Mondo
/
Notizie MO |Amb. e Cons. Italiani nel mondo |Italiani nel Mondo |Arte e Scienza |Medicina e Salute |Sport | Spettacolo |Varie |Links
     
     

Regresar
del -
Fondato, Edito e Diretto in Santo Domingo da Giovanni GARIBALDI - 1997 -


Notizie 2006

VOTO ALL' ESTERO:

Antonella Rebuzzi (Forza Italia): “Più informazione per consentire di tornare in Italia”

Incredula per il successo personale, ma pronta a dare battaglia, a Palazzo Madama, e non solo. Antonella Rebuzzi conta di svolgere a tutto campo il suo mandato senatoriale, ripercorrendo le tappe della sua intensa campagna elettorale in giro per l’Europa per non perdere i contatti con i propri elettori e portare davvero in Parlamento la voce degli italiani all’estero. La neosenatrice di Forza Italia è l’unica eletta del centro destra all’estero nella “camera alta”, ma non si perde d’animo. Si prepara a reclamare un’informazione davvero di servizio per i nostri emigrati, così da consentire anche un pieno reinserimento a chi volesse rientrare in patria e non scarta l’idea di un coordinamento con gli altri eletti all’estero, magari sotto forma di intergruppo parlamentare, così come proposto proprio dal nostro portale. “Magari daremo un esempio all’Italia intera”, sottolinea. Con la sua carica ed il suo entusiasmo questa 52enne bergamasca, imprenditrice del settore della ristorazione che risiede a Mosca, farà di certo parlare di sé nel corso della legislatura. Ecco le sue risposte alla prima intervista da parlamentare della repubblica.

- Qual è stata la sua prima reazione alla notizia della elezione in parlamento?

“Di grande incredulità, perché ricordo che il giorno delle elezioni ricordo che il mio interesse era rivolto soprattutto all’Italia, all’esito globale del voto, e neanche mi sarei immaginata di poter avere un risultato così. Quando poi il giorno dopo, il martedì, mi hanno confermato la mia elezione, sono rimasta davvero sbalordita ed ho chiesto in continuazione conferme, temendo che i miei tredicimila voti personali fossero in realtà 1300. E questo nonostante avessi fatto una campagna elettorale molto faticosa, una specie di porta a porta, nonostante un collegio elettorale grande quanto l’Europa.

- Quale sarà adesso il suo primo atto da parlamentare della Repubblica?

“Sinceramente ancora non so che cosa mi aspetta di preciso al mio primo giorno a Palazzo Madama. Devo ancora rendermi conto di questa situazione nuova che ha molto cambiato la mia vita, e la cambierà in futuro. Mi piacerebbe però che il nostro arrivo consentisse di parare un po’ di più degli italiani all’estero.Mi sono resa conto che in Russia sono l’italiana, ma che quando vado in Italia mi fanno sentire la russa, e questo non lo trovo giusto. Siamo comunque italiani, anche noi che risiediamo all’estero, e vorrei tornare a visitare tutte le persone che ho incontrato in campana elettorale per farle sentire più vicine all’Italia”.

- Dunque lei non si limiterà a partecipare ai lavori di Palazzo Madama.

“Questa è la mia intenzione. Il mio campo di battaglia non sarà certo godermi la bella Roma, ma sarà di andare a fondo ai problemi che erano emersi durante i tanti incontri elettorali che ho avuto in giro per l’Europa, andando di persona in mezzo alle comunità dell’emigrazione”.

- Quali saranno i temi che ritiene più urgente affrontare in Parlamento, nell’interesse degli italiani all’estero?

“Credo che si possano sentire un po’ più vicini all’Italia, dove quasi tutti hanno investito i loro risparmi, ad esempio comprando una casa. Serve tanta informazione, perché magari molti vorrebbero mandare i figli a studiare o lavorare in Italia. E allora informazione sulle opportunità occupazionali e di studio. Serve la giusta informazione, perché chi vuol tornare abbia la possibilità di reinserirsi, o di inserire i propri figli. Seconda necessità, quella di maggiore attenzione all’assistenza sanitaria, specie in quei paesi dove le strutture pubbliche locali sono carenti, come la Russia. E poi, consolati ed Istituti di cultura. E’ un complesso di interventi che deve rispondere al senso di abbandono da parte della madrepatria che ho riscontrato in tante persone incontrate in campagna elettorale”

- Lei pensa che ormai il voto degli italiani all’estero sia un dato ormai acquisito?

“Ai tanti che in Italia hanno espresso perplessità per questo diritto che è stato concesso ai residenti all’estero, vorrei rispondere che noi emigrati alla televisione guardiamo solo le trasmissioni italiane e forse siamo molto più informati degli italiani in Italia. Portiamo con orgoglio la nostra italianità, rimaniamo italiani veri all’estero. Dovete credermi, è tutto un altro sentimento”.

- Cosa pensa delle vivaci contestazioni che hanno segnato questa prima consultazione per corrispondenza dei cittadini italiani residenti all’estero?

“Certo, qualche perplessità mi è venuta, anche durante la campagna elettorale. Organizzare per la prima volta via posta un voto così importante non penso che sarebbe stato facile per nessuno. Sicuramente qualche disguido ci sarà stato. Per quanto riguarda il paese in cui risiedo, la Russia, io so che le buste sono arrivate e sono anche tornate indietro votate. In altri paesi ci sono stati più problemi, e me ne dispaccio. Le verifiche sono giuste in democrazia. E’ chiaro però che la prima volta non è come la quinta, perché il sistema è destinato certamente a migliorare con il tempo: Con il senno di poi tutti siamo bravi a giudicare l’operato altrui”.