Costituzione
Iraq,
accordo
raggiunto
Membri
accettano
bozza
del testo
Un membro
della
Commissione
costituzionale
irachena
ha annunciato
che l'
accordo
sul testo
della
nuova
Legge
Fondamentale
è
stato
raggiunto.
Parlando
dagli
schermi
della
Tv di
stato
al Iraqiya,
Baha'a
al Aarargi,
dell'
Alleanza
sciita,
ha spiegato
che tutti
i membri
hanno
accettato
la bozza
del testo
e che
deve essere
sottoposta
all' approvazione
dell'
Assemblea
Nazionale.
Alla
notizia
del raggiungimento
di un
accordo
di massima,
da Washington
è
arrivato
un immediato
segnale
di incoraggiamento:
il presidente
George
W. Bush
si
è
detto
"pieno
di speranza
sulla
possibilità
di un
consenso
sulla
bozza".
"Stiamo
seguendo
gli eventi
da molto
vicino
e abbiamo
grandi
speranze
che avremo
presto
una Costituzione",
ha detto
il portavoce
Trent
Duffy
che accompagna
il presidente
in un
viaggio
a Salt
Lake City.
In
base alla
nuova
Carta
fondamentale,
l' Iraq
è
definito
un Paese
"federale",
anche
se il
testo
non ne
definisce
il concetto
in dettaglio
per non
urtare
la suscettibilità
della
minoranza
sunnita
che non
concorda
con questa
soluzione.
Il documento
descrive
l' Iraq
come "uno
stato
repubblicano,
parlamentare,
democratico
e federale",
senza
però
specificare
il grado
o la natura
del federalismo
che i
curdi
e alcuni
sciiti
chiedono
in alcune
parti
del Paese.
I
redattori
della
Carta
fondamentale
ponderano
con attenzione
le parole
e i termini:
la nuova
Costituzione
è,
inevitabilmente,
un abile
compromesso
tra sciiti,
curdi
e sunniti.
I sunniti,
infatti,
si sono
sempre
detti
contrari
al federalismo,
in particolare
per l'
area a
maggioranza
sciita
nel sud
iracheno.
A
complicare
le cose
c' è
la calibrazione
dei voti
delle
tre diverse
comunità
che solo
un paziente
lavorìo
diplomatico
permetterà
di raggiungere,
garantendo
la maggioranza
indispensabile
per approvare
in Parlamento
la Carta
fondamentale.
Sciiti
e curdi
controllano
infatti
ben 215
dei 275
seggi
parlamentari
- i sunniti
avevano
boicottato
le elezioni
del 30
gennaio
scorso
- e possono
quindi
approvare
da soli
la bozza
per poi
sottoporla
a referendum
popolare.
Jawad
Maliki,
che conduce
il negoziato
per la
maggiranza
sciita,
in una
conferenza
stampa
organizzata
in tutta
fretta,
ha affermato:
"Alcuni
fratelli
sunniti
sono con
noi, ma
altri
sono ancora
contro
il federalismo.
Stiamo
cercando
di convincere
anche
loro".
Non
sono soli
i sunniti
ad avere
perplessità
e timori;
anche
in campo
sciita
infatti
ci sono
settori
contrari
al federalismo,
come hanno
chiaramente
dimostrato
le manifestazioni
per "l'
unità
dell'
Iraq"
organizzate
dagli
sciiti
di Baghdad
che fanno
riferimento
al giovane
leader
radicale
Moqtada
al-Sadr.
Elemento
questo
che incoraggia
i negoziatori
sunniti
facendoli
sentire
meno isolati.
Soha
Allawi,
rappresentante
sunnita
ha affermato:
"Noi
non ce
ne staremo
zitti.
Faremo
campagna
elettorale
per convincere
sia i
sunniti
sia gli
sciiti
che occorre
respingere
questa
Costituzione,
che contiene
elementi
che porteranno
allo spezzettamento
dell'
Iraq e
alla guerra
civile".
Le
divisioni
da superare
sono ancora
molte
ma le
parti
non sembrano
voler
rinunciare
al flebile
accordo
di massima
raggiunto
finora.
Un difficile
compromesso
che ha
permesso
l' approvazione
della
bozza.
Il prossimo
passo
sarà
l' approvazione
della
sospiratissima
Costituzione.