Giovani
Brasiliani di origine venete a Verona
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SCOPERTA DEI NOSTRI METODI ENOLOGICI
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14.10.09
- Undici giovani brasiliani di origini Italiana
sono stati per tre settimane a Verona e provincia
nellambito del progetto regionale Vendemmia
2009. Infatti, lAssessorato ai Flussi
Migratori della Regione Veneto ha affidato
al Comune di Verona con il contributo della
Fiera di Verona un progetto formativo nel
settore dellagroalimentare rivolto a giovani
oriundi veneti residenti in Brasile.
Destinatari del corso sono stati proprio 11 discendenti
in linea retta, entro la terza generazione, di
emigrato veneto, di età compresa tra i
18 ed i 39 anni, di ambo i sessi. Questo progetto
è stato realizzato dal CTIM Veneto,
in collaborazione con altre associazioni partner
come lAssociazione Veneti nel Mondo Onlus,
lUGL Coltivatori, lAssociazione Concordia,
lAssociazione Fare Concordia Onlus ed il
Comvers (Comitato das Associacoes Venetas do Rio
Grande do Sul Brasile ). I giovani brasiliani,
tre ragazze e 8 ragazzi, sono giunti a Verona
dal Brasile il 16 settembre e sono ripartiti il
7 ottobre. In questi giorni hanno partecipato
alla vendemmia e visitato aziende e cantine vitivinicole.
Tutti provengono dal Rio Grande do Sul e sono
enologi. La comunità italiana in Brasile
conta oggi circa 5 milioni di oriundi, con insediamenti
diffusi nelle regioni di San Paolo, Rio de Janeiro
e Rio Grande do Sul e Santa Catarina. Proprio
nella regione del Rio Grande do Sul c'è
la concentrazione più alta di discendenti
veneti, più di tre milioni. La coltivazione
della vite fu introdotta dai tedeschi nella regione
ma i primi veri produttori furono gli emigrati
italiani, in gran parte veneti. Questi, viticoltori
per tradizione e vocazione, piantarono i primi
vigneti con varietà di "vitis vinifera",
portata dai paesi nativi.
L'esperienza, però, si concluse con un
fallimento sia a causa delle condizioni ambientali
ed ecologiche poco adatte, sia per le malattie
introdotte con le varietà americane. Ma
non si arresero e, perfezionate le tecnologie,
gli italiani e i loro discendenti portarono le
viti in altri posti del Rio Grande do Sul, impiantando
centri viticoli in Santa Catarina, Paranà,
Uniao da Victoria, Curitiba y Londrina. La viticultura
brasiliana, pur essendo cresciuta significativamente
negli ultimi tempi, è ancora giovane ed
ha, comunque, notevoli margini di miglioramento.
Ma è comunque strettamente legata alla
storia italiana e ai discendenti italiani e veneti.
Per questo motivo il progetto ha una sua origine
storica ben precisa, in quanto la vite è
stata per un secolo e mezzo un mezzo per la comunità
veneta attraverso il quale mantenere un filo diretto
con lItalia. L'obbiettivo principale
del progetto, spiega Massimo Mariotti,
Delegato del CTIM Veneto, è il
riavvicinamento dei giovani veneti con la madrepatria.
Abbiamo voluto creare dei canali comunicativi
importanti con i discendenti veneti nellemisfero
australe. Negli ultimi anni la manodopera della
vendemmia in Veneto è quasi interamente
composta da immigrati dell'est europeo. La tradizione
della raccolta dell'uva si è persa nel
corso degli anni, ma la valenza simbolica della
vendemmia è rimasta inalterata. Pertanto
niente più di un contatto diretto con la
propria terra può garantire una riscoperta
della cultura veneta nei giovani discendenti nellemisfero
australe. Questo percorso, conclude
Mariotti, oltre a possedere una forte
valenza simbolica può essere un importante
incentivo per avviare iniziative imprenditoriali
correlate al mondo del vino. Infatti i partecipanti
al progetto sono stati discendenti veneti residenti
nellemisfero australe che già operano
nel settore vitivinicolo.
Molto soddisfatti dellesperienza vissuta
a Verona sono stati anche i giovani brasiliani.
Questa esperienza, afferma,
in un ottimo italiano, Bruna Cristofoli, 23 anni,
italo brasiliana, di origini Veronesi, enologa
e residente nella ridente cittadina di Bento Goncalves
nella Serra Gaucha, mi ha arricchito
molto. Con questo viaggio professionale e culturale
ho unito lutile al dilettevole. Innanzitutto
ho potuto conoscere ed apprezzare Verona ed alcune
zone della sua provincia che avevo soltanto sentito
nominare. Poi ho avuto modo di apprendere le vostre
tecniche di lavorazione delluva. Ma soprattutto
quelle di produzione del passito. Per la mia professione
il tutto è stato molto utile. Ritorno in
Brasile, conclude, con un bagaglio
professionale certamente più qualificato.
Massimo
MARIOTTI
Delegato
CTIM Veneto