L
emergenza rifiuti
26.05.07
- Come si reagisce a Napoli allemergenza rifiuti?
Con i fatti e con le parole.
Con i fatti. A Napoli ci dicono i giornali
dilaga la rabbia; i cittadini esasperati
svuotano i cassonetti spargendo poi i sacchetti
su tutta la carreggiata. Cercare di risolvere
il problema della sporcizia creandone ancora di
più dimostra che la frase rimboccarsi
le maniche è intesa, a Napoli, in un
senso molto particolare.
Napoli reagisce con le parole: le parole di Gerardo
Marotta, presidente dellIstituto italiano
di studi filosofici che, come ci dicono i giornali,
ha trasformato il Palazzo Serra di Cassano
in uno dei centri culturali più importanti
dEuropa. Il filosofo napoletano sermoneggia:
Le responsabilità vanno messe nel conto
dei governi nazionali che si sono alternati in questi
anni: hanno abbandonato la formazione dei giovani
e si sono rassegnati ad avere qui una sottoclasse
dirigente. Mi sembra inutile adesso cercare capri
espiatori tra gli amministratori locali. Ed
ancora: Siete davvero così ingenui
da credere che la camorra si riduca alla sua manovalanza?
La vera camorra è la borghesia napoletana.
Ed infine : In questa città sono nate
alcune delle migliori menti dItalia, nel 1799
una generazione di patrioti ha dato la vita per
gli ideali di libertà. E a Napoli, in mezzo
alla monnezza, si deciderà il
futuro dellItalia e dellEuropa intera.
Insomma, la colpa è dello Stato, la borghesia
è colpevole, Napoli espanderà in tutta
lEuropa la sua filosofia.
Grazie ai due esempi che ho appena dato, non bisogna
faticare molto per capire quali sono le cause principali
alla base dello sfascio napoletano, di cui il problema
della rimozione dei rifiuti è la maleodorante
cartina di tornasole. Le cause sono da ravvisarsi
in una particolare mentalità incentrata sul
culto della scaltrezza che fa scacco alla legalità;
su un ipertrofico senso dello Stato
che va a scapito di un normale senso civico (la
responsabilità è attribuita alle istituzioni,
raramente agli individui e mai a se stessi); sul
senso di classe, anzi di casta; sulla precedenza
delle parole (l oralità incontinente)
sui fatti.
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