Gli
sfollati
portino
foto dei
figli
Usa, è
allarme
per l'arrivo
di Rita
Le
famiglie
costrette
a lasciare
le loro
case all'
approssimarsi
dell'
uragano
Rita devono
portare
con sé
le fotografie
dei congiunti
e dotare
i figli
di una
"carta
di identità
personale"
con tutti
i dati
utili
al ricongiungimento
con i
propri
cari.
Dopo Katrina,
i reponsabili
dello
sgombero
delle
aree a
rischio
non si
fanno
cogliere
impreparati
e istruiscono
la popolazione
su come
far fonte
all'emergenza.
Dopo
le polemiche
seguite
ai ritardi
nei soccorsi
e negli
ordini
di sgombero
dalle
aree colpite
da Katrina,
i responsabili
delle
operazioni
di evacuazione
dei residenti
nelle
aree a
rischio
per l'uragano
Rita stanno
prendendo
tutte
le precauzioni
possibili
per evitare
di creare
nuovi
casi di
famiglie
divise,
con figli
dati per
dispersi
dai genitori
che non
sanno
come rintracciarli.
Ernie
Allen,
presidente
del National
Center
for Missing
and Exploited
Children,
che a
New Orleans
ha il
compito
di ricongiungere
le famiglie
separate
nei giorni
della
fuga dalle
zone allagate,
ha sottolineato
che una
delle
lezioni
imparate
dopo Katrina
è
che le
famiglie
costrette
a lasciare
le proprie
abitazioni
in situazioni
di emergenza
devono
portare
con sé
alcune
fotografie
dei congiunti.
L'altro
consiglio
è
quello
di preparare
per i
figli
una sorta
di piccola
carta
di identità
personale
contenente
tutti
i dati
utili
a ricongiungerli
con il
resto
della
famiglia
in caso
di separazione.
Intanto
Rita continua
a rafforzarsi,
ed è
già
stato
classificato
come uragano
di categoria
5, ritenuto
dagli
esperti
del National
Hurricane
Center
di Miami,
il terzo
più
violento
che abbia
mai colpito
l' area.
Un milione
di persone
sta abbandonando
in tutta
fretta
le zone
che potrebbero
essere
colpite
dall'
uragano,
che alle
11 di
mercoledì
sera ora
locale
faceva
registrare
raffiche
di vento
fino a
175 miglia,
280 chilometri
orari.
L' occhio
dell'
uragano
è
stato
localizzato
alla stessa
ora a
570 miglia
(915 chilometri)
ad est-sudest
dell'
isola
di Galveston,
nel Texas,
dove già
migliaia
di residenti
- in totale
sono 58mila
- sono
stati
trasferiti
in autobus
verso
rifugi
situati
nell'entroterra.