Alla
fiera delle Verita Prigionieri del Silenzio:
almeno 32 000 italiani vivono anche se indirettamente
la detenzione oltre confine
25.01.09
- Il 24 gennaio all'interno del congresso organizzato
all'interno della "Prima giornata nazionale
per la sovranità' monetaria", si
è parlato del "problema giustizia".
Tra gli oratori è intervenuta anche Katia
Anedda, presidente dell'associazione Prigionieri
del Silenzio. La Anedda nel suo intervento ha illustrato
il caso del cittadino italiano Carlo Parlanti, detenuto
da 5 anni negli Usa: uno tra i casi più contestati
e inverosimili degli ultimi tempi. La platea ha
reagito con diverse domande sul caso specifico e
sulle sorti dei sui 3200 italiani posti in detenzione
oltre i confini domestici. Il sentimento diffusosi
tra i presenti è stato quello della forte
vicinanza alla tematica: la detenzione all'estero
è un problema che riguarda tutti.
Presente alla conferenza anche Simona Cenni, coordinatrice
delle donne di Azione Sociale per la Regione Marche.
Simona Cenni ha espresso la sua indignazione per
la vicenda Parlanti, prendendola come esempio di
manifesto classismo da parte dello Stato Italiano,
per il quale esistono cittadini di serie A e di
serie B.
"La vita umana non dovrebbe essere classificata,"
come già aveva espresso l'On. Matteo Salvini
nel corso di una precedente conferenza stampa organizzata
da "Prigionieri del Silenzio" a Palazzo
Marino (sede del Comune di Milano, ndr) e maggiori
manifestazioni dovrebbero essere intraprese in favore
per gli italiani detenuti all'estero.
Il
caso Parlanti, ricorda Simona Cenni nel suo intervento,
dovrebbe far pensare, e ricordare soprattutto
a chi lotta contro la violenza, che non esistono
solo le violenze contro le donne e che un accusa
di falsa violenza e' un crimine di violenza che
colpisce chi e' accusato falsamente. Al contempo
la falsa accusa ripropone, continua la Cenni,
una violenza sulle vere vittime di violenza perché
in tal modo vengono loro tolte risorse di cui
hanno diritto.
"Faccio
politica gratuitamente" ha ribadito Simona
Cenni, "e lo faccio perché ci credo
e appoggerò' sino in fondo la vicenda Parlanti,
a costo di promuovere a suo favore una manifestazione
sotto l'ambasciata americana a Roma. Questo tipo
di ingiustizie", continua, "non devono
essere affossate e si deve trovare un rimedio-
Le prove di innocenza di Parlanti sono schiaccianti
ma soprattutto", sottolinea la Cenni, "ci
sono prove di colpevolezza di altri personaggi
che non vengono perseguiti e se non lo fa la procura
di Ventura, la contea che ha perseguito Parlanti,
lo deve fare qualcun altro, per questo ci rivolgeremo
all'ambasciatore, al fine di intercedere verso
il governo americano".
E'
stato proposto, dato l'interesse dimostrato per
la vicenda Parlanti, la presa in carico del caso
al coordinatore nazionale di Azione Sociale, l'avvocato
Franco Cardiello, al fine di evidenziare i crimini
che sono perseguibili anche a livello europeo.
informazioni:
info@priginieridelsilenzio.it
Katia Anedda +393474170814