Heavy
user? Occhi a rischio
Aumentano
gli studi che indicano la pericolosità
di un problema noto agli esperti
del settore ma spesso trascurato
proprio dagli utenti che sono
più esposti. Il punto
Roma,
03.04.06 - Ormai è un
dato di fatto: passare lunghe
ore fissando il monitor del
proprio computer, a casa o in
ufficio, può causare
disturbi più o meno gravi,
che spesso vengono sottovalutati
e si diffondono nonostante il
crescente ricorso ai monitor
LCD, meno dannosi di quelli
"tradizionali", con
il tubo catodico.
A
mettere in guardia sui rischi
si moltiplicano le ricerche
che evidenziano come l'utente,
oltre a dover fissare il monitor
per ore, sia anche spinto, a
causa del ritmo di lavoro, a
non prendersi cura dei propri
occhi come dovrebbe. Un dato
confermato nei giorni scorsi
dal Congresso degli Optometristi,
dove è emerso che l'88
per cento degli adulti soffre
di affaticamento agli occhi
nell'uso del computer, spesso
per negligenza o ignoranza del
problema.
Un
esempio di problematiche da
"stress oculare" era
stato esaminato nei mesi scorsi
dai ricercatori della "Ohio
State University", che
avevano sottoposto un campione
di 10 individui sani ad una
prova che consisteva nell'osservare
un punto nero sullo schermo.
In molti hanno ridotto la frequenza
di chiusura delle palpebre fino
sole 4 volte al minuto, quando
per evitare irritazioni e sensazioni
di fastidio sarebbe ottimale
una frequenza di 15 volte al
minuto.
Per
quanto riguarda gli individui
che invece soffrono già
di problemi alla vista si profilerebbero,
secondo la "Scuola di Medicina
Toho dell'Università
di Tokio", problemi ancora
più gravi come il temutissimo
glaucoma, una patologia che
colpisce il nervo ottico e che
in certi casi porta alla cecità
totale.
Il
problema della salvaguardia
dell'occhio si sta rivelando
molto delicato, e in futuro
potrebbe esserlo ancora di più,
se si affermeranno tecnologie
come quelle che sfruttano proprio
gli occhi per creare un'interfaccia
utile con il computer. Esempi
ce ne sono molti, come quello
della svedese Tobii Technology,
che sta sviluppando un apparato
che permette di agire sul computer
tramite una sorta di "eye-tracker",
strumento che rileva la posizione
delle pupille in tempo reale.
Gli
studiosi auspicano che, a fronte
delle crescenti evidenze di
problemi oftalmici causati da
un uso errato o eccessivo degli
strumenti informatici, si crei
una nuova collaborazione tra
industria e ambienti della ricerca
perché si affermi una
nuova cultura per la tutela
di questi delicatissimi organi.