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febbraio
Si
riparla di assistenza sanitaria e di altro
01.02.07 - Sta finalmente tornando alla luce il
problema, gravissimo, dell' assistenza sanitaria
ai connazionali all' estero.
Se ne è occupata, recentemente, RAI International
nella trasmissione "Sportello Italia"
condotta da Francesca Alderisi, che ha visto gli
interventi del Consigliere del CGIE Aldo Lorenzi
e della dottoressa Ricci, in rappresentanza del
Ministero degli Esteri.
Il problema è anche l' oggetto di una disputa
di primogenitura fra Roberto Marchesi e l' On.
Ferrigno.
Queste polemiche lasciano il tempo che trovano,
non è certo in corso una gara fra chi è
più bravo nella difesa di un interesse
vitale quale è la salute nei confronti
dei connazionali all' estero.
Tuttavia preme sottolineare, senza insistere,
che qualche merito nel sollevare il problema dell'
assistenza sanitaria lo rivendica anche il sottoscritto
poiché in qualità di Segretario
Generale dell' A.I.L.E. (Associazione dei lavoratori
Italiani all' estero) iniziò ad occuparsene
nel lontano 1976, quando si scoprì che
gli operai dei cantieri del gasdotto italo-algerino
nel deserto sahariano, obbligati per contratto
ad acquisire la residenza in Algeria, erano gravemente
discriminati poiché, se venivano
rimpatriati per incidente o malattia, dopo 90
giorni di cure in Patria perdevano ogni diritto
all' assistenza sanitaria.
Ogni sforzo per ottenere la revisione di una norma
palesemente mortificante dei diritti alla salute
di
lavoratori all' estero si scontrava con l' indifferenza
di tutte le organizzazioni di tutela, che erano
più
interessate ai grandi numeri del continente europeo
che agli interessi di un insieme certamente ridotto
di utilizzatori dell' assistenza.
La battaglia fu trasferita nel CGIE subito dopo
la sua costituzione (1991), ma anche in questa
sede l' interesse è sempre apparso molto
modesto, fino alla clamorosa bocciatura, nel dicembre
2004, di un ordine del giorno, reiteratamente
presentato ed approvato ad ogni precedente Assemblea
plenaria, che chiedeva la parificazione di tutti
i cittadini italiani, all' estero ed in Patria,
ai fini dell' assistenza sanitaria, e l' abrogazione
della norma che ne limita a 90 giorni nell' anno
solare la erogazione ai
connazionali residenti all' estero.
Quello che invece suscita stupore e meraviglia,
per non dire indignazione di fronte ad un impudenza
senza limiti, è un passaggio della lettera
di Roberto Marchesi in cui fa riferimento ad un
suo intervento presso l' On. Razzi e l' On. Bucchino
volto ad ottenere il riconoscimento del diritto
all' assistenza sanitaria ai cittadini italiani
iscritti all' AIRE (quando rientrano sul suolo
nazionale).
Lamentando la mancata risposta dell' on Razzi
il Marchesi riporta che "il Bucchino invece
ha trovato l' iniziativa molto interessante e
mi ha promesso di occuparsene personalmente molto
seriamente".
L' On. Bucchino, in questa circostanza, fa mostra
infatti una impudenza senza vergogna.
I componenti del CGIE, infatti, ricorderanno sicuramente
che nella sessione di dicembre 2004 fu proprio
l' On. Bucchino, medico, ad aver preso la parola
e tuonato dal palco contro l' approvazione dell'
Ordine del Giorno relativo all' assistenza sanitaria
dei connazionali all' estero.
Le sue motivazioni a sostegno della bocciatura
furono così confuse che la maggioranza
di sinistra del Consiglio non ebbe il coraggio
di obbedire ad un evidente ordine di scuderia,
ma si limitò soltanto a far mancare il
numero legale, che miracolosamente fu ricostituito,
pochi secondi dopo, per il successivo Ordine del
Giorno.
E' pur vero che gli ordini di scuderia non debbono
essere confrontati all' intelligenza ed al buon
senso, che le idee sono buone soltanto se vengono
concepite a sinistra, che alla voce "Contrordine
compagni" di guareschiana memoria ci si contraddice
senza pudore alcuno, però che il diessino
On. Bucchino possa cavalcare il tema dell' assistenza
sanitaria per i connazionali all' estero appare
veramente indegno.
D' altra parte i parlamentari della sinistra ci
hanno ormai abituato: le promesse elettorali sono
cadute sostanzialmente nel vuoto. ICI sulla prima
casa, Istituti di Cultura, scuole all' estero,
tutto riversato nel dimenticatoio.
La struttura consolare deve essere razionalizzata,
dicono, non potenziata e resa efficiente, sostituita,
forse, dalla rete dei patronati (quelli buoni,
della sinistra) su cui far cadere una pioggia
di denaro per incoraggiare comportamenti allineati.
E' contro persone senza pudore che è necessario
confrontarsi, richiedendo risultati concreti,
sviluppando un' azione che derivi da un programma
condiviso e razionale, proponendo progetti volti
a soddisfare aspettative ormai ineludibili delle
comunità all' estero.
Le capacità comunicative della sinistra,
derivanti da una vecchia scuola, sono note ed,
in qualche misura, suscitano ammirazione.
Il Senatore Danieli appare particolarmente abile
ad ottenere consenso presentando il vuoto di iniziative
e di risultati.
Non può essere consentito di vendere fumo:
è necessaria progettualità ed un
chiaro disegno politico.
La riconquista delle comunità all' estero
deve essere considerato un obiettivo strategico
dai moderati.
Abbandonarle a personaggi del calibro e della
dirittura morale dell' On. Bucchino non è
soltanto un errore, è un crimine.
Franco
Santellocco - L'ITALIANO