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Notizie 2006

FINANZIARIA: Come hanno votato i Deputati all' Estero
Anche Merlo, eletto nella lista di Pallaro, ha votato contro. Farina non se l’è sentita di votare a favore. Narducci e Fedi piangono lacrime di coccodrillo.

22.11.06 - La votazione di domenica sulla finanziaria è avvenuta per appello nominale. Siamo pertanto in grado di sapere con esattezza come hanno votato i 12 deputati eletti nella circoscrizione estero. Se ne sono viste di belle. Seguiteci. Naturalmente i deputati dell’opposizione, Ferrigno (Fi), Romagnoli (Fi) e Picchi (Fi) hanno votato contro. Angeli (An) era assente giustificato per malattia.
Ma anche l’onorevole Ricardo Merlo, eletto nella lista indipendente del senatore Pallaro, ha votato contro. E, se permettete, non è notizia da poco.
Hanno votato a favore, con convinzione, entusiasmo e senza riserve, i deputati: Bafile (Ds), Bucchino (Ds), Cassola (Verdi) e Razzi (Idv).
Due deputati, Narducci e Fedi, si sono comportati in maniera schizofrenica. Appena votato a favore sono corsi al computer per esprimere il loro imbarazzo. Vero pentimento o ennesima furbata? Giudicate voi.
L’onorevole Franco Addolorato Narducci della Margherita prima (sentendosi ‘Franco’) ha votato a favore “con senso di responsabilità”. Poi, subito dopo (riconoscendosi ‘Addolorato’) ha emanato un comunicato dal titolo: “Per gli italiani all’estero occorre uno sforzo in più”. Nel testo ha dichiarato testualmente che: “Il maxiemendamento lascia inalterata la norma ingiusta e discriminante che preclude ai contrattisti in forza a Consolati, Istituti di Cultura e altri enti le detrazioni per carichi familiari in sede di tassazione. Eppure, questi lavoratori e lavoratrici, sono assoggettati al sistema fiscale italiano e pagano le tasse al pari dei cittadini italiani. Ci era stato assicurato sostegno e la Presidenza del consiglio si era impegnata esplicitamente per dare uno sbocco a questa ingiusta situazione. A questo punto, però, si deve ritenere che il ministro Padoa Schioppa (evidentemente un infiltrato di Berlusconi, ndr) non abbia attribuito la necessaria attenzione a questa stortura del sistema tributario e l’ha ignorata nella stesura del maxi emendamento. Con senso di responsabilità ho approvato la legge finanziaria con il voto finale odierno, ma con altrettanta convinzione mi batterò affinché il problema che avevo sollevato nell’aula già in sede di discussione del decreto-legge 4 luglio 2006, n. 223 (Bersani-Visco), trovi soluzione nel prosieguo dell’iter della Legge finanziaria al Senato”.
A parte l’ipocrisia, capito cosa dice il nostro con grande sprezzo del ridicolo? In sostanza: Io, che sono deputato, alla Camera, dove ho diritto di voto, ho votato a favore senza battere ciglio, ma mi batterò perché al Senato non seguano il mio esempio. Neanche Fantozzi è mai arrivato a tanto.
A tanto però è arrivato Fedi (Ds) che, nel suo solito stile para-politichese ha divulgato un proclama intitolato “Sì al confronto, no all’astrattismo o al parlamentarismo” per comunicare “Abbiamo, in sostanza, aperto un confronto con il governo su atti di indirizzo importanti per le comunità italiane nel mondo. Auspichiamo che, a partire dal dibattito al Senato, si possano trovare risposte in tempi brevi, soprattutto sui temi della parità di trattamento ed equità quale è il tema delle detrazioni per carichi di famiglia per i residenti all’estero”.
Un vero e proprio “atto di fede (o di Fedi)”: spero che al Senato avvenga il miracolo, cioè che il vaso di cristallo rotto anche con la mia martellata d’incanto ritorni integro.
Molto più dignitosa la posizione di Farina (Ds) che in più di un’occasione aveva espresso in privato le sue serie perplessità. Non se l’è proprio sentita di votare a favore e si è messo in missione per non partecipare al voto.

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