Sempre
su Carlo Parlanti
06.02.07 - Parliamo di nuovo del nostro
italiano Carlo Parlanti, detenuto in un carcere
della California in attesa del processo di appello.
Per chi non sapesse nulla di questa sporca
storia o volesse rinfrescarsi la memoria, consiglio,
in questa sede, la lettura in archivio dei seguenti
articoli: 23.05.2006 Giustizia per Carlo
Parlanti e 10.01.2007 Ancora su Carlo
Parlanti. La sua compagna, Katia Anedda,
ha inoltrato, in queste ultime settimane, una
lettera alle massime rappresentanze dello Stato
Italiano affinché qualcosa si muova. Ancora
una volta esprimiamo tutta la nostra solidarietà
sia a Carlo che a Katia ed alle loro famiglie.
Prego tutti di intervenire anche con poche parole
di conforto e di diffondere notizia della triste
vicenda.
Grazie.
Susanna Dolci
Milano 22/01/2007
Oggetto:
Giustizia, attenzione al cittadino, diritti umani
"Ill.mo
Presidente della nostra Repubblica, Signori Ministri,
Signori Parlamentari, Signori Giornalisti, Signori
rappresentanti delle Organizzazioni italiane all'estero,
quello che ancora non mi è stato tolto
è la forza di parlare e di chiedere aiuto.
L'aiuto
che chiedo non è solo per Carlo, e me.
Chiedo giustizia sul caso di Carlo Parlanti anche
in nome delle vere vittime di violenze
sessuali. Quelle donne che avevano le prove e
quelle che avevano solo la loro parola ma attendibile.
Quelle donne non si possono non sentire violentate
per la seconda volta se passa il principio per
il quale l'importante è che un uomo
paghi, non importa se è il colpevole o
no. Anche perché quell uomo
potrebbe essere il loro figlio, o la persona che
le ha aiutate ad uscire dall' incubo della violenza
subita.
Sono
la compagna di Carlo, sono di parte, certo, ma
vi dico senza esitazione, quando dovesse essere
dimostrata la colpevolezza di Carlo Parlanti sarò
io a chiedervi di farlo pagare.
Il
problema, però, è proprio questo:
la colpevolezza di Carlo Parlanti, il sistema
giudiziario americano, non è riuscito a
provarla al di là di ogni ragionevole
dubbio, e pur tuttavia è stato condannato
a 9 anni di carcere, tre dei quali già
scontati.
Anzi,
e qui sta l' assurdità: le prove presentate
dall' accusa (sostenuta da Rebecca White) al Processo
di Primo grado, le testimonianze - per non parlare
delle contraddizioni dell' accusa -, proverebbero
esattamente l' opposto, l' innocenza dell' accusato.
Carlo è stato accusato e condannato a 9
anni per un crimine impossibile fisicamente e
biologicamente. Secondo l accusa Carlo Parlanti
avrebbe ingerito 4 litri di vino in 5 ore e poi
colpito Rebecca White facendogli sbattere 30 testate
a una bacheca in sughero e 30 testate a un muro,
e, infine, avrebbe sbattuto la White sul letto
e le avrebbe inserito la sua mano, fino all'avambraccio,
nella vagina.
Duro
da sentire, vero?!
Non basta: la bacheca e il muro non presentano
segni di colpi, il letto non presenta macchie
di sangue, tanto che la polizia nemmeno ha pensato
di farlo esaminare dalla scientifica, e Rebecca
White non ha presentato disturbi ginecologici
né ha effettuato alcuna visita medica ginecologica
.
Anche questo è molto duro da sentire, se
si pensa che, pur tuttavia, Carlo è stato
condannato.
Ecco,
è questo pur tuttavia che in
questa storia non può più starci.
Bisogna riavvolgere la pellicola e
mettersi a lavorare per riscrivere il copione.
A
breve si celebrerà il Processo d' Appello.
Chiedo allo Stato Italiano di attivarsi e mettere
in atto le azioni utili e opportune perché
l' Appello non si riduca a una farsa pari al Primo
grado, perché la Contea di Ventura venga
messa in grado di giudicare secondo quanto le
prove e le testimonianze attestano, secondo regolarità,
al di là di ogni ragionevole dubbio.
Chiedo
alle organizzazioni che rappresentano gli italiani
all' estero e ai media italiani, italiani in America,
e americani, di attivarsi per sensibilizzare lo
Stato italiano e lo Stato della California, perché
si alzi il livello di allerta sul procedimento.
Chiedo
al Procuratore Generale della California, al corpo
di polizia responsabile dei procedimenti interni,
di attivarsi per avviare le procedure di verifica
delle indagini e del procedimento processuale.
Chiedo,
infine, all opinione pubblica di non avere
paura delle parole e della scabrosità dell'
accusa. Perché le parole liberano nella
cultura garantista che appartiene a questo nostro
Paese. E scabrosità non vi è, perché
quello che sembrerebbe scabroso è solo
ridicolo, visto che questa pellicola
solo un super-uomo e una super-donna la potrebbero
aver registrata.
Signori,
è andato in onda un film impossibile, fisicamente
e biologicamente.
Anzi, visto che ci siamo, se il patologo del Sacro
Lino, il professor Pierluigi Baima Bollollone,
che, lo scorso 18 gennaio su RAI 3, ha fatto l
analisi patologica di un topo, su di un reperto
fotografico, volesse occuparsi (come gli è
stato chiesto e lui ha rifiutato) anche di un
uomo, a disposizione vi sono circa
una decina di reperti fotografici.
Chiudo
affidando alle vostre intelligenze e alle vostre
coscienze l' Appello registrato dal carcere di
Avenal, di Carlo (che presto potrete sentire direttamente
sul sito: http://www.carloparlanti.it)
Sono
Carlo Parlanti, vi sto parlando da Avenal State
Prison.
Di solito ci si appella al buon cuore, io vorrei
parlare alla vostra intelligenza. Non vi chiedo,
dunque, di credere alla mia innocenza, perché
sono italiano o perché qualcuno che mi
stima vi testimonia la mia integrità.
Vi
chiedo di leggere le trascrizioni del Processo,
o, per lo meno, di spendere un oretta sulle arringhe
di parte. Sarà la vostra intelligenza a
decidere se indignarvi.
Sono stato accusato di un crimine illogico ed
impossibile, fisicamente e biologicamente. E malgrado
l' impossibilità fisica, e la straordinaria
quantità di prove in mio favore, sono stato
condannato.
Questo
malloppo di prove e testimonianze diventerebbe
un trattato se elencassi tutte le prove che evidenziano
la mia innocenza.
Spero perciò di convincervi a farvi leggere
il più possibile il materiale documentale,
dicendovi che nella documentazione troverete decine
di spergiuri dell accusa scoperti e comprovati
dalla difesa. Troverete 9, dico 9 testimonianze
a mio favore tra cui quella di tre poliziotti.
Troverete le prove che assolutamente niente di
quello che l' accusa ha raccontato e in realtà
è accaduto. Troverete poi, una lunghissima
serie di storie letteralmente impossibili, incredibili,
assurde, come uscite da una soap opera di infima
qualità.
Non
mi appello perché mi crediate, ma affinché
leggiate direttamente i dettagli di questa ingiusta
condanna.
Io
prego perché la vostra indignazione e serie
indagini costringano la Contea di Ventura a desistere
dal ripetere in Appello le ingiustizie commesse
in Primo grado che hanno distrutto la mia vita
e la vita dei miei cari. Grazie dal profondo del
cuore per ogni minuto che dedicherete a questo
mio processo".
Potete
prendere visione degli atti del processo su:
http://www.thepeoplevscarloparlanti.com
Katia
Anedda, Via L. Zoja, 30, 20153 Milano, Tel. 3477696408;
e-mail: katia@carloparlanti.it,
URL:
http://www.carloparlanti.it
Chi
volesse dimostrare la propria solidarietà
a Carlo Parlanti può farlo a questo indirizzo:
Carlo Parlanti F25457 350-2-56L PO BOX
9 Avenal, CA 93204 USA
Katia Anedda