afferma, restituisca quanto
prima tale onorificenza nelle mani del
nostro Ambasciatore, che rappresenta con
orgoglio noi tutti e l'Italia, un grande
e meraviglioso Paese che con i suoi emigrati
ha contribuito non poco alla costruzione
del Canada. (Gino Bucchino, CGIE Canada)
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