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Fondato, Edito e Diretto in Santo Domingo da Giovanni GARIBALDI - 1997 -

Notizie 2004

11 settembre 2001 - 2004

L’ 11 settembre 2001 gli Stati Uniti vennero colpiti da un attacco terroristico di sconvolgenti dimensioni, lanciato contro i simboli del potere politico ed economico. In un’ agghiacciante sequenza, tre aerei di linea vennero sequestrati da commando suicidi e scagliati, nel breve arco di tempo di un’ ora (dalle 8,45 alle 9,43) con tutto il loro carico umano contro le Torri Gemelle del World Trade Center di New York e la sede del ministero della Difesa americano, il Pentagono. Un quarto aereo dirottato, dopo aver solcato i cieli alla ricerca di un ulteriore obbiettivo (forse Camp David, la residenza estiva del presidente, forse la Casa Bianca o addirittura lo stesso Bush, in viaggio verso Washington a bordo dell’ aereo presidenziale) precipitò al suolo nei dintorni di Pittsburgh alle 10,47. Dopo lo schianto del primo aereo contro la torre nord del World Trade Center, l’ attacco venne ripreso e trasmesso in tutto il mondo dalle televisioni. Centinaia di milioni di persone assistettero così in diretta al violento impatto del secondo aereo contro la torre sud e poi, tra le 10 e le 10,27, al crollo delle due torri che travolse migliaia di persone e coprì Manhattan di uno spesso strato di polvere e fumo. L’ attacco terroristico causò molti morti (più di tremila secondo le fonti ufficiali) e centinaia di feriti, lasciando il paese in uno stato di profondo shock. Per limitare i nefasti effetti dell’ attentato, la Borsa di Wall Street rimase chiusa per alcuni giorni. L’ azione, non rivendicata, venne subito attribuita al radicalismo islamico e a uno dei suoi principali esponenti: Osama Bin Laden.

6.30 Una nuova strategia mondiale

Dopo l’ attentato dell’ 11 settembre 2001 la lotta contro il terrorismo diventò la preoccupazione principale dell’ amministrazione statunitense. Il presidente Bush lanciò una campagna diplomatica volta a ottenere il più ampio sostegno internazionale per un’ energica offensiva contro l’ organizzazione Al Qaeda di Osama Bin Laden, ritenuto il mandante dell’ attacco terroristico, e l’ Afghanistan che ne ospitava le basi. Bush ottenne il sostegno, oltre che degli alleati della NATO (che attivò il meccanismo di solidarietà militare previsto dall’ articolo 5 dell’ organizzazione), di moltissimi altri paesi. Alla coalizione capeggiata da Washington si aggiunse anche il Pakistan, sino ad allora il maggior alleato dei taliban. Fallito l’ ultimo tentativo diplomatico con il rifiuto di Kabul di consegnare Bin Laden, il 7 ottobre la coalizione capeggiata dagli Stati Uniti lanciò contro l’ Afghanistan l ’operazione “Enduring Freedom” (“Libertà duratura”), rivolta ad annientare la macchina bellica dei taliban e a favorire l’ instaurazione di un regime moderato nel paese.

Il 12 ottobre si diffuse negli Stati Uniti l’ allarme batteriologico; nelle redazioni di diversi giornali e reti televisive vennero infatti recapitate lettere contenenti spore di Bacillus antrax, agente responsabile del carbonchio. Diverse furono le persone contagiate e cinque le vittime. Tracce del bacillo vennero rinvenute nell’ edificio del Senato e anche la Camera dei rappresentanti fu evacuata e chiusa per una settimana. Dalle indagini non emersero collegamenti con il terrorismo fondamentalista islamico, ma con organizzazioni estremiste di destra statunitensi. Il governo di Washington rafforzò le misure di sicurezza; dopo centinaia di arresti sui quali venne mantenuta un’ assoluta segretezza, il presidente Bush firmò un decreto che istituiva tribunali militari speciali per i cittadini stranieri sospettati di terrorismo.

Nell’ arco di pochi mesi la nuova amministrazione statunitense ridisegnò completamente il quadro strategico e quello dei rapporti diplomatici con i suoi alleati e con il resto del pianeta. Nel discorso sullo stato dell’ Unione, pronunciato il 29 gennaio 2002, il presidente Bush pose la lotta al terrorismo al centro dell’ attività del suo governo; secondo la nuova strategia, gli Stati Uniti avrebbero dovuto promuovere e guidare una lotta senza quartiere sia contro le organizzazioni terroriste, sia contro gli stati sospettati di favorirne l’ azione. Tra quelli considerati “stati canaglia” dall’ amministrazione americana, Bush ne menzionò esplicitamente tre (Iraq, Iran e Corea del Nord), accomunandoli sotto l’ etichetta di “asse del male” e accusandoli di perseguire lo sviluppo di armi di distruzione di massa. Nei mesi successivi Washington concentrò la sua offensiva diplomatica contro l’ Iraq. La nuova politica di Bush si scontrò in diverse occasioni con gli alleati europei – in particolare con la Germania e con la Francia, anche per la svolta compiuta nei confronti della crisi israelo - palestinese, che aveva visto l’ amministrazione statunitense schierarsi apertamente al fianco del premier israeliano Ariel Sharon – ma infine prevalse: a sancire l’ affermazione della visione strategica fu il nuovo ruolo assegnato alla NATO e l’ allargamento dell’ alleanza ai paesi dell’ Est europeo.

La crisi internazionale determinata dagli effetti degli attentati dell’ 11 settembre ebbe l’ effetto di far passare in secondo piano la situazione economica del paese, che nonostante una serie di interventi della Federal Reserve registrava un forte rallentamento. A ostacolare la ripresa economica intervennero anche una serie di gravi scandali finanziari (e in particolare, nel dicembre 2001, quello della Enron, gigante texano del settore energetico), che assestarono un duro colpo alla credibilità del mercato borsistico statunitense e internazionale. Il fallimento della Enron, il più grave della storia statunitense, coinvolse non solo un’ importante società di revisione, la Arthur Andersen, ma lo stesso governo di Washington, di cui il presidente della società texana, Kenneth Lay, era stato un importante sostenitore. Il caso Enron, diventato in poche settimane uno scandalo di enorme portata, provocò un grave scontro tra le due principali istituzioni statunitensi, il Congresso e la Casa Bianca; in seguito al rifiuto di consegnare alle commissioni parlamentari gli atti relativi al rapporto intercorso tra la presidenza e la Enron, il General Accounting Office (una sorta di “corte dei conti”, formata però da parlamentari) avviò infatti, per la prima volta nella storia del paese, una formale causa contro il governo davanti al Tribunale di Washington.

Agli inizi del 2002 la pubblicazione di alcune foto dei prigionieri catturati in Afghanistan e rinchiusi nella base militare di Guantánamo, a Cuba, sollevò le proteste delle organizzazioni per i diritti umani, che invocarono il rispetto della convenzione di Ginevra (vedi Croce rossa internazionale). L ’amministrazione statunitense accolse solo in parte gli appelli, riconoscendo lo status di prigionieri di guerra ai taliban ma non ai membri di Al Qaeda, l’organizzazione di Osama Bin Laden.

Ricordatevi sempre dell' 11 settembre 2001

11 settembre 2001

Cronologia
Commisione d' Inchiesta
Freedom Tower al posto delle torri
Foto della tragedia