Il
C.G.I.E. colpito a morte da DS e Margherita
di Gian Luigi Ferretti
12.12.06- Da molte parti mi sono stati fatti complimenti
per come ho coordinato il gruppo di centrodestra.
Ringrazio, ma non riesco a provare gioia. Da inguaribile
romantico ed ingenuo impenitente qual sono, avevo
sinceramente creduto possibile un gentleman agreement
che avrebbe rilanciato il Cgie come casa
comune.
Avevo contattato i capi della maggioranza e ci
eravamo incontrati in trattoria per un pranzo
col baccalà. Da come è finita poi,
mi ronza il sospetto che il baccalà forse
ero io.
Sento un sapore amaro in bocca e molta tristezza
nel cuore. Da oggi non poso più difendere
questo Cgie. Non può esserci casa
comune quando alcuni hanno le chiavi della
porta ed altri no, devono citofonare di volta
in volta e, quando sono dentro, possono solo dare
una mano a riassettare.
Ma non solo per me è stato un Cgie brutto
e triste.
Intanto si è riunito in un albergo e non
nella sua sede naturale, la sala delle conferenze
internazionali alla Farnesina.
Poi del presidente, il Ministro degli esteri,
neppure lombra. Da parte sua, il Viceministro
Danieli ha fatto una breve comparsa ed
è scappato a Buenos Aires per la ormai
quinta inaugurazione del Consolato.
Ds e Margherita hanno deciso di occupare senza
pietà tutte le cariche del Consiglio. Hanno
ignorato le associazioni, che si sono arrabbiate.
Domenico Azzia (Unaie) è furioso.
Hanno ignorato i loro alleati e lonorevole
Crema dello Sdi ha proclamato che il coordinamento
dellUnione allestero non esiste più.
Ma soprattutto hanno completamente ignorato i
rappresentanti della maggioranza dei connazionali
oltre confine che alle elezioni ha dimostrato
di essere favorevole alla Casa delle Libertà.
Malgrado il solito strapotere di sindacati e patronati,
nel Cgie c è unarea che va
da minimo un terzo a quasi la metà dei
Consiglieri che non si riconosce nella disciplina
di partito dei Ds e della Margherita.
La politica muscolare di questi due partiti non
ci ha concesso nulla, neppure uno dei due posticini
di rappresentanti in una commissione ministeriale
per la lingua e la cultura.
A tu per tu ti danno ragione, esprimono tutta
la loro comprensione, si rammaricano. Insomma
prendono per il culo.
Il massimo dellipocrisia, o della presa
per il culo, lo raggiungono quando promettono
i non farlo più e di essere più
buoni in futuro. Tutti insieme discutiamo
una riforma che non consenta più questo
scempio. Balle. Abbiamo presentato un ordine
del giorno in questo senso e lo hanno bocciato.
In sostanza volevano che scrivessimo la prima
parte della frase omettendo la seconda. Si sa
che è stato uno scempio, ma via non diciamolo!
Malafede, doppia, tripla malafede.
Dopo le mie dimissioni dal Comitato di presidenza
(irrevocabili, anche se alcuni organi di informazione,
fra i quali colpevolmente anche questo giornale,
continuano a citarmi fra i componenti), le stesse
persone del centrosinistra che venivano da me,
molto addolorate, a pregarmi di ritirale perché
sono il più intelligente, il più
bravo, il più buono, contemporaneamente
agganciavano ora luno ora laltro esponente
del centrodestra per convincerlo ad occupare il
posto vacante. Tu sei il più intelligente,
il più bravo, il più buono
gli sussurravano nellorecchio.
Vecchi metodi di vecchi arnesi della politica
che non funzionano più. Il centrodestra
è compatto, oserei dire granitico e con
noi possono risparmiarsi i loro giochetti.
Il loro piano era quello di controllare in maniera
totale il Cgie per farne una succursale dellUnione,
uno strumento, pagato dallo Stato, di propaganda
in vista delle prossime elezioni allestero.
Solo lelezione del Vicesegretario per lAmerica
Latina non è andata come, malgrado i loro
accordi ingannevoli, avevano tramato. E
stato eletto un neutrale.
Ma, proprio nel momento in cui credevano di esserci
riusciti, la nostra reazione forte, decisa, li
ha spiazzati. Sappiano che è solo linizio.
Una promessa o una minaccia? Tutte e due.
Loro si sono assunti la gravissima responsabilità
di delegittimare di fatto il Cgie. Un Cgie così
non serve ai Comites, non serve alle associazioni,
non serve agli italiani allestero.
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