Da
una ricerca della Dartmouth University
Diciottenni
ancora immaturi
L'età
della ragione non inizia con il
diciottesimo anno di età,
ma molto più avanti. Tutta
colpa del cervello.
STATI
UNITI, 12.02.06 - Da che mondo
è mondo si guarda al raggiungimento
della maggiore età come
a un traguardo, una data che segna
il passaggio dall' età
spensierata a quella responsabile,
adulta. Tuttavia, uno studio americano
condotto sui ragazzi che frequentano
il primo anno di college ha dimostrato
che in realtà il cervello
di un diciottenne è ancora
molto lontano dalla maturità.
LO STUDIO - I ricercatori
della Dartmouth University hanno
messo a confronto un gruppo di
studenti 18enni con un gruppo
di soggetti di età compresa
tra i 25 e i 35 anni, tenendo
sotto osservazione il loro cervello.
L' analisi ha dimostrato che nel
medesimo arco temporale il cervello
dei più giovani ha subito
dei cambiamenti, sviluppandosi
in modo significativo e rivelandosi
molto diverso dal cervello dei
ragazzi più grandi.
CERVELLO IN CRESCITA -
Questo starebbe quindi a indicare
che a 18 anni le esperienze cognitive,
sociali ed emotive sono ancora
in grado di modificare la materia
grigia, che verso i 25 si presenta
invece meno "elastica"
e plasmabile. Gli psicologi hanno
spiegato che le aree cerebrali
che si sono rivelate più
soggette a questo tipo di evoluzione
sono quelle in cui si suppone
che avvenga l' integrazione tra
emozioni e pensiero razionale.
Inoltre, tali cambiamenti corrisponderebbero
a una maggiore consapevolezza,
a una presa di coscienza dei propri
sentimenti e delle proprie sensazioni,
nonché a una maggiore capacità
di organizzare e integrare le
informazioni sensoriali percepite
dai soggetti in questione. In
seguito a questa evoluzione l'
individuo sarà in grado
di elaborare la giusta risposta
comportamentale ed emozionale
anche per le nuove esperienze,
e solo allora - quando il suo
cervello smetterà di "crescere"
- potrà dirsi finalmente
adulto.