Rebuzzi
(FI): "Luxuria, la Russia non è l'Italia"
29.05.07 - "Si devono sempre rispettare gli
usi e costumi del Paese visitato; anche se la
battaglia per i diritti umani è meritevole
di plauso, altre devono essere le strade per coinvolgere
cittadini che hanno culture diverse. Non certo
quella di arrivare a sventolare bandiere sconosciute
e inneggiare a conquiste incomprensibili ai più".
Queste le dichiarazioni della senatrice di Forza
Italia Antonella Rebuzzi dopo la notizia riguardante
Luxuria e alcuni suoi colleghi, presi a uova in
faccia - ma anche pugni e spintoni - a Mosca.
"Conosco molto bene il sindaco di Mosca e
non ho mai avuto problemi con lui - ha testimoniato
l' esponente forzista - : anzi, mi è sempre
sembrata una persona molto cortese e disponibile".
"Non si può pretendere - ha continuato
Antonella Rebuzzi - di arrivare in un Paese straniero
dal nulla, senza preavviso, e organizzare una
missione impossibile cavalcando la tigre della
protesta con teatranti al seguito, per consegnare
al sindaco una lettera simbolica dal contenuto
ampiamente pubblicizzato ( ed evidentemente rifiutato
in quel Paese )".
"Probabilmente Luxuria ed i suoi colleghi
avrebbero dovuto usare altre strade, quelle della
diplomazia. La Russia - ha spiegato la senatrice
azzurra - non è l'Italia, qui le leggi
e le tradizioni sono molto forti e soprattutto
inflessibili: la polizia ha il compito di proteggere
i cittadini dello Stato e tenere alla larga chi
fomenta il disordine; anche se i metodi brutali
vanno condannati, certamente i cittadini di Mosca
hanno percepito la manifestazione dei radicali
come un'offesa alla loro cultura e, abbiamo visto,
alla loro religione".
"Per quanto possano essere distanti le nostre
posizioni su alcuni argomenti e in particolare
sui diritti civili, la Russia è uno Stato
sovrano e nessun altro Stato può invadere
il suo territorio, se pur pacificamente".
" Luxuria ed i suoi colleghi parlamentari
avrebbero dovuto mostrare maggiore responsabilità,
e soprattutto calcolare i rischi per il nostro
Paese, che non può certo affrontare una
crisi con la Russia per avallare un' impresa solitaria
e azzardata. Ci dispiace per Luxuria - ha concluso
Antonella Rebuzzi - ma l'ingenuità spesso
si paga: e non vogliamo pagarla anche noi".
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