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Notizie 2008

Una delegazione del CTIM Germania incontra il suo Segretario Mirko Tremaglia

18.11.08 - STOCCARDA\ aise\ - Segretario generale del Ctim, nonché primo, e finora unico, Ministro per gli italiani nel mondo, Mirko Tremaglia sabato scorso ha incontrato una Delegazione del Comitato Tricolore di Germania che, guidata dal Consigliere del Cgie, Oreste Motta, era composta dal neoeletto Presidente della Delegazione Ctim nella Repubblica Federale, Lucio Albanese, dal Responsabile della Federazione Ctim di Stoccarda, Giancarlo Larosa, e dal giovane Mario Cunsolo.

Tra un aereo che non decollava a causa dello sciopero dell’Alitalia ed un altro che non sbarcava i propri passeggeri (sempre dell’Alitalia), il Segretario Generale dei Comitati Tricolore per gli Italiani nel Mondo è riuscito ad incontrare gli attivisti per un serrato colloquio sulle tematiche attuali, per alcuni versi drammatiche, degli italiani all’estero.
Al centro della discussione i tagli previsti nel bilancio di previsione dello Stato per l’anno 2009 e quello del triennio 2009-2011; durante l’incontro è stato più volte ribadito che "non si può dissanguare gli italiani all’estero", che bisogna recuperare i soldi sostenendo le note di variazione al bilancio. "Dove c’è un corso di lingua e cultura italiana che funziona, bisogna salvarlo!" è stata l’opinione unanime.

Da canto suo, Tremaglia ha sottolineato: "dobbiamo studiare una Finanziaria che permetta anche al progetto "AP Program" da me controfirmato insieme a Matilde Cuomo, allorché ero Ministro degli italiani nel mondo, di proseguire con l’insegnamento dell’italiano non solo in 500 scuole di New York e dintorni, ma in altre 500 degli Stati Uniti d’America".

Nel corso della riunione si sono approfonditi insieme i vari capitoli di spesa e, di fronte alla decimazione di circa 50 milioni di euro di fondi destinati agli italiani nel mondo, il Padre della legge del voto agli italiani all’estero è "esploso" definendola "una cosa ignobile".
"Sarebbe interessante – ha commentato Tremaglia – sapere dove vanno a finire quei soldi, quando in Italia si buttano via miliardi di euro". E poi: "se fosse stata approvata la Bicamerale, sarebbe stato diverso, ci saremmo mossi alacremente", ha aggiunto riferendosi alla sua proposta di legge che, presentata ad aprile ancora non è stata assegnata alle commissioni competenti, anche se sottoscritta da molti degli eletti all’estero di entrambi gli schieramenti, consapevoli, ha detto Tremaglia, che "solo così si può fare politica per gli italiani nel mondo. Questa è la strada maestra".

"Datemi un po’ di tempo; appena mi sarò rimesso – ha assicurato il padre del voto all’estero – darò battaglia: Fini e Schifani, i Presidenti dei due rami del Parlamento ci devono dare una mano".

Quanto al Ctim, Tremaglia ha sostenuto che "nonostante la nostra ferma posizione, noi non dobbiamo crearci altri avversari. Di nemici alle idee del CTIM ne abbiamo abbastanza, così come tutti gli altri italiani all’estero che sono bersagliati da un partito trasversale che non li conosce e non li ama".

Guardando al passato, l’ex Ministro ha ricordato il fallimentare esperimento della lista "Per l’Italia nel mondo con Tremaglia" nel 2006: "boicottata da tutti, tradita, sfruttata dagli ex-amici, non è stata capita dagli alleati. Era una grande occasione, andava oltre i partiti tradizionali, superiore ai simboli del passato. Una nave di transito per tutti, non accettata! Una vittoria di questa lista ci avrebbe portato lontano dalla partitocrazia e non saremmo, ora, in questo baratro!".

Quindi, la discussione è proseguita a ritmo incalzante. I presenti hanno convenuto sul fatto che "i rami secchi vanno tagliati: chi non produce promozione, chi non dà risultati, deve essere scartato", ma anche che "la nostra posizione, e qui si ragiona per tutte le comunità all’estero, deve essere propositiva, non contraria a tutto e a tutti", dunque " il nostro metodo deve essere la discussione costruttiva ed obiettiva".

Durante l’incontro, poi, è stato ribadito che "il CTIM deve prendere in mano le redini della politica per gli italiani nel mondo: questo Comitato ha sempre proposto, ha sempre lavorato incessantemente, ma pochi lo sanno o lo vogliono sapere, anche quelli che non vogliono ricordare le leggi (tra cui, le più importanti, il diritto all’esercizio del voto all’estero e l’AIRE), le decisioni, le migliaia di proposte che abbiamo promosso nel corso di decenni. L’aumento delle pensioni minime al milione di vecchie lire, per esempio, è stata una manna per gli italiani dell’America Latina che vivevano in condizioni di estrema povertà; naturalmente per migliaia di loro non saranno ancora sufficienti, ma ciò è stato un salvataggio; altri dovevano dare l’assegno di solidarietà. Chi si ricorda poi del passaporto rilasciato con validità decennale? Certamente anche altre parti hanno solidarizzato, ma solo durante il nostro ministero ciò è stato decretato. Queste – è stato sottolineato nell’incontro – sono le cose fatte che devono produrre un indiretto vantaggio economico; se ciò non è abbastanza tangibile, deve almeno far scaturire tra le nostre comunità una riflessione positiva".

Quanto ai Comites, "espressione dell’associazionismo" essi devono "trovare nuova linfa" e non "essere inquinati dall’infiltrazione partitica, come qualcuno sta tentando di fare negli ultimi tempi. Chi vuole la fine di questi comitati inserisca i partiti: se ora sono a volte litigiosi, la rissa diventerà poi la normalità".

Sia Tremaglia che la delegazione del Ctim tedesco si sono trovati concordi nel riaffermare che "lo spirito della legge istitutiva dei Comites era ed è di dar voce alle associazioni, il vero fulcro e cuore degli italiani nel mondo. E ciò non sarà diversamente per le nuove generazioni. Certamente – hanno convenuto – occorre subito una riforma per migliorare ed accogliere con un sistema di regia i nuovi aspetti regionalistici o addirittura gli investimenti che alcune province italiane stanno facendo all’estero. Tale nuovo, vitale sviluppo non può passare inosservato, né essere ignorato dai Comites. Così pure le idee, le nuove definizioni di identità che nasceranno dalla prima Conferenza dei giovani italiani, dovranno essere elaborate nella loro struttura e contenuti. I Comitati degli italiani all’estero devono essere coinvolti nell’impostazione dei vari Piani Paese e solo dopo dare i pareri sui vari progetti ed enti che operano nel loro ambito territoriale".

Quanto all’ipotetico rinvio del loro rinnovo, per Tremaglia "non è scandaloso ritardare il rinnovo dei Comites, non è invece responsabile andare alle elezioni senza averli prima riformati. Anche durante il governo in cui io ero Ministro si sono posticipate le elezioni di due anni. Allora, però, non c’è stata nessuna plateale protesta, poiché tutti lavoravano per una necessaria riforma, come ci deve essere ora".

All’incontro si è parlato anche del Consiglio degli Italiani all’Estero pure "bersagliato" e "ingiustamente strattonato" perché "è necessario", anche se va riformato. Anche per il Cgie, è stato affermato nell’incontro, "occorre una riforma radicale che da una parte lo "snellisca" e dall’altra coinvolga direttamente e responsabilmente i 18 parlamentari eletti all’estero. Tutti coloro che lo comporranno, sicuramente in numero inferiore agli attuali, dovranno avere nell’ambito del Consiglio le stesse prerogative. Dovrà essere la "cinghia di trasmissione" tra i vari Comites ed il Parlamento italiano. La sua entità giuridica e di rappresentanza dovrà essere a guisa di organo ausiliario dello Stato come nella fattispecie del Cnel".

Uno degli ultimi punti toccati è stato quello della Prima Conferenza dei giovani italiani e di origine italiana nel mondo. Anche su questo tema vi è stata una grande convergenza di opinione fra i cinque partecipanti all’incontro: un convegno in cui si tracceranno le linee del futuro italiano nel mondo.

"Bene! Il Sottosegretario sta andando sul binario dei miei grandi convegni…", ha osservato alla fine Tremaglia, definito dagli amici del Ctim "grande Maestro di politica per gli italiani nel mondo, ai quali ha dedicato tutta la sua vita e per i cui diritti si è sempre battuto con inesauribile energia e tenacia". (aise)