Ricerca
della Società Italiana
di Andrologia
E'
boom di sesso "dopato"
in Italia
Giovani perfettamente sani tra
i 20 e i 35 anni chiedono sempre
di più aiuto ai farmaci
per stupire la partner con super-prestazioni
MILANO, 12.02.06 - In Italia c'è
un boom di "sesso dopato"
tra i giovani.
Hanno magari solo 20 anni e sono
sani ma vivono i rapporti intimi
come una gara. E così vanno
dall'andrologo, o navigano in
Internet, alla ricerca di un farmaco
per stupire la partner. A lanciare
l'allarme, oggi a Milano in occasione
di un'incontro promosso da Pfizer
(produttrice del Viagra), sono
gli esperti della Societá
italiana di andrologia (Sia).
"Da un'indagine condotta
attraverso la distribuzione di
questionari a circa mille specialisti
della Penisola - ha riferito Bruno
Giammusso, segretario Sia e responsabile
del Servizio di Andrologia chirurgica
dell'universitá di Catania
- risulta che le cosiddette richieste
atipiche, quelle cioè di
chi vuole una pillola anti-impotenza
pur non avendone bisogno, riguardano
quasi il 10% degli uomini visitati
dall'andrologo".
L'IDENTIKIT - Ecco l'identikit
dei non-malati che cercano un
aiuto farmacologico per una super-prestazione:
"Tra i 20 ai 35 anni - spiega
Giammusso - , senza connotazione
geografica particolare, va dall'andrologo
da solo, senza una partner, e
fa richieste molto precise: sa
perfettamente di non avere alcun
disturbo, ma insegue la performance
stupefacente chiedondo un farmaco".
Ma il vero problema è un
altro: "Questi giovani cercano
di reperire i medicinali che vogliono
per vie alternative, vendita online
o consigli di figure parallele
ai veri esperti". Così
facendo "sfuggono al medico",
lasciando immaginare un sottobosco
di richieste che non arriva all'andrologo
e un fenomeno dai numeri assai
più grandi di quanto non
si riesca ora a calcolare.
I RISCHI - "Il messaggio
che vogliamo dare", prosegue
lo specialista, "è
quello di rivolgersi sempre al
medico per questo tipo di problemi.
Il medico non è solo un
dispensatore di farmaci, ma anche
e soprattutto di informazioni
e saprà dirimere quali
sono i casi in cui un aiuto è
necessario, fosse solo per superare
qalche problema psicologico".
E prosegue Giammuso: "Ma
prendere questi farmaci senza
porsi domande può innescare
due ordini di problemi. Il primo
è la possibilità
di effetti collaterali, anche
se piuttosto infrequenti tra i
giovani. Il secondo, e molto più
insidioso, è lo sviluppo
di una dipendenza psicologica.
In questo caso chi comincia prendere
il farmaco senza motivo rischia,
se non assistito, di pensare di
non potercela più fare
da solo e così il farmaco
rischia di diventare una specie
condanna".