Lonorevole
Tremaglia: 'Voto NO per 17.137.390 ragioni'
Lintervento
alla Camera del Ministro per gli italiani nel
mondo del governo Berlusconi
20.11.06
- Signor Presidente, è la prima volta in
assoluto che si discute la legge finanziaria con
la presenza ed il contributo degli italiani all'
estero, eletti nel Parlamento italiano grazie
alla nuova Costituzione, che ho avuto l' onore
di fare approvare alla Camera ed al Senato, il
17 gennaio 2000 e il 23 gennaio 2001, con le modifiche
agli articoli 48, 56 e 57 della Carta costituzionale:
12 Deputati (Angeli, Bafile, Buchino, Cassola,
Farina, Fedi, Ferrigno, Merlo, Narducci, Picchi,
Razzi, Romagnoli) ai quali si aggiungono 6 Senatori
(Micheloni, Pallaro, Pollastri, Randazzo, Rebuzzi,
Turano), che rappresentano sul piano elettorale
oltre 3 milioni di cittadini italiani residenti
all' estero. È un evento eccezionale, di
valore storico. Al di là di ogni loro posizione
di collocazione politica e parlamentare, invio
un saluto augurale ai singoli deputati e senatori.
Di fronte a questa verità, che costituisce
la conclusione della grande battaglia di civiltà
della quale io sono stato artefice, vi è
il comportamento politicamente offensivo di questo
Governo, che ha cancellato il ministro per gli
Italiani nel mondo privando milioni di italiani,
che per la prima volta erano diventati soggetti
politici di grande importanza nazionale, dell'
autentica forza rappresentativa sul piano legislativo
e politico. Niente ministro, niente deleghe di
rilievo, niente Dipartimento.
Quindi, voto contrario da parte nostra.
Questa purtroppo è la realtà:
è una pesante discriminazione e diminuzione
di valori per la rappresentanza parlamentare degli
italiani all' estero.
Ritengo questa deliberazione una vergogna per
gli italiani all' estero; è la dimostrazione
di quanto siano poco considerati gli italiani
residenti oltreconfine dalla politica nazionale
e internazionale di questo Governo.
L' Altra Italia per loro è sparita.
Non solo è stato «tolto» il
ministro per gli italiani nel mondo con pesanti
conseguenze istituzionali ed operative, ma oggi
il Governo italiano presenta a loro una finanziaria
che costituisce un autentico «disastro»
istituzionale con ripercussioni estremamente negative.
Per questo potrei già dire: «Si vota
contro questa finanziaria».
In questa sede non intendo fare ulteriori polemiche,
ma devo porre in evidenza differenze di contributi
di spese che incidono in termini negativi sull'
attività dei nostri rappresentanti, chiamati
in modo particolare a fare «politica all'
estero» da quando si è costituita
la circoscrizione Estero.
Il Parlamento li deve «aiutare» a
fare una politica attiva partendo da quello che
è stato già fatto, in particolare
valorizzando i compiti dei COMITES che effettivamente
rappresentano il «popolo italiano nel mondo»;
insieme al CGIE, ai Patronati, agli Istituti di
cultura, a una grande associazione come la Dante
Alighieri, alle nostre scuole, alle Camere di
commercio, ai nostri giornali (sei quotidiani),
a RAI International, alle radio e televisioni
private, alle Associazioni dell' emigrazione,
a quello che noi chiamiamo il sistema Italia anche
sul piano del turismo, della cultura, di grande
collaborazione con la rete consolare, che va potenziata.
Ed è proprio in questa sede che dobbiamo
riconoscere una funzione politica attiva ai deputati
e senatori eletti per la prima volta dai nostri
connazionali, ricordando i convegni che sono stati
fatti da noi in Italia per far capire che oggi
la nostra gente all' estero non è più
quella della valigia di cartone, ma costituisce
una grande risorsa, una grande ricchezza.
Vi ricordo il convegno degli scienziati italiani
nel mondo, quelli dei ristoratori, degli imprenditori,
degli artisti, delle donne eccellenti, degli esuli
di Fiume, Istria e Dalmazia, dei missionari, alfieri
di umanità, di civiltà e di cultura.
Sottolineo il valore della Confederazione degli
imprenditori italiani nel mondo, di grande rilievo
internazionale. Basti pensare che oggi vi è
una banca dati di 15.000 imprese e che la fatturazione
che riguarda i 32 membri che dirigono la Confederazione
è di 8 miliardi di euro, che corrisponde
ad un vero «impero economico». Da
qui deve nascere una forza nuova delle nostre
imprese nel collegamento con l' industria italiana
in Italia.
Abbiamo registrato nel tempo una importante alleanza
fra i 48 ospedali italiani che operano all' estero
e quelli in Italia.
Queste rappresentanze straordinarie di tutto il
nostro mondo all' estero sono sempre state ricevute
al Quirinale dal Capo dello Stato italiano. Sono
momenti di una fortissima presenza che dà
il senso della nostra «potenza» in
ogni continente.
Non dimentichiamoci che oltreconfine vivono più
di 3 milioni di italiani e oltre 60 milioni di
cittadini di origine italiana che sono nostri
naturali interlocutori.
L' incidenza politica, culturale, economica può
essere eccezionale e diviene uno degli obiettivi
dei deputati e dei senatori degli italiani all'
estero, tenuto conto che abbiamo 395 parlamentari
di origine italiana.
Ma davanti a noi vi è anche la nostra gente
che va aiutata ed è per questo che abbiamo
voluto ed ottenuto di intervenire a favore dei
meno abbienti. Gli italiani all' estero, da quando
hanno avuto il voto, devono avere gli stessi diritti
degli italiani in Italia. In Italia le pensioni
minime raggiungono il milione di Lire al mese
per intervento dello Stato, così avviene
dal 2003 anche all' estero per opera nostra. Questa
è stata una grande vittoria «sociale».
Vi sono anche quelli che stanno male, che non
hanno pensione ed è per questo che è
nato il tentativo nella finanziaria di estendere
la pensione sociale che vi è in Italia
a quanti vivono all' estero e si trovano nelle
stesse condizioni economiche di quelli che in
Italia la percepiscono.
Purtroppo questa finanziaria toglie contributi
indispensabili. Andiamo dunque ad esaminare i
capitoli relativi. Per nessuno è previsto
un aumento. Alcuni (pochi) rimangono invariati.
E, come si può vedere nella tabella, gli
altri subiscono una decurtazione di ben 17.137.390
Euro. Quasi un milione e mezzo in meno per l'
assistenza ai connazionali indigenti. Tre milioni
e quattrocentomila in meno per l' assistenza educativa,
culturale e scolastica. Spariscono i fondi per
la gestione dei dati per l' anagrafe e il censimento.
E così via. Pertanto, se le chiacchiere
stanno a zero, i tagli per gli Italiani all' estero
ammontano ad oltre diciassette milioni di euro.
Qui occorre l' intesa, la grande intesa, con i
deputati e i senatori eletti nella circoscrizione
Estero che debbono assumersi chiare responsabilità
e agire possibilmente uniti.
In questa vicenda certamente complessa dove tutte
le forze dell' emigrazione debbono allearsi in
un grande sforzo, noi riteniamo di grande importanza
la istituzione di una Commissione parlamentare
bicamerale per gli italiani nel mondo, nella quale
devono essere presenti i senatori eletti nella
circoscrizione Estero con compiti di indirizzo,
di coordinamento e di controllo su tutte le politiche
concernenti i cittadini italiani residenti all'
estero e un'attività politica culturale
ed economica dell' Italia nel mondo.
Obiettivi della Commissione sono i seguenti:
verificare lo stato della legislazione concernente
il diritto di voto dei cittadini italiani residenti
all' estero: a tal fine proporre, sulla base dei
vigenti principi costituzionali, iniziative legislative
concernenti modalità del voto all' estero
volte a migliorarne l' effettività e a
garantirne la segretezza;
verificare lo stato di attuazione della legislazione
nazionale nelle materie concernenti gli Italiani
all' estero, assicurando un intervento coordinato
tra Parlamento, regioni, pubbliche amministrazioni
e associazioni dell' emigrazione;
verificare il livello di informazione e di aggiornamento
conseguito dal servizio pubblico televisivo (Rai
International) nei confronti delle collettività
italiane all' estero affinché queste mantengano
i legami culturali con il paese di origine, nonché
il livello di informazione e di aggiornamento
conseguito dal servizio pubblico televisivo (Rai)
per far conoscere in Italia le attività
delle comunità italiane residenti oltre
confine;
vigilare, in particolare, sulla valorizzazione
del ruolo dell' imprenditoria italiana all' estero,
al fine di promuoverne lo spirito associativo
e l' interscambio informativo;
mantenere i contatti con i parlamentari di origine
italiana eletti negli Stati esteri, al fine di
sviluppare l' impostazione dei problemi di comune
interesse di politica estera, culturali, sociali
ed economici tra l'Italia e quei paesi dove vi
è una significativa presenza di nostri
connazionali, realizzando sinergie con le istituzioni
che promuovono all' estero l'italianità
e il «made in Italy»;
proporre iniziative volte al rafforzamento e alla
razionalizzazione della rete consolare;
vigilare sulla concreta attuazione degli accordi
e delle convenzioni internazionali relative agli
italiani nel mondo, in particolare nelle materie
del diritto del lavoro, della legislazione sociale
e previdenziale;
valutare le politiche generali concernenti le
collettività italiane all'estero.
Concludiamo con forte determinazione una grande
alleanza: io sono pronto, per l' interesse vero
e generale dell' Italia, a patrocinare l' iniziativa
per la politica sociale, culturale, economica
ed estera con tutti i parlamentari all' estero
in collaborazione con i nostri eletti.
Se riusciremo a far nascere la «Commissione
bicamerale per gli italiani all' estero»,
faremo subito venire in Italia i 395 parlamentari
di origine italiana. Sarà una forte manifestazione
di unità per lanciare l'Italia nel mondo
al di sopra dei partiti. Sarà possibile
guardare ad una politica estera diversa, di ampi
spazi, anche con il Mercosur, ricordandoci, come
diceva un grande parlamentare argentino, l' onorevole
Cafiero, che «l' Italia non appartiene solo
agli italiani, ma a tutta l' umanità».
Ma non dobbiamo dimenticare; vi è stato
anche il dolore e la persecuzione alla nostra
gente.
Debbo ricordare che, su mia proposta come ministro
per gli italiani nel mondo, il Presidente del
Consiglio Berlusconi ha emanato la direttiva con
la quale 1' 8 di agosto, giornata del massacro
di Marcinelle del 1956 dove morirono 136 minatori
italiani, è stato designato come «Giornata
nazionale del sacrificio del lavoro italiano nel
mondo».
Nessuno, e parlo di tutti i Governi che ci hanno
preceduto, aveva proposto e ottenuto questo esemplare
riconoscimento per la riscoperta di valori sociali,
storici e culturali che hanno accompagnato il
processo di emigrazione di massa dall'Italia.
Vorrei concludere questo mio intervento con un
alto riconoscimento di Franco Cardini, storico
e insigne uomo di cultura e delle professioni,
che risponde a critiche ottuse dopo il risultato
elettorale che certamente colpiva soprattutto
Tremaglia. Lo dico oggi perché io rinnovo
il mio atto di fede nei confronti degli Italiani
nel mondo perché si ricomincia; la mia
disponibilità è assoluta. Cancelliamo
le amarezze. È finito il linciaggio.
Dice Franco Cardini: «Onore quindi a Mirko
Tremaglia per aver portato all'estero il voto
e per aver determinato l' ingresso di una pattuglia
di loro nelle due Camere. Era il sogno della sua
vita. La cosa importante era non già aver
indotto gli italiani all' estero a scegliere la
destra o la sinistra, bensì averli portati
a votare e a mandare i loro rappresentanti nel
nostro Parlamento. Questo è il risultato
che conta ed è un risultato che per sempre
porterà il nome di Mirko Tremaglia. Ecco
perché fa piacere poter scrivere un lucente
e rotondo elogio di un vecchio signore schietto
e onesto. Onore a te, Mirko. È un privilegio
potersi dire tuoi amici».
Ribadisco con forza, e ne sono convinto, di aver
decisamente voluto ed avuto questo eccezionale
riconoscimento da parte di milioni di italiani
che vivono all' estero. Proprio in quel momento,
il 20 dicembre 2001, con l' approvazione della
mia legge, dopo aver cambiato due volte la Costituzione
della Repubblica, quell' evento straordinario
ha completato la democrazia in Italia.
Alleanza Nazionale, con il suo presidente Gianfranco
Fini, è una forza fondamentale non solo
della politica italiana ma della democrazia italiana.
Una forza non marginale né emarginabile.
È stata infatti determinante per la realizzazione
della democrazia compiuta. E io sono stato il
distributore di democrazia, avendo vinto la battaglia
di civiltà del voto.
Rinnovo l' appello a tutte le formazioni politiche
perché si accorgano che esistono gli italiani
nel mondo. È una grande realtà che
i politici italiani continuano ad ignorare, ma
non si possono emarginare 3 milioni di italiani.
Solo nel messaggio del 15 maggio il Presidente
della Repubblica ha ricordato solennemente la
presenza e la partecipazione degli italiani all'
estero.
A volte ho l' impressione che qualche forza politica
voglia cancellare il voto agli italiani all' estero
con il pretesto di cambiare la legge che è
deficitaria su un punto: la segretezza. Prendo
questa occasione così importante per chiedere
formalmente ai segretari dei partiti che rappresentano
la forze politiche nazionali se intendono difendere
i diritti costituzionali, ottenuti nella scorsa
legislatura, e quali modifiche intendono proporre
per rendere più giuste e democratiche le
elezioni all' estero. A nessuno è concesso
di fare il doppio gioco.
Non bisogna mai dimenticare, per quanto mi riguarda,
che la politica nei confronti degli italiani all'
estero, che tutto mi hanno dato, deve avere come
fondamento la lealtà e la riconoscenza
per quanto loro hanno fatto per l' Italia.
Questa non è retorica. Questa è
la politica dell' italianità e dell' amore
per la patria. Questa è la democrazia.
Non dimentichiamolo: è una vera conquista
ideale e politica.
oltreconfine.de