"Siamo
in piena rivoluzione asessuale"
I
maschi a rischio di "anoressia
sessuale"
Gli andrologi: "Sono quelli
cresciuti bombardati da immagini
femminili senza veli e senza
tabù". A 35 anni
"pace dei sensi"
MILANO, 16.05.06 - Giovani stanchi
del sesso, che manifestano la
difficoltá nelle relazioni
amorose con vari sintomi: dall'eiaculazione
precoce al calo della libido
. Sono quelli affetti dalla
cosiddetta "anoressia sessuale".
Il fenomeno è stato denunciato
in Francia dal quotidiano Le
Figarò.
"Ma, non c'è dubbio
che riguardi anche i giovani
uomini italiani".
A sostenerlo è stato
il presidente della Società
Italiana di Andrologia (Sia)
Vincenzo Gentile a Milano, a
margine della presentazione
della Settimana della prevenzione
andrologica in programma in
200 centri della Penisola dal
5 al 10 giugno. Gli anoressici
sessualisono in genere soggetti
emancipati e "libertini",
che fin da giovanissimi, crescono
bombardati da immagini femminili
senza veli nè tabù.
Ma a 25-35 anni, quando si trovano
a fare i conti con i problemi
dell'amore adulto, di rapporti
intimi non ne possono più.
Imboccano il tunnel di una pace
dei sensi anticipata.
CAMBIA IL CONCETTO DI IMPOTENZA
- "Si tratta di una tendenza
che la Sia sta registrando da
tempo - spiega l'esperto - Ed
è anche per questo che
dal concetto di disfunzione
erettile maschile, l'impotenza
vera e propria che riguarda
circa il 12% dei maschi del
Belpaese, siamo passati a quello
di disagio sessuale". "E',
questo, un quadro dai contorni
più sfumati. Una condizione
complessa e legata a più
fattori, che secondo i nostri
studi riguarda quasi un uomo
italiano su tre".
Da un lato il problema è
"fisiologico", legato
ai disturbi medici che si nascondono
dietro il disagio sessuale.
Ma dall'altro è "sociale",
assicura Gentile. La prima ragione
all'origine di questa "verginità
di ritorno o rivoluzione asessuale",
come l'hanno ribattezzata gli
specialisti, è da ricercarsi,
secondo l'andrologo, nella "precocità
dei rapporti intimi". "La
liberalizzazione dei costumi
da un lato ha giovato moltissimo
- ammette il numero uno della
Sia - ma dall'altro ha portato
allo scoperto una grave lacuna:
i tabù sono caduti, ma
i giovanissimi che si affacciano
al sesso crescono senza svilupparne
una conoscenza vera e propria.
Sanno poco del proprio corpo,
e quando sono chiamati a vivere
un rapporto affettivo profondo,
con tutte le difficoltá
e le incomprensioni derivanti
dalla dimensione di coppia,
sono impreparati". Un pò
come adolescenti diventati grandi
senza maturare davvero. Ed "è
a questo punto che il disagio
scoppia", dice Gentile.
Ma "dietro al calo del
desiderio c'è anche l'immagine
della donna diffusa dalla pubblicitá
e dai media. Di fronte a tentazioni
continue, il giovane maschio
cresce abituandosi a frenare
i propri istinti. Si innesca
così una cascata di neurormoni
dell'inibizione, che li porta
a bloccarsi anche quando potrebbero
lasciarsi andare".
EMANCIPAZIONE FEMMINILE
- Non solo. "L'emancipazione
femminile ha in un certo senso
deresponsabilizzato l'uomo -
continua l'andrologo - È
venuto meno il ruolo maschile
di capofamiglia da cui dipende
il sostentamento di partner
e figli, i due sessi si sono
ritagliati ruoli distinti e
difficili da ricongiungere"
in una vita sessuale sana. "Tra
maschio e femmina, infine, esiste
un gap di 10 anni: se a 30 anni
la donna si è realizzata
professionalmente e si sente
pronta a creare una famiglia,
l'uomo è disposto ad
accontentarla solo dai 40 anni
in poi". Alla luce di tutto
questo, conclude Gentile, "servono
prevenzione ed educazione fin
sui banchi di scuola. Ed è
questo il difficile ruolo dell'andrologia
moderna".