Intervista
a Vittorio Arrigoni, pacifista rinchiuso nel carcere
di Ramle.
19.11.08
- Infopal
Abbiamo
intervistato Vittorio Arrigoni, attivista dell'International
Solidarity Movement, rapito ieri dalle forze
israeliane mentre si trovava in mare con i
pescatori di Gaza, anch'essi sequestrati e poi
liberati questa mattina.
Al
momento, Vittorio è rinchiuso nel carcere
di Ramle. Si sente un gran frastuono: i suoi compagni
di cella, rifugiati eritrei fuggiti dalla guerra,
stanno guardando una partita.
Come
stai?
Eh,
ora che ho ripreso contatto con il mondo esterno,
meglio...La notizia della liberazione dei 15 pescatori
mi ha tirato su di morale. Ieri avevamo iniziato
uno sciopero della fame, proprio per ottenerne
la scarcerazione...
Ci
racconti cos'è successo ieri mattina? Sai,
un importante quotidiano italiano, che oggi ha
riportato un trafiletto sul vostro sequestro,
ha parlato di pescatori e attivisti "prelevati"
dai militari israeliani...Per il resto, tg e testate
più importanti hanno osservato il silenzio
assoluto.
Altro
che "prelevati"! Si è trattato
di un rapimento, di un sequestro di persona in
piena regola! Eravamo in mare, a 6 miglia nautiche
al largo delle coste di Gaza (per il diritto internazionale
si tratta di acque gazesi, ndr), con tre pescherecci,
quando ci siamo di trovati di fronte una scena
incredibile: navi da guerra, e gommoni Zodiac,
da cui sono spuntate teste di cuoio, militari
incappucciati e armatissimi. Un attacco bellico
in piena regola contro pescatori e pacifisti,
da non crederci! Due pescherecci sono stati subito
bloccati e le persone a bordo sequestrate. Poi,
hanno circondato il nostro. Io mi sono arrampicato
sul tetto della barca e ho cercato di parlare
al capitano: "Che problema vi creano dei
pescatori? Problemi di sicurezza? Di che avete
paura?", ho chiesto. Ma non ne ho ottenuto
risposte. Da dietro le maschere, quegli uomini,
giovanissimi, ci guardavano con occhi che sprizzavano
odio. Un odio animalesco. Li educano all'odio
e al disprezzo verso i palestinesi.
Poi,
com'è andata a finire?
Sono
saltati a bordo, all'arrembaggio. Ho detto loro,
mentre mi puntavano le loro armi contro la testa:
"Allora, uccidetemi!". Mi hanno sparato
contro con una pistola elettrica, la Taser, made
in Usa, che scarica scosse elettriche ad alto
voltaggio, molto pericolose. Poi, hanno cercato
di buttarmi giù dal tetto, temendo di cadere
e rompermi la spina dorsale, mi sono gettato in
mare e ho iniziato a nuotare verso riva, inseguito
dagli spari di proiettili veri. Dopo mezz'ora
non avevo più fiato e mi sono arreso. Mi
hanno portato insieme agli altri nella prigione
di Ashkelon, dove ho assistito a scene allucinanti,
da campo di concentramento: i pescatori sono stati
costretti a spogliarsi e sono stati ammanettati
come criminali e portati via. Dico, dei pescatori!
Io sono finito nella prigione dove tre anni fa
fui rinchiuso e picchiato dai soldati israeliani.
Che brutti ricordi. Ci hanno accolto con pesanti
insulti, ingiurie, risate di scherno...Sono stato
rinchiuso con un altro in un cesso, sì,
in un cesso, un posto schifoso e angusto. Per
spregio, ovviamente. E sono stato tenuto incatenato
alle caviglie.
L'ambasciata
italiana si sta occupando del tuo caso....
Sì,
ho ricevuto la visita del Console. Pensa che si
è rivolto alla direzione carceraria dicendo
loro che avevo il diritto di telefonargli, "secondo
il diritto internazionale". Ha usato questa
espressione, con loro, che del diritto internazionale
e umanitario se ne fanno un baffo....
E
ora, ti manderanno via...
Stiamo
aspettando la sentenza di espulsione...Ho lasciato
tutto nel mio appartamento di Gaza - passaporto,
documenti...E sono molto dispiaciuto per il buon
lavoro che stavamo portando avanti con contadini
e pescatori, che con la nostra espulsione verrà
interrotto.
Che
è esattamente ciò che vogliono...
Già...Cercano
di intimidirci. Sono preoccupato anche per i pescatori,
a cui hanno sequestrato le tre barche...Esse danno
lavoro e sostentamento a circa 50 famiglie. Ma
almeno sono liberi...Altri, prima di loro, hanno
passato mesi in carcere, nel Negev...
Se
vi mandano via, tornerete?
Vorrei
tornare con il prossimo viaggio di Dignity, a
dicembre. Certo, faranno di tutto per impedircelo.
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(http://www.infopal.it/testidet.php?id=9896)