Scoperto
da un italiano in Usa il fattore scatenante
dei tumori
Stati
Uniti, Ohio, 01.02.06 - La scoperta di
uno scienziato italiano che lavora negli
Stati Uniti aprirà nuove strade
nella lotta contro alcuni tra i tumori
più diffusi. Carlo Croce,
dell' università dell' Ohio aveva
individuato in studi precedenti un fattore
capace di scatenare diverse forme dei
tumori solidi più comuni, come
quelli di seno, polmoni e prostata. Nello
studio - finanziato anche dal ministero
della Salute e da quello dell' Istruzione,
Università e Ricerca, e pubblicato
sulla rivista dell' Accademia Americana
delle Scienze, PNAS - Croce dimostra quale
ruolo abbiano nella formazione dei tumori
i frammenti di materiale genetico.
Da tempo Croce studia un ristretto gruppo
di semplicissime molecole, frammenti di
materiale genetico, appunto, chiamati
microRna, che hanno un ruolo di
primo piano nel funzionamento dei geni.
Ora lo studioso italiano ha fornito le
prove che i microRna sono alla base dei
tumori più diffusi e di molte altre
neoplasie, finora ritenute fondate per
lo più su meccanismi molecolari
distinti. La ricerca mostra che una ventina
di microRna si ritrovano costantemente
coinvolti in sei tipi di tumori solidi.
Croce è stato il primo scienziato
capace di intravedere in questa famiglia
di molecole, considerate solo fino a pochi
anni fa inutili per le cellule, un ruolo
chiave nel cancro.
L' ultimo studio è stato condotto
su 540 campioni e ha dimostrato che molti
tumori apparentemente molto diversi condividono
dei meccanismi di sviluppo comuni, fondati
appunto sull' azione dei microRna. Questi
ultimi sono frammenti di materiale genetico
lunghi 22 nucleotidi (i mattoncini di
base di cui si compone il materiale genetico)
o poco più, piccolissimi rispetto
per esempio alla lunghezza di un gene,
che può essere fino a migliaia
di volte più lungo.
Insieme a Stefano Volinia e George
Calin, entrambi dell' università
dell' Ohio, Croce ha raccolto 540 biopsie
di tumori di seno, stomaco, pancreas,
polmoni, prostata e colon ed eseguito
studi sul livello di attività dei
microRna in questi tessuti, confrontando
questi risultati con quelli relativi a
tessuti sani prelevati dagli stessi organi.
I risultati non lasciano spazio a dubbi:
137 differenti microRNA sono espressi
(ovvero prodotti dai geni corrispondenti)
in almeno la metà dei tumori considerati
e, di questi, 43 si comportano in maniera
tale da consentire agli scienziati di
distinguere tra tessuti normali e tessuti
maligni. Dei 43 microRNA, inoltre, circa
21 non funzionano a dovere in almeno tre
delle neoplasie considerate e l' alterata
attività di alcuni di loro è
comune a sei differenti tumori. Gli scienziati
hanno definito questo gruppetto di miRNA
la "firma molecolare" dei tumori
solidi. Gli scienziati hanno anche scoperto
alcuni geni bersaglio dei microRNA, fra
i quali hanno individuato geni direttamente
coinvolti nella comparsa dei tumori, come
quello del retinoblastoma-1 (RB1).
La scoperta di questo marchio molecolare
comune a più tumori è importante,
ha detto Croce, perché mostra come
molte forme di cancro condividano gli
stessi processi genetici. Stringere il
cerchio intorno ai più attivi di
questi microRNA, ha aggiunto lo scienziato
italiano, fornisce una guida per orientarsi
nella ricerca futura. "Sappiamo che
ci sono centinaia di micro RNA - ha osservato
Croce - e che alcuni di essi possono avere
diversi geni bersaglio. Trovare quelli
che compaiono sempre in diversi tipi di
cancro aiuterà a progettare nuovi
e migliori interventi".
Secondo gli studiosi il ruolo dei microRNA
nel cancro può avere varie sfaccettature:
queste molecole, come gli oncogeni, potrebbero
promuoverne la crescita, oppure la loro
presenza, come fossero geni oncosoppresori,
potrebbe essere determinante per prevenire
il tumore. Inoltre, ha rilevato Croce,
potrebbe essere che lo stesso microRNA
sia troppo abbondante in un tumore e carente
in un altro, ovvero che lo stesso microRNA
abbia un ruolo diverso di tumore in tumore.
"E' una nuova genetica del cancro
- sottolinea Croce - che ci fornisce più
opportunità di diagnosi, prognosi
e terapia". Secondo Croce gli stessi
microRNA potrebbero essere usati un giorno
come trattamenti: se si potessero sostituire
microRNA persi in alcuni tipi di cancro
o eliminare quelli in eccesso in altri,
forse si potrebbero prevenire i primi
passaggi che promuovono lo sviluppo di
una neoplasia.