Obesità
e attività motoria per
vivere in modo sano
Leccessivo
peso corporeo spesso è
alla base dellinsorgere
di patologie e disfunzioni
23.03.06
- Il BMI (indice di massa corporea)
che è il rapporto che
cè tra peso (in
kg.) e altezza al quadrato (metri)
è il valore più
indicativo del peso ottimale,
del soprappeso e dellobesità
di medio ed alto grado. Sono
state proprio le Compagnie di
Assicurazione sulla vita degli
USA che hanno scoperto, su basi
statistiche che i grandi obesi
vivono DI meno dei magri. Di
conseguenza hanno istituito
una sorte di contratto basato
sul peso corporeo, in cui i
grassi pagano di
più dei magri.
Lindice
di massa corporea non ci fornisce
tuttavia le informazioni sul
grasso totale così come
è distribuito sul corpo.
E ciò è importante
saperlo perché un eccesso
di grasso addominale è
gravato da maggior problemi
di salute. Ora un modo per misurare
la distribuzione del grasso
è la circonferenza della
vita, un parametro che non è
correlato allaltezza e
che ci fornisce un metodo semplice
e allo stesso tempo pratico
per identificare i soggetti
in soprappeso che sono a rischio
di malattie associate allobesità.
Anche SE il loro BMI è
nella norma una circonferenza
della vita superiore a 94-102
cm. nelluomo o 70-88 nella
donna testimonia un eccesso
di grasso addominale. La misurazione
della circonferenza della vita
permette di distinguere due
tipi di obesità: androide
e ginoide. I soggetti con una
distribuzione del tessuto adiposo
di tipo androide (forma a mela)
hanno la maggior parte del grasso
intraddominale e localizzato
intorno allo stomaco e al petto:
sono quelli che rischiano maggiormente
di sviluppare malattie collegate
allobesità. È
questa la forma a mela
più frequente nelluomo.
Lobesità ginoide,
più frequente ma non
esclusiva della donna, presenta
una distribuzione del grasso
(forma a pera) più
evidente attorno ai fianchi,
alle cosce e al sedere. I soggetti,
più di altri, presentano
rischi alti di andare incontro
a malattie osteoarticolari.
Il differente effetto che gli
ormoni steroidei hanno sul tessuto
adiposo, ci offre una spiegazione
dellobesità a mela
degli uomini e di quella a pera
delle donne; il testosterone
riduce il numero degli adipociti;
gli estrogeni portano ad un
aumento sia del numero che del
volume delle cellule lipidiche
nella parte bassa del corpo;
il cortisolo ha invece un effetto
contrario perché aumenta
il numero di adipociti nella
parte alta del corpo. Studi
recenti hanno stabilito con
certezza il ruolo determinante
svolto da fattori genetici nellinstaurarsi
dellobesità anche
se nelleziologia sono
altrettanto importanti i fattori
psicologici. È ben noto
il grande mangiatore impulsivo
che usa il cibo per nascondere
i propri sentimenti di ansia,
insicurezza, depressione, solitudine,
tensione, stress. Il cibo è
in questi casi una vera e propria
arma di difesa. La nevrosi del
mangiare è caratterizzata
dal fatto di non riuscire a
seguire una dieta o un comportamento
alimentare autodefinito con
conseguenti problemi di linea
estetica e di salute.
Si
differenzia dalla bulimia vera
e propria in quanto la persona,
non sente un irrefrenabile voglia
di mangiare abbuffandosi
e inoltre perché non
compie latto compulsivo
di rimettere usando
rimedi artificiali (dita in
gola). La nevrosi del mangiatore
ha in comune con la bulimia
lidea frequente di pensare
al cibo come imperdibile
evento gratificante e penalizzante
a cui non si riesce assolutamente
a rinunciare. Sopraggiunge poi
un insopportabile piccola depressione,
agitazione e senso di insoddisfazione.
Il problema vero consiste nel
riuscire a dirottare linconscio
della persona dal binomio mangiare
= gratificazione appagante.
Solo così si chiude questa
errata modalità di affrontare
un problema di ansia. Lo stesso
succede per i fumatori incalliti.
Quando smettono di fumare non
si gettano forse sul cibo ingrassando,
in un gran numero di casi, oltre
misura? La battaglia per contrastare
il soprappeso e lobesità
può essere vinta sia
con la dieta ma anche introducendo
lattività fisica
nello stile di vita. Questa
può essere raggiunta
tramite un esercizio aerobico
quotidiano (camminare, correre,
andare in bicicletta etc.).
Il mezzo più efficace
per ottenere un deficit calorico
è rappresentato da una
giusta combinazione di dieta
(ridotte entrate caloriche)
ed esercizio (aumento delle
uscite caloriche), facendo attenzione
che il deficit non superi le
1000 kcal al giorno e controllando
che la dieta sia ben bilanciata,
con un adeguato apporto di carboidrati,
grassi, proteine, vitamine,
sali minerali e acqua. In questo
modo si evita il rischio che
la perdita di peso coinvolga
il tessuto muscolare magro piuttosto
che il tessuto adiposo. È
importante che lattività
fisica venga svolta ad un intensità
medio bassa, al fine di permettere
una lunga durata dellesercizio
stesso; infatti nella corsa,
ad esempio, il tempo e la distanza
percorsa sono molto più
importanti della velocità,
al fine di ottenere un elevato
dispendio energetico. Un allenamento
di resistenza porterà
ad un abbassamento della glicemia
con conseguente riduzione della
produzione insulinica e maggiore
attivazione della lipasi enzimatica,
che catalizza la scissione tra
trigliceridi in acidi grassi
liberi e glicerolo. Con una
frequenza di almeno tre sedute
a settimana è consigliabile
scegliere tra le attività
cicliche, come il camminare,
correre, pedalare, nuotare.
Lincremento del metabolismo
basale dovuto allesercizio
fisico si protrae fino a dodici
ore dalla fine dello stesso.
Per sconfiggere lobesità
non ci sono scorciatoie, non
esistono diete miracolose o
alimenti speciali ma solo diete
unite ad un incremento dellattività
fisica.
Aldo Ercoli
(fonte: Ortica del Venerdi)