Il
presidente
vieta
l 'espatrio
delle
top,
agenzie
sotto
tiro
Multe,
pedinamenti,
una
guerra
all'
industria
della
passerella
Bielorussia,
modelle
sequestrate
"La
bellezza
non
si esporta"
03.02.05
- MOSCA
- Dopo
anni da
mattatrici,
le donne
bielorusse
non faranno
più
sognare
nei concorsi
di bellezza,
dalle
copertine
delle
riviste
e sulle
passerelle
di tutto
il mondo.
Il loro
fascino,
frutto
della
secolare
fusione
tra popolazioni
slave
e baltiche,
non sarà
più
esportabile.
Lo ha
deciso
il presidente
Aleksander
Lukashenko,
bat'ka
(padre,
ndr) dell'
ultima
dittatura
sopravvissuta
in Europa.
Con tanto
di decreto,
ha giuridicamente
definito
quale
"risorsa
strategica
nazionale"
la bellezza
delle
sue concittadine.
Come tale,
sarà
sottoposta
a "tutela
commerciale
particolare".
Tasse,
dazi,
autorizzazioni
impossibili
per le
agenzie
straniere,
permessi
scritti
del governo
per le
giovani
signore
che intendono
espatriare.
In breve:
vietato
lasciar
fuggire
all' estero
le donne
belle.
Lukascenko,
ultimo
baluardo
continentale
del comunismo
stalinista,
è
in buona
compagnia.
Anche
le donne
del
Turkmenistan,
regime
dell'
Asia
centrale
affacciato
sul
mar
Caspio,
sono
protette
dagli
stranieri.
Saparmurat
Niazov,
detto
Turkmenbashì
(padre
dei
turkmeni
ndr)
ha fissato
un'
imposta
da 50mila
dollari
per
chi,
non
residente,
voglia
sposare
una
bellezza
locale.
A Lukascenko
l' idea
di dichiarare
guerra
all'
esportazione
della
bellezza
dell'
Est
è
venuta
guardando
i manifesti
pubblicitari
affissi
per
le vie
di Minsk.
Quasi
tutte
le ragazze-immagine,
secondo
il racconto
imbarazzato
del
suo
seguito,
da mesi
sono
straniere.
"E
le nostre
belle
ragazze
- è
sbottato
qualche
settimana
fa il
presidente
- dove
sono"?
Un consigliere,
gongolando
d' orgoglio,
s' è
lasciato
sfuggire
che
le bielorusse
più
avvenenti
emigrano
ormai
tutte
all'
estero,
essendo
tra
le più
richieste
dalle
agenzie
internazionali
di top
model.
Sono
brune
con
occhi
leggermente
a mandorla,
o bionde
con
zigomi
alti
da scandinave,
tutte
oltre
il metro
e ottanta,
dotate
di fisici
perfetti.
Gli
agenti
se le
contendono
a suon
di contratti
milionari.
Da
Maria
Didarova
(Supermodel
of the
World
pochi
giorni
fa a
New
York)
a Olga
Dudinskaya
(vice
Miss
Mondo
2004),
da Natalia
Bindasova
(Miss
Eurasia
2004)
a Marina
Prudnikova
(Miss
Metropolitan),
da Maria
Malashenkova
(Miss
Tourism
World
2003)
a Irina
Demianova
(Miss
Internet
2004),
da tempo
rubano
cuore
e portafogli
agli
uomini
più
ricchi
del
pianeta,
Emirati
arabi
in testa.
Ma
sono
centinaia
le modelle
bielorusse
che
ogni
giorno
sfilano
per
gli
stilisti
più
ammirati,
o che
approdano
al cinema
e in
tv.
"Perché
ce le
lasciamo
scappare
tutte
- ha
tuonato
bat'
ka facendo
strappare
un cartellone
- se
poi
in patria
dobbiamo
accontentarci
di vedere
solo
francesine
consumate
e a
fine
carriera"?
Non
era
solo
una
battuta
di cattivo
gusto.
Lukascenko
ha dato
ordine
di prendere
"sotto
il controllo
diretto
e totale
dello
Stato"
le bielorusse
belle:
e ha
inaugurato
una
inedita
campagna
choc
contro
"il
commercio
e lo
sfruttamento
del
fascino
nazionale".
Nulla
a che
vedere
con
la lotta
ai mercanti
di prostitute
delle
disastrate
ex repubbliche
sovietiche,
drammaticamente
ignorati
se non
protetti.
Il
presidente
ha accusato
ministri
e burocrati
di non
fare
nulla
per
evitare
che
"l'
esodo
in Occidente
delle
donne
migliori
impoverisca
il Paese
e indebolisca
la razza
bielorussa".
La polizia,
secondo
giornali
e agenzie
indipendenti,
si è
scatenata.
Interrogatori,
perquisizioni,
verifiche
fiscali,
intercettazioni
telefoniche,
multe
per
irregolarità
normative,
sigilli:
terra
bruciata
attorno
a modelle,
scuole
e agenzie.
Nelle
ultime
due
settimane
sono
state
pedinate
e interrogate
oltre
500
ragazze,
sottoposte
anche
all'esame
della
"macchina
della
verità".
Chiuso
a Minsk
l' istituto
di modelling
di Natalia
Makei,
conosciuto
a livello
internazionale,
arrestata
e condannata
a due
anni
e mezzo
di carcere
per
"contrabbando"
la titolare
dell'
agenzia
"Zara",
la più
importante
del
Paese.
"Senza
la nostra
tutela
- dice
Elena
Ermolaeva,
direttrice
della
più
famosa
agenzia
russa
- le
ragazze
non
hanno
garanzie
di lavori
seri
e stipendio.
La concorrenza
mondiale,
nella
moda,
non
si affronta
da sole:
oppure
ci si
espone
ai rischi
di una
professione
spesso
contigua
ad un'altra
più
antica.
Proprio
ciò
che
la Bielorussia
sembra
voler
favorire".
Lukascenko
però,
a cui
i Paesi
occidentali
non
concedono
il visto
d'ingresso,
non
desiste.
Due
giorni
fa è
tornato
sul
tema
durante
una
riunione
del
governo-fantoccio,
inasprendo
le sanzioni
"contro
chi
opera
con
l' estero
nel
business
delle
nostre
donne".
Quali
"esempi
scandalosi"
ha portato
quelli
della
top
model
russa
Natalia
Vodianova,
moglie
di un
lord
inglese
e fino
a tre
anni
fa venditrice
di arance
nel
mercato
di Nizhnij
Novgorod,
di Oksana
Fiodorova,
Miss
Universo
2002,
e dell'
ucraina
Julia
Majarchuk,
scovata
da Tinto
Brass
in una
pizzeria
di Napoli
e lanciata
nel
film
Trasgredire.
E
al divieto
d' esportazione
della
bellezza
ha aggiunto
una
stretta
ai soggiorni
all'
estero
per
lavoratori,
studenti
e turisti.
Richieste
e offerte
dovranno
essere
autorizzate
personalmente
da ministro
dell'
Interno
e capo
della
polizia.
I bielorussi
temono
così
che
la "guerra
del
fascino"
celi
in realtà
il risorgere
della
cortina
di ferro
e anticipi
una
chiusura
delle
frontiere.
Lukascenko,
appena
finito
sul
libro
nero
Usa
degli
"avamposti
della
tirannia",
teme
l' effetto
Ucraina
e la
forza
dirompente
della
voglia
di libertà.
Per
reprimerla
in tempo,
inizia
dal
sorriso
delle
ragazze.
(3
febbraio
2005)