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Fondato, Edito e Diretto in Santo Domingo da Giovanni GARIBALDI - 1997 -


"Siamo in piena rivoluzione asessuale"
I maschi a rischio di "anoressia sessuale"
Gli andrologi: "Sono quelli cresciuti bombardati da immagini femminili senza veli e senza tabù". A 35 anni "pace dei sensi"


MILANO, 16.05.06 - Giovani stanchi del sesso, che manifestano la difficoltá nelle relazioni amorose con vari sintomi: dall'eiaculazione precoce al calo della libido . Sono quelli affetti dalla cosiddetta "anoressia sessuale".
Il fenomeno è stato denunciato in Francia dal quotidiano Le Figarò.
"Ma, non c'è dubbio che riguardi anche i giovani uomini italiani".
A sostenerlo è stato il presidente della Società Italiana di Andrologia (Sia) Vincenzo Gentile a Milano, a margine della presentazione della Settimana della prevenzione andrologica in programma in 200 centri della Penisola dal 5 al 10 giugno. Gli anoressici sessualisono in genere soggetti emancipati e "libertini", che fin da giovanissimi, crescono bombardati da immagini femminili senza veli nè tabù. Ma a 25-35 anni, quando si trovano a fare i conti con i problemi dell'amore adulto, di rapporti intimi non ne possono più. Imboccano il tunnel di una pace dei sensi anticipata.

CAMBIA IL CONCETTO DI IMPOTENZA - "Si tratta di una tendenza che la Sia sta registrando da tempo - spiega l'esperto - Ed è anche per questo che dal concetto di disfunzione erettile maschile, l'impotenza vera e propria che riguarda circa il 12% dei maschi del Belpaese, siamo passati a quello di disagio sessuale". "E', questo, un quadro dai contorni più sfumati. Una condizione complessa e legata a più fattori, che secondo i nostri studi riguarda quasi un uomo italiano su tre".
Da un lato il problema è "fisiologico", legato ai disturbi medici che si nascondono dietro il disagio sessuale. Ma dall'altro è "sociale", assicura Gentile. La prima ragione all'origine di questa "verginità di ritorno o rivoluzione asessuale", come l'hanno ribattezzata gli specialisti, è da ricercarsi, secondo l'andrologo, nella "precocità dei rapporti intimi". "La liberalizzazione dei costumi da un lato ha giovato moltissimo - ammette il numero uno della Sia - ma dall'altro ha portato allo scoperto una grave lacuna: i tabù sono caduti, ma i giovanissimi che si affacciano al sesso crescono senza svilupparne una conoscenza vera e propria. Sanno poco del proprio corpo, e quando sono chiamati a vivere un rapporto affettivo profondo, con tutte le difficoltá e le incomprensioni derivanti dalla dimensione di coppia, sono impreparati". Un pò come adolescenti diventati grandi senza maturare davvero. Ed "è a questo punto che il disagio scoppia", dice Gentile. Ma "dietro al calo del desiderio c'è anche l'immagine della donna diffusa dalla pubblicitá e dai media. Di fronte a tentazioni continue, il giovane maschio cresce abituandosi a frenare i propri istinti. Si innesca così una cascata di neurormoni dell'inibizione, che li porta a bloccarsi anche quando potrebbero lasciarsi andare".

EMANCIPAZIONE FEMMINILE - Non solo. "L'emancipazione femminile ha in un certo senso deresponsabilizzato l'uomo - continua l'andrologo - È venuto meno il ruolo maschile di capofamiglia da cui dipende il sostentamento di partner e figli, i due sessi si sono ritagliati ruoli distinti e difficili da ricongiungere" in una vita sessuale sana. "Tra maschio e femmina, infine, esiste un gap di 10 anni: se a 30 anni la donna si è realizzata professionalmente e si sente pronta a creare una famiglia, l'uomo è disposto ad accontentarla solo dai 40 anni in poi". Alla luce di tutto questo, conclude Gentile, "servono prevenzione ed educazione fin sui banchi di scuola. Ed è questo il difficile ruolo dell'andrologia moderna".