Un
Paese divertente.
Lombardi
Norberto
12.07.07
- Chi era il ministro per gli italiani nel mondo
quando i cittadini allestero hanno votato
per la prima volta per le politiche? Tremaglia.
E
chi si dichiarava il padre dellAIRE, vale
a dire degli elenchi ufficiali - e sbrindellati
- degli elettori? Tremaglia.
E
chi si autodefiniva il padre della legge elettorale
che fu applicata in quella occasione? Tremaglia.
E
chi era il ministro degli Esteri in quei tempi?
Fini.
E
chi era il ministro dellInterno che aveva
il compito, con il Ministero degli esteri, di
organizzare il voto? Pisanu.
E
chi era il Presidente del Consiglio che aveva
la responsabilità generale della consultazione?
Berlusconi.
Ebbene,
oggi Tremaglia, Fini, Pisanu, Berlusconi,
assieme ai loro sodali Bossi, Calderoli, Giovanardi,
La Russa e via dicendo, anziché darsi
la patente di fesso per essersi lasciato sfuggire
un risultato elettorale di cui controllavano tutti
gli elementi e di chiedere scusa per il disastro
organizzativo che hanno messo in campo, accusano
gli altri di avere drogato le elezioni e chiedono
conto agli altri per quanto è puntualmente
accaduto sulla base delle premesse da loro stessi
create.
Un
amico che vive allestero mi ha telefonato
dicendo che l Italia, dopo questo ennesimo
polverone, gli appare come un Paese senza decenza.
Un altro mi ha scritto che è un Paese desolante.
Forse esagerano. L Italia è semplicemente
un Paese divertente. Un Paese che ha ormai incorporato
nella politica e nell etica pubblica la
furbata di Totò di tentare sempre l
inversione tra guardie e ladri quando a qualcuno
conviene intorbidare le acque. Un Paese dove,
quando si perde, c è sempre qualcosa
da ricontare o da rivedere. Un Paese del ritocco,
come diceva Totò, quando si è toccati
in punti delicati. O, semplicemente, da un
giorno in Pretura.
C
è da scompisciarsi mettendo a confronto
la rozzezza di un documento visivo in cui chi
opera, pur muovendosi praticamente sotto dettatura,
le sbaglia tutte, voto e procedure di voto, con
lo strepito che nel mondo politico si sta facendo
sulla inattendibilità del risultato elettorale.
Meglio, ci sarebbe da scompisciarsi, se non ci
fossero un paio di questioni serie che smorzano
il divertimento.
La
prima è la preoccupazione che l abitudine
alla sregolatezza della politica italiana possa
contagiare anche le nostre comunità all
estero che, in un modo o nell altro, offrono
agli altri anche un immagine dell
Italia. Se un Pippo Baudo di straforo, tal Carneade
Rajo, si può permettere disinvoltamente
di buttare fango su due persone come Fedi e Randazzo,
che sono stati votati venti volte di più
del cinetelefonista solo perché hanno dedicato
la loro intera esistenza alla difesa e alla promozione
degli italiani d Australia, vuol dire che
ci avviciniamo ai livelli di guardia.
La
seconda è che se bastano due minuti e mezzo
di liquida idiozia per indurre i tanti onorevoli
Trombetta della politica italiana a sproloquiare
sull insostenibile leggerezza del voto all
estero, senza che ne abbiano veramente approfondito
gli aspetti problematici, che pure ci sono, e
senza che diversi di loro ne capiscano un
amata mazza, come si dice dalle parti di Carneade
Rajo, vuol dire che c è da preoccuparsi
non tanto degli italiani all estero quanto
del funzionamento della politica e delle istituzioni
italiane.
Eppure,
l ingresso diretto nell agone democratico
di alcuni milioni di cittadini italiani che portano
l esperienza di altri sistemi politici e
di altri mondi sociali e culturali potrebbe essere
uno stimolo serio per rendere l Italia meno
provinciale e più dinamica. Ma mi faccia
il piacere!!! Non se ne parla proprio: in Italia
chi tocca i fili del cambiamento muore
Quasi
sempre di subito.
Norberto
Lombardi
n.lombardi@dsonline.it
(Forum
Italiani nel Mondo)
Articolo
distribuito gratuitamente dall'
Agenzia NIF di Giancarlo Gallani -
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