VOTO
ALL' ESTERO:
Antonella Rebuzzi
(Forza Italia): Più informazione
per consentire di tornare in Italia
Incredula
per il successo personale, ma pronta a dare battaglia,
a Palazzo Madama, e non solo. Antonella Rebuzzi
conta di svolgere a tutto campo il suo mandato
senatoriale, ripercorrendo le tappe della sua
intensa campagna elettorale in giro per lEuropa
per non perdere i contatti con i propri elettori
e portare davvero in Parlamento la voce degli
italiani allestero. La neosenatrice di Forza
Italia è lunica eletta del centro
destra allestero nella camera alta,
ma non si perde danimo. Si prepara a reclamare
uninformazione davvero di servizio per i
nostri emigrati, così da consentire anche
un pieno reinserimento a chi volesse rientrare
in patria e non scarta lidea di un coordinamento
con gli altri eletti allestero, magari sotto
forma di intergruppo parlamentare, così
come proposto proprio dal nostro portale. Magari
daremo un esempio allItalia intera,
sottolinea. Con la sua carica ed il suo entusiasmo
questa 52enne bergamasca, imprenditrice del settore
della ristorazione che risiede a Mosca, farà
di certo parlare di sé nel corso della
legislatura. Ecco le sue risposte alla prima intervista
da parlamentare della repubblica.
-
Qual è stata la sua prima reazione alla
notizia della elezione in parlamento?
Di
grande incredulità, perché ricordo
che il giorno delle elezioni ricordo che il mio
interesse era rivolto soprattutto allItalia,
allesito globale del voto, e neanche mi
sarei immaginata di poter avere un risultato così.
Quando poi il giorno dopo, il martedì,
mi hanno confermato la mia elezione, sono rimasta
davvero sbalordita ed ho chiesto in continuazione
conferme, temendo che i miei tredicimila voti
personali fossero in realtà 1300. E questo
nonostante avessi fatto una campagna elettorale
molto faticosa, una specie di porta a porta, nonostante
un collegio elettorale grande quanto lEuropa.
-
Quale sarà adesso il suo primo atto da
parlamentare della Repubblica?
Sinceramente
ancora non so che cosa mi aspetta di preciso al
mio primo giorno a Palazzo Madama. Devo ancora
rendermi conto di questa situazione nuova che
ha molto cambiato la mia vita, e la cambierà
in futuro. Mi piacerebbe però che il nostro
arrivo consentisse di parare un po di più
degli italiani allestero.Mi sono resa conto
che in Russia sono litaliana, ma che quando
vado in Italia mi fanno sentire la russa, e questo
non lo trovo giusto. Siamo comunque italiani,
anche noi che risiediamo allestero, e vorrei
tornare a visitare tutte le persone che ho incontrato
in campana elettorale per farle sentire più
vicine allItalia.
-
Dunque lei non si limiterà a partecipare
ai lavori di Palazzo Madama.
Questa
è la mia intenzione. Il mio campo di battaglia
non sarà certo godermi la bella Roma, ma
sarà di andare a fondo ai problemi che
erano emersi durante i tanti incontri elettorali
che ho avuto in giro per lEuropa, andando
di persona in mezzo alle comunità dellemigrazione.
-
Quali saranno i temi che ritiene più urgente
affrontare in Parlamento, nellinteresse
degli italiani allestero?
Credo
che si possano sentire un po più
vicini allItalia, dove quasi tutti hanno
investito i loro risparmi, ad esempio comprando
una casa. Serve tanta informazione, perché
magari molti vorrebbero mandare i figli a studiare
o lavorare in Italia. E allora informazione sulle
opportunità occupazionali e di studio.
Serve la giusta informazione, perché chi
vuol tornare abbia la possibilità di reinserirsi,
o di inserire i propri figli. Seconda necessità,
quella di maggiore attenzione allassistenza
sanitaria, specie in quei paesi dove le strutture
pubbliche locali sono carenti, come la Russia.
E poi, consolati ed Istituti di cultura. E
un complesso di interventi che deve rispondere
al senso di abbandono da parte della madrepatria
che ho riscontrato in tante persone incontrate
in campagna elettorale
-
Lei pensa che ormai il voto degli italiani allestero
sia un dato ormai acquisito?
Ai
tanti che in Italia hanno espresso perplessità
per questo diritto che è stato concesso
ai residenti allestero, vorrei rispondere
che noi emigrati alla televisione guardiamo solo
le trasmissioni italiane e forse siamo molto più
informati degli italiani in Italia. Portiamo con
orgoglio la nostra italianità, rimaniamo
italiani veri allestero. Dovete credermi,
è tutto un altro sentimento.
-
Cosa pensa delle vivaci contestazioni che hanno
segnato questa prima consultazione per corrispondenza
dei cittadini italiani residenti allestero?
Certo,
qualche perplessità mi è venuta,
anche durante la campagna elettorale. Organizzare
per la prima volta via posta un voto così
importante non penso che sarebbe stato facile
per nessuno. Sicuramente qualche disguido ci sarà
stato. Per quanto riguarda il paese in cui risiedo,
la Russia, io so che le buste sono arrivate e
sono anche tornate indietro votate. In altri paesi
ci sono stati più problemi, e me ne dispaccio.
Le verifiche sono giuste in democrazia. E
chiaro però che la prima volta non è
come la quinta, perché il sistema è
destinato certamente a migliorare con il tempo:
Con il senno di poi tutti siamo bravi a giudicare
loperato altrui.