In
Parlamento la regolarità del voto all'estero
Roma,
04.04.06 - Arriva in Parlamento la regolarità
del voto all' estero. A firmare un' interrogazione
a risposta scritta sul tema - indirizzata oggi,
3 aprile, ai Ministri degli Esteri e dell' Interno
e alla Presidenza del Consiglio - è stato
Nicodemo Filippelli, senatore dell' Udeur.
Con l' interrogazione, in particolare, Filippelli
chiede conto al Governo delle cautele adottate
per garantire la piena regolarità nell'
espletamento di un diritto per l' elettorato all'
estero, del mancato arrivo dei plichi elettorali
ad un gran numero di aventi diritto al voto, delle
inevitabili, viste le risorse, inefficienze dei
Consolati.
L'interrogazione nella sua completezza.
"Premesso - che con
la legge 27 dicembre 2001, n. 459, è stato
normato l' esercizio del diritto di voto dei cittadini
italiani residenti all' estero ed è stato
istituito il voto per corrispondenza; che in questi
giorni i nostri connazionali residenti all' estero
stanno votando per il rinnovo del Parlamento italiano;
che ci sono stati dei gravi disservizi da parte
dei Consolati italiani, sia al momento delle sottoscrizioni
delle Liste da parte dei partiti politici, sia
al momento della spedizione dei plichi contenenti
le schede e le istruzioni per il voto; che al
momento della raccolta delle sottoscrizioni per
la presentazione delle Liste, molti Consolati
davano informazioni inesatte sui Partiti che avevano
l'obbligo di sottoscrizione, ritardando in molti
casi la raccolta delle firme. Che la Lista dei
Popolari-Udeur per il Senato della Repubblica
nella Ripartizione America Settentrionale e Centrale
è stata bocciata dalla Corte d'Appello
di Roma a causa di un errore del Consolato di
Montreal che aveva omesso di inserire la certificazione
elettorale di un sottoscrittore, effettivamente
iscritto nelle liste dell' Aire; che alcuni Consolati
sono rimasti aperti solo per poche ore e solo
in alcuni giorni e non davano la possibilità
agli elettori di esperire le operazioni per l'autentica
delle firme. Inoltre risultavano chiusi nelle
giornate del 4 e 5 marzo, giornate immediatamente
a ridosso della scadenza per la presentazione
delle Liste del 6 marzo; che l' invio dei plichi
contenenti le schede elettorali è avvenuto
spesso in ritardo e che in alcune circostanze
documentate le buste inviate contenevano al loro
interno delle esplicite pubblicità elettorali
in favore di alcune liste. A Sydney, in Australia,
le buste sono state spedite dal 26 marzo in poi
(tantissime riportano il timbro postale del 28,
29 marzo). Che moltissimi elettori non hanno ricevuto
nulla. Sempre in Australia se si prova a telefonare
al Consolato Generale di Sydney, dopo ore di attesa
alla segreteria, ci si sente rispondere che "gli
uffici sono chiusi"; che l' unica possibilità
di esercitare il diritto di voto per queste migliaia
di elettori è di recarsi personalmente
presso la sede del Consolato, che dista in molti
casi anche centinaia di chilometri, viste le grandi
distanze che caratterizzano una realtà
come quella australiana; che l' assenza oggettiva
dell' autorità consolare ha dato libero
sfogo ai millantatori che, telefonando agli elettori
e fingendosi personale del consolato, consigliano
le Liste da votare. L' interrogante chiede di
sapere: quali cautele il Governo ha adottato perché
la raccolta dei plichi contenenti il voto avvenga
in modo trasparente e nel rispetto dell'espressione
del voto; se sono previsti controlli e quali sull'arrivo
dei plichi. Se tutti i plichi vengono protocollati;
se il Governo ritiene che ormai il voto degli
italiani all' estero sia da ritenersi un voto
drogato; se il Governo è a conoscenza di
tutti questi eventi e per quale motivo non ha
ritenuto di prendere alcun provvedimento; come
il Governo ritiene di poter assicurare almeno
un corretto svolgimento delle operazioni di pre-scrutinio
e di quelle di scrutinio delle schede votate;
se il Governo non ritiene che siano state, per
l' ennesima volta, frustrate le aspettative dei
nostri connazionali all' estero, ai quali non
si è saputa garantire l' espressione della
propria volontà politica attraverso lo
strumento democratico del voto ".