
Maggiore chiarezza
nelle comunicazioni e interventi coordinati per
i pensionati italiani residenti all'estero
I
coordinatori esteri del Patronato Acli, riuniti
a Roma per il congresso nazionale delle ACLI, chiedono
ai dirigenti della sede nazionale di intervenire
presso la Direzione generale dell'INPS
Roma,
29 aprile 2008 - Nelle giornate che precedono il
Congresso nazionale delle Acli (che si svolgerà
a Roma dall'1 al 4 maggio), è consuetudine
del Patronato Acli riunire i propri coordinatori
esteri per fare il punto della situazione.
Ad imporsi alla discussione, l'unanime quanto spontanea
esigenza di confrontarsi sulle pesanti difficoltà
che l'Inps ha creato, negli ultimi periodi, ai pensionati
italiani residenti all'estero.
Dall'Argentina all'Australia, dal Canada al Venezuela
alla Gran Bretagna, tutti i presenti hanno indicato
nel moltiplicarsi delle comunicazioni e nella loro
spesso difficile interpretazione un punto dolente
per la componente più anziana delle comunità
italiane sparse nei diversi continenti.
Dall'agosto 2006 ad oggi, l'Inps ha inviato numerose
e diverse richieste: dai modelli reddituali, ai
solleciti per gli inadempienti, alle comunicazioni
di debito, alle lettere per la concessione della
quattordicesima. In aggiunta a quelle inviate ordinariamente
- come i modelli Cud e Obism e altre comunicazioni
- almeno dieci richieste sono pervenute ai pensionati
nell'ultimo anno e mezzo.
Lettere di difficile interpretazione, dai contenuti
spesso complessi e soprattutto con tempi di restituzione
all'Istituto decisamente ristretti.
L'ultimo caso, forse il più eclatante, è
di questi giorni. Dalla metà di aprile sono
state spedite all'estero delle lettere che indicano
la possibilità di ricevere, automaticamente,
la cosiddetta quattordicesima. E' però fatto
onere al pensionato di comunicare, entro il 30 aprile,
di avere diritto o meno al godimento del beneficio,
, in relazione ai limiti di reddito stabiliti.
Si tratta di una procedura nuova - visto che lo
scorso anno l'accertamento in questione non era
stato posto a carico dei pensionati - rispetto alla
quale però non sono state emesse indicazioni
in documenti ufficiali.
I coordinatori del Patronato Acli all'estero hanno
chiesto al direttore generale Damiano Bettoni di
farsi interprete presso l'Inps del loro disappunto
per la mole di lettere inviate che, oltre che ad
allarmare i pensionati, li costringe spesso a lunghi
e frequenti viaggi; e per la poca coerenza nelle
procedure e nelle comunicazioni dell'Istituto che
prima concede benefici e poi, senza tenere conto
delle dichiarazioni reddituali già inviate,
richiede ulteriore certificazioni.
Patronato
ACLI
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