Mondo
/
Notizie MO |Amb. e Cons. Italiani nel mondo |Italiani nel Mondo |Arte e Scienza |Medicina e Salute |Sport | Spettacolo |Varie |Links
     
     

Regresar
del -
Fondato, Edito e Diretto in Santo Domingo da Giovanni GARIBALDI - 1997 -


Da una ricerca della Dartmouth University
Diciottenni ancora immaturi

L'età della ragione non inizia con il diciottesimo anno di età, ma molto più avanti. Tutta colpa del cervello.

STATI UNITI, 12.02.06 - Da che mondo è mondo si guarda al raggiungimento della maggiore età come a un traguardo, una data che segna il passaggio dall' età spensierata a quella responsabile, adulta. Tuttavia, uno studio americano condotto sui ragazzi che frequentano il primo anno di college ha dimostrato che in realtà il cervello di un diciottenne è ancora molto lontano dalla maturità.

LO STUDIO - I ricercatori della Dartmouth University hanno messo a confronto un gruppo di studenti 18enni con un gruppo di soggetti di età compresa tra i 25 e i 35 anni, tenendo sotto osservazione il loro cervello. L' analisi ha dimostrato che nel medesimo arco temporale il cervello dei più giovani ha subito dei cambiamenti, sviluppandosi in modo significativo e rivelandosi molto diverso dal cervello dei ragazzi più grandi.

CERVELLO IN CRESCITA - Questo starebbe quindi a indicare che a 18 anni le esperienze cognitive, sociali ed emotive sono ancora in grado di modificare la materia grigia, che verso i 25 si presenta invece meno "elastica" e plasmabile. Gli psicologi hanno spiegato che le aree cerebrali che si sono rivelate più soggette a questo tipo di evoluzione sono quelle in cui si suppone che avvenga l' integrazione tra emozioni e pensiero razionale. Inoltre, tali cambiamenti corrisponderebbero a una maggiore consapevolezza, a una presa di coscienza dei propri sentimenti e delle proprie sensazioni, nonché a una maggiore capacità di organizzare e integrare le informazioni sensoriali percepite dai soggetti in questione. In seguito a questa evoluzione l' individuo sarà in grado di elaborare la giusta risposta comportamentale ed emozionale anche per le nuove esperienze, e solo allora - quando il suo cervello smetterà di "crescere" - potrà dirsi finalmente adulto.