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Fondato, Edito e Diretto in Santo Domingo da Giovanni GARIBALDI - 1997 -


Notizie 2006

Intervistatori in ginocchio.
Tutti santi, martiri, eremiti?
E se qualcuno è stato condannato per reati infamanti?

di Marco Girello


Nel 2000 San Tommaso Moro venne dichiarato patrono degli statisti e dei politici da
Papa Giovanni Paolo II

Stoccarda, 15.11.06 - Aiuto, stiamo annegando nella melassa.
Francamente non se ne può più. Internet è sommerso di cosiddette interviste” ai parlamentari eletti ed ai consiglieri del Cgie. Ma quali interviste? Sono vere e proprie agiografie.
Dicesi agiografia quella produzione letteraria, spesso elegiaca, che ha per oggetto i santi, coloro che hanno praticato le virtù in grado eroico e per tale motivo riconosciute dall’autorità della Chiesa cattolica o di un’altra Chiesa cristiana (martiri, eremiti, fondatori di monasteri e di ordini religiosi ecc.).

Ora è difficile credere che i deputati ed i senatori eletti all’estero, nonché i membri del Cgie, siano tutti santi, martiri, eremiti. Ma allora perché questa ansia di compiacerli, di leccarli, di adularli e adorarli?
Possibile che i nostri “intervistatori” non abbiano la benché più pallida idea di che cosa sia il vero giornalismo? Possibile che non siano in grado di porre domande vere e non concordate? Domande che vadano sotto, che stanino, che scavino.

Volete qualche esempio di domande in ginocchio? Non c’è che l’imbarazzo della scelta:
A cosa sta lavorando? Vorremmo sapere in anteprima buone nuove.
Per il suo impegno pregresso, lei ha una grande esperienza di emigrazione e di immigrazione, a maggior ragione è un addetto ai lavori nel vero senso della parola...
Allo stato delle cose, poi, si ritiene soddisfatto del lavoro fatto sin qui tra Senato e Camera?
Cosa bolle in pentola, quale sarà il suo prossimo progetto? E infine, il suo sogno quale potrebbe essere?

Qualunque essere umano normale al quale capitasse sotto tiro il senatore Randazzo gli chiederebbe certamente che fine abbiano fatto i dieci senatori di Forza Italia che secondo lui erano pronti a passare con Prodi.
Bisogna davvero farsi forza per chiedergli invece:

“Considerati i suoi trascorsi letterari, scrittore di teatro, saggista, giornalista, traduttore ecc., un senatore romantico non è una contraddizione in termini?” oppure
“Lei è molto seguito nella sua circoscrizione estero, molto letto, vuole mandare un messaggio ai suoi elettori?”

Il senatore Turano, sulla cui ignoranza della lingua e politica italiana si potrebbe scrivere un trattato, se la cava rispondendo a: “Ci dica del suo impegno al Senato.”

L’onorevole Bafile viene gratificata con: “Politicamente, tra i deputati eletti all’estero, gode fama di essere una di punta, questo è dovuto al suo carattere o alla sua formazione politica”

E così di questo tono. Il genovese della barzelletta, a chi lo informava che era morto “u sciù” Parodi, rispondeva “Ci avrà avuto il suo interesse”.

Ecco, facciamocene una ragione. I poveri intervistatori a gogo saranno alla ricerca di posti di lavoro come addetti stampa, portaborse e simili.

Non infieriamo. La saggezza napoletana insegna: “Che s’ha daffà pe’ campà”.

Quando gli eletti all’estero sono stati attaccati, con argomenti qualunquistici e razzisti, da Libero, noi li abbiamo difesi.

Ma c’è chi ha voluto strafare con frasi di questo genere: “sono dei professionisti o imprenditori, quando non professionisti ed imprenditori insieme, con posizioni patrimoniali cospicue frutto del loro indefesso lavoro svolto, per giunta, con tutte le difficoltà di chi ha operato all’estero. Qualcuno di questi ha studiato alla Bocconi, altri hanno avuto ed hanno docenze universitarie, qualche altro potrebbe agevolmente raddoppiare la “diaria” a chi scrive per vivere su qualsivoglia giornale” ed ancora: “Questi Signori, si stanno giocando la famiglia. Le mogli di questi Signori, sono ridotte a contattare i loro addetti stampa per ricordargli il compleanno dei figli”. Cali un velo pietoso.

Però, quando ci imbattiamo nell’ intervista di tale Vito D’Adamo al consigliere del Cgie Tommaso Conte, ci viene l’ urticaria nel leggere la domanda:
“C’è compatibilità, secondo il tuo punto di vista, tra il mandato degli eletti nella circoscrizione Estero e le cariche in seno al Cgie?”
Ma come? ‘Sto D’Adamo lo conosce tanto bene dal dargli del tu e gli chiede di incompatibilità al Cgie in questa maniera?

Perché non gli chiede piuttosto se non ritenga moralmente incompatibile la carica di Consigliere del Cgie per chi sia stato condannato in prima e seconda istanza da un tribunale per aver approfittato sessualmente, durante l’esercizio della sua funzione di “medico”, di una paziente?

Magari poteva chiedergli cosa si prova a dover ascoltare la dura sentenza di un giudice: "Lei ha commesso il peccato mortale di un medico, ha associato i propri bisogni sessuali con la professione di medico. La paziente aveva problemi di salute, si è rivolta a Lei in una situazione di estremo bisogno chiedendo aiuto. Lei, pur sapendo che questi farmaci portano alla dipendenza, le ha consegnato Benzodiazepine in stragrande quantità, ha ignorato volutamente i segni d’allarme della sua dipendenza - e questo lo ha fatto al solo scopo di poterla assoggettare sessualmente. In questo momento, Lei ha smesso di essere medico!".

Altro che lasciarlo pontificare su tutto e su tutti.

oltreconfine.de