11
settembre
2001
-
2004
L
11
settembre
2001
gli
Stati
Uniti
vennero
colpiti
da
un
attacco
terroristico
di
sconvolgenti
dimensioni,
lanciato
contro
i
simboli
del
potere
politico
ed
economico.
In
un
agghiacciante
sequenza,
tre
aerei
di
linea
vennero
sequestrati
da
commando
suicidi
e
scagliati,
nel
breve
arco
di
tempo
di
un
ora
(dalle
8,45
alle
9,43)
con
tutto
il
loro
carico
umano
contro
le
Torri
Gemelle
del
World
Trade
Center
di
New
York
e
la
sede
del
ministero
della
Difesa
americano,
il
Pentagono.
Un
quarto
aereo
dirottato,
dopo
aver
solcato
i
cieli
alla
ricerca
di
un
ulteriore
obbiettivo
(forse
Camp
David,
la
residenza
estiva
del
presidente,
forse
la
Casa
Bianca
o
addirittura
lo
stesso
Bush,
in
viaggio
verso
Washington
a
bordo
dell
aereo
presidenziale)
precipitò
al
suolo
nei
dintorni
di
Pittsburgh
alle
10,47.
Dopo
lo
schianto
del
primo
aereo
contro
la
torre
nord
del
World
Trade
Center,
l
attacco
venne
ripreso
e
trasmesso
in
tutto
il
mondo
dalle
televisioni.
Centinaia
di
milioni
di
persone
assistettero
così
in
diretta
al
violento
impatto
del
secondo
aereo
contro
la
torre
sud
e
poi,
tra
le
10
e
le
10,27,
al
crollo
delle
due
torri
che
travolse
migliaia
di
persone
e
coprì
Manhattan
di
uno
spesso
strato
di
polvere
e
fumo.
L
attacco
terroristico
causò
molti
morti
(più
di
tremila
secondo
le
fonti
ufficiali)
e
centinaia
di
feriti,
lasciando
il
paese
in
uno
stato
di
profondo
shock.
Per
limitare
i
nefasti
effetti
dell
attentato,
la
Borsa
di
Wall
Street
rimase
chiusa
per
alcuni
giorni.
L
azione,
non
rivendicata,
venne
subito
attribuita
al
radicalismo
islamico
e
a
uno
dei
suoi
principali
esponenti:
Osama
Bin
Laden.
6.30
Una
nuova
strategia
mondiale
Dopo
l
attentato
dell
11
settembre
2001
la
lotta
contro
il
terrorismo
diventò
la
preoccupazione
principale
dell
amministrazione
statunitense.
Il
presidente
Bush
lanciò
una
campagna
diplomatica
volta
a
ottenere
il
più
ampio
sostegno
internazionale
per
un
energica
offensiva
contro
l
organizzazione
Al
Qaeda
di
Osama
Bin
Laden,
ritenuto
il
mandante
dell
attacco
terroristico,
e
l
Afghanistan
che
ne
ospitava
le
basi.
Bush
ottenne
il
sostegno,
oltre
che
degli
alleati
della
NATO
(che
attivò
il
meccanismo
di
solidarietà
militare
previsto
dall
articolo
5
dell
organizzazione),
di
moltissimi
altri
paesi.
Alla
coalizione
capeggiata
da
Washington
si
aggiunse
anche
il
Pakistan,
sino
ad
allora
il
maggior
alleato
dei
taliban.
Fallito
l
ultimo
tentativo
diplomatico
con
il
rifiuto
di
Kabul
di
consegnare
Bin
Laden,
il
7
ottobre
la
coalizione
capeggiata
dagli
Stati
Uniti
lanciò
contro
l
Afghanistan
l
operazione
Enduring
Freedom
(Libertà
duratura),
rivolta
ad
annientare
la
macchina
bellica
dei
taliban
e
a
favorire
l
instaurazione
di
un
regime
moderato
nel
paese.
Il
12
ottobre
si
diffuse
negli
Stati
Uniti
l
allarme
batteriologico;
nelle
redazioni
di
diversi
giornali
e
reti
televisive
vennero
infatti
recapitate
lettere
contenenti
spore
di
Bacillus
antrax,
agente
responsabile
del
carbonchio.
Diverse
furono
le
persone
contagiate
e
cinque
le
vittime.
Tracce
del
bacillo
vennero
rinvenute
nell
edificio
del
Senato
e
anche
la
Camera
dei
rappresentanti
fu
evacuata
e
chiusa
per
una
settimana.
Dalle
indagini
non
emersero
collegamenti
con
il
terrorismo
fondamentalista
islamico,
ma
con
organizzazioni
estremiste
di
destra
statunitensi.
Il
governo
di
Washington
rafforzò
le
misure
di
sicurezza;
dopo
centinaia
di
arresti
sui
quali
venne
mantenuta
un
assoluta
segretezza,
il
presidente
Bush
firmò
un
decreto
che
istituiva
tribunali
militari
speciali
per
i
cittadini
stranieri
sospettati
di
terrorismo.
Nell
arco
di
pochi
mesi
la
nuova
amministrazione
statunitense
ridisegnò
completamente
il
quadro
strategico
e
quello
dei
rapporti
diplomatici
con
i
suoi
alleati
e
con
il
resto
del
pianeta.
Nel
discorso
sullo
stato
dell
Unione,
pronunciato
il
29
gennaio
2002,
il
presidente
Bush
pose
la
lotta
al
terrorismo
al
centro
dell
attività
del
suo
governo;
secondo
la
nuova
strategia,
gli
Stati
Uniti
avrebbero
dovuto
promuovere
e
guidare
una
lotta
senza
quartiere
sia
contro
le
organizzazioni
terroriste,
sia
contro
gli
stati
sospettati
di
favorirne
l
azione.
Tra
quelli
considerati
stati
canaglia
dall
amministrazione
americana,
Bush
ne
menzionò
esplicitamente
tre
(Iraq,
Iran
e
Corea
del
Nord),
accomunandoli
sotto
l
etichetta
di
asse
del
male
e
accusandoli
di
perseguire
lo
sviluppo
di
armi
di
distruzione
di
massa.
Nei
mesi
successivi
Washington
concentrò
la
sua
offensiva
diplomatica
contro
l
Iraq.
La
nuova
politica
di
Bush
si
scontrò
in
diverse
occasioni
con
gli
alleati
europei
in
particolare
con
la
Germania
e
con
la
Francia,
anche
per
la
svolta
compiuta
nei
confronti
della
crisi
israelo
-
palestinese,
che
aveva
visto
l
amministrazione
statunitense
schierarsi
apertamente
al
fianco
del
premier
israeliano
Ariel
Sharon
ma
infine
prevalse:
a
sancire
l
affermazione
della
visione
strategica
fu
il
nuovo
ruolo
assegnato
alla
NATO
e
l
allargamento
dell
alleanza
ai
paesi
dell
Est
europeo.
La
crisi
internazionale
determinata
dagli
effetti
degli
attentati
dell
11
settembre
ebbe
l
effetto
di
far
passare
in
secondo
piano
la
situazione
economica
del
paese,
che
nonostante
una
serie
di
interventi
della
Federal
Reserve
registrava
un
forte
rallentamento.
A
ostacolare
la
ripresa
economica
intervennero
anche
una
serie
di
gravi
scandali
finanziari
(e
in
particolare,
nel
dicembre
2001,
quello
della
Enron,
gigante
texano
del
settore
energetico),
che
assestarono
un
duro
colpo
alla
credibilità
del
mercato
borsistico
statunitense
e
internazionale.
Il
fallimento
della
Enron,
il
più
grave
della
storia
statunitense,
coinvolse
non
solo
un
importante
società
di
revisione,
la
Arthur
Andersen,
ma
lo
stesso
governo
di
Washington,
di
cui
il
presidente
della
società
texana,
Kenneth
Lay,
era
stato
un
importante
sostenitore.
Il
caso
Enron,
diventato
in
poche
settimane
uno
scandalo
di
enorme
portata,
provocò
un
grave
scontro
tra
le
due
principali
istituzioni
statunitensi,
il
Congresso
e
la
Casa
Bianca;
in
seguito
al
rifiuto
di
consegnare
alle
commissioni
parlamentari
gli
atti
relativi
al
rapporto
intercorso
tra
la
presidenza
e
la
Enron,
il
General
Accounting
Office
(una
sorta
di
corte
dei
conti,
formata
però
da
parlamentari)
avviò
infatti,
per
la
prima
volta
nella
storia
del
paese,
una
formale
causa
contro
il
governo
davanti
al
Tribunale
di
Washington.
Agli
inizi
del
2002
la pubblicazione
di alcune
foto
dei
prigionieri
catturati
in Afghanistan
e rinchiusi
nella
base
militare
di Guantánamo,
a Cuba,
sollevò
le proteste
delle
organizzazioni
per
i diritti
umani,
che
invocarono
il rispetto
della
convenzione
di Ginevra
(vedi
Croce
rossa
internazionale).
L amministrazione
statunitense
accolse
solo
in parte
gli
appelli,
riconoscendo
lo status
di prigionieri
di guerra
ai taliban
ma non
ai membri
di Al
Qaeda,
lorganizzazione
di Osama
Bin
Laden.
Ricordatevi
sempre
dell'
11
settembre
2001
11
settembre
2001
Cronologia
Commisione
d' Inchiesta
Freedom
Tower
al posto
delle
torri
Foto
della
tragedia