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Fondato, Edito e Diretto in Santo Domingo da Giovanni GARIBALDI - 1997 -

Notizie 2005

Google si "prende" anche la Nasa nascerà la città vicina allo spazio


Città-Google, il posto più vicino allo spazio. L' accordo con la NASA, annunciato nella sera californiana di Mercoledì 28, apre una strada tutta nuova per quello che è sempre più difficile chiamare il "Motore di ricerca". Più di 90 mila metri quadri di soli uffici e laboratori, costruiti a Mountain View, molto vicino al centro strategico NASA di Ames, che si trova sulla famosa e mitologica "route 101".

L' accordo prevede la collaborazione con l' ente spaziale, sia per quanto riguarda la "potenza di calcolo" dei supercomputer che i campi di indagine e costruzione di nuove tecnologie. I settori interessati spaziano dalle nanotecnologie alla biologia, dalla ricerca sullo sfruttamento dello spazio alle indagini e informazioni sulla meteorologia terrestre.

Ciò che farà di questo grande laboratorio una città è invece il fatto che Google costruirà anche le case per i suoi dipendenti, che andranno a lavorare negli uffici di Mountain View, una strada e un centro commerciale. In questi mesi le assunzioni nella società di Brin e Page fioccano. Il San Francisco Chronicle riferisce di una stima secondi cui i programmatori e i "computer scientist" assunti dal motore starebbero aumentando di dieci unità al giorno.

Ma sono le assunzioni di vertice quelle che contano: Google sta reclutando cervelli di eccellenza dovunque si trovino, tutti nei settori strategici accennati. Dello stesso Vinton Cerf, uno dei due "padri" dei protocolli internet, si è detto che l' ingaggio a Google sarebbe servito per progetti nel campo delle nanotecnologie e di "nuovi protocolli". Appunto.

Citando fonti della società, Il Wall Street Journal di oggi indica fra gli obiettivi dell'accordo "la creazione di un protocollo interplanetario per facilitare le comunicazioni nello spazio". Siamo nel sogno allo stato più puro. Ma se fosse soltanto questo, o ci si limitasse a realizzazioni di questo tipo, a guadagnarci sarebbe soltanto la NASA. La quale ha indubbi problemi di rilancio tecnologico e di consenso, per continuare a garantirsi i finanziamenti. Tanto è vero che all' interno dell'area dove andrà Google, chiamata "Research Park", circa 400 mila metri quadri di uffici, ci sono altri istituti di alta ricerca portati qui da altrettanti accordi strategici. Sono tutti laboratori finanziati da università: Carnegie Mellon, Stanford, San Jose State University e Santa Clara.

Ma, per capirne di più, bisogna guardare all' accordo dal "versante Google".

I responsabili di Google e della Nasa hanno fatto qualche esempio per dare un' idea di ciò che verrà realizzato: "Ci potranno essere realizzazioni nel campo dei nuovi materiali e della sperimentazione, nel campo della convergenza fra bio, info e nanobiologia" ha detto il direttore del Centro di Ames, Scott Hubbard. Più divulgativo, Eric Schmidt, amministratore delegato di Google: "Se avete presente le mappe satellitari, potete immaginarvi cosa potremo fare con le immagini Apollo e con le mappe stellari". E' quasi una balla.

Meglio pensare che Google abbia voluto entrare in una partita strategica, che ha a che fare con la supremazia tecnologica e scientifica nel corso del 21esimo secolo e lo fa per ottenerne un vantaggio competitivo che stronchhi definitivamente i concorrenti. Facciamo un passo indietro e vediamo tutta la scacchiera su cui è impegnata la società.

1) Google sta provando ad estendere la sua tecnologia di ricerca ad ogni campo del sapere, ma le resistenze si moltiplicano, a mano a mano che la sua "conquista della società" - dai libri alle notizie, dalla pubblicità al commercio elettronico - tocca gli interessi dell'industria e della società. La sua sola annunciata presenza nei media è bastata a scatenare un'ondata di acquisti di siti e motori di ricerca minori, che ha portato alle stelle le valutazioni anche di siti mediocri. E tuttavia ci sta provando: ha perfino annunciato di voler trasmettere una fiction televisiva in protocollo IP, non molto diversa da Elisa di Rivombrosa.

2) Google si è impegnato nel predominio dei mercati mondiali, comprando una partecipazione nel motore cinese "Baidu" e sta studiando il mercato indiano. Ma anche qui Brin e Page sanno che la penetrazione sarà difficile e il predominio assai arduo da realizzare, perché i due giganti dell'economia asiatica fondano il loro miracolo economico anche sui cervelli e sulla ricerca, oltre che sulle braccia a poco prezzo. E allora?

Allora, e proprio mentre porta avanti la sua "guerra totale" per aggiudicarsi supremazia nell'audience internet e nei fatturati pubblicitari, Google sa di dover lavorare sull'allargamento del gap tecnologico tra sé e i concorrenti. Sa di dover stare dove il cuore della ricerca "crea" letteralmente il futuro. Per raggiungere questo risultato sta ingaggiando i migliori e facendo accordi con quanto di più vicino c'è al big money del denaro privato e statale. Là dentro c' è anche il militare, ma del resto Internet da dove viene?

Google sa di dover tutto, ma proprio tutto, al vantaggio tecnologico, allo scrigno di potenzialità messo a punto con la macchina della conoscenza. Quella macchina va resa sempre più complessa e nuova, perché nessuno possa riprodurla uguale. E per continuare a stupire: oggi con le mappe, domani col monitoraggio in tempo reale degli uragani. Dopo chissà. Intanto tutto questo alla borsa piacerà. Piacerà maledettamente. Quindi va bene così.

(29 settembre 2005)