L'acqua
dolce immersa
nell'oceano
bloccherà
la corrente
del Golfo
Studio
Usa: inondazioni
ed era glaciale
vicine
Secondo
una ricerca
dell' Università
della California
i ghiacciai
della Groelandia
stanno per
sciogliersi,
il mare
si alzerà
di sei metri
LONDRA
(GRAN BRETAGNA),
20.11.05
- Un nuovo
grido d'
allarme.
I ghiacci
della Groenlandia
si stanno
rapidamente
sciogliendo
e precipitano
verso il
mare: un
fenomeno
ormai quasi
irreversibile
che provocherà
un disastro
globale
destinato
a cancellare
le zone
costiere
di molti
paesi e
cambiare
l'assetto
termico
dell' Oceano
Atlantico.
È
il risultato
di uno studio
americano
di imminente
pubblicazione,
anticipato
dal britannico
Independent,
per il quale
«si
tratta della
più
allarmante
manifestazione
dei cambiamenti
climatici
finora registrata».
GIACCHIAI
A RISCHIO
- Per secoli
i ghiacciai
della grande
isola prossima
al polo
nord sono
rimasti
praticamente
immutati.
Ma l' innalzamento
delle temperature
dovuto all'
effetto
serra ha
fatto sì
che la zona
ghiacciata
si sia drasticamente
ristretta.
Durante
la scorsa
estate è
stato osservato
uno scioglimento
record,
con enormi
masse glaciali
trasformate
in acqua,
che è
finita poi
nell' Oceano,
e masse
di ghiaccio
finite in
acqua sempre
a causa
del riscaldamento.
Se la calotta
che copre
gran parte
della Groenlandia
si scioglierà
tutta, il
livello
degli oceani
salirà
di sei metri:
questo vuol
dire la
scomparsa
di vaste
zone costiere
- in particolare
in paesi
al livello
del mare
o sotto
come il
Bangladesh
- e inondazioni
in tutte
le città
costiere
del mondo.
LO
STUDIO
- Lo studio,
coordinato
dal professor
Slawek
Tulaczyk
dell' Universita
della California,
sta per
essere pubblicato
nella rivista
scientifica
Geophysical
Research
Letters
e viene
anticipato
dal giornale
alla vigilia
di una nuova
riunione,
questa settimana
a Montreal,
in cui rappresentanti
di governi
e organizzazioni
internazionali
discuteranno
cosa fare
dopo la
scadenza
di Kyoto,
tra sette
anni. Nessuno
si aspetta
grandi progressi,
a causa
dell' ostruzionismo
degli Usa,
che si oppongono
a ogni limitazione
di emissioni
dannose
e mettono
in dubbio
persino
dell' esistenza
dell' effetto
serra, e
di diversi
paesi in
via di sviluppo.
La Gran
Bretagna,
che ha la
presidenza
del G8,
sta valutando
la proposta
di tagli
volontari
alle emissioni,
ma questa
strada è
già
stata bocciata
da tutte
le grandi
organizzazioni
ambientaliste,
che la giudicano
impraticabile
e «suicida»,
mentre il
problema
si aggrava
costantemente.
Tulaczyk
ha registrato
un rapido
restringimento
del ghiacciaio
Helheim,
un fiume
ghiacciato
che va dai
ghiacci
perenni
dell' isola
fino al
mare, sulla
costa est
dell' isola.
Lo spessore
del ghiacciaio,
dice, si
è
assottigliato
di 30 metri
solo quest'estate,
mentre negli
ultimi quattro
anni il
fronte del
ghiacciaio
è
indietreggiato
di sei chilometri.
A
RISCHIO
LA CORRENTE
DEL GOLFO
- La prima,
grave conseguenza
è
data dal
fatto che
nell' Oceano
sono finite
grandi quantità
d' acqua
dolce che
minacciano
di rallentare
la corrente
del Golfo
che rende
miti le
temperature
sulle zone
costiere
dell' Europa
occidentale.
Senza, città
come Londra
avrebbero
le stesse
temperature
del Labrador.
L' ultima
volta che
questo è
successo,
12.700 anni
fa, le isole
britanniche
sono state
coperte
di ghiaccio
per 1.300
anni. Sul
lato occidentale
della Groenlandia,
intanto,
si sta osservando
una corsa
del ghiacciaio
Jakobshavn
in scioglimento
verso il
mare: la
sua velocità
normale
di discesa
è
di 30 cm
l'anno.
Nell' ultimo
anno è
stata di
34 metri.
Questo avviene
perchè
l' acqua
che si scioglie
dalla superficie
filtra sotto
lo strato
ghiacciato
e forma
una piattaforma
sulla quale
la massa
ghiacciata
scivola
verso il
mare, dove
si scioglie.
«Siamo
forse molto
vicini al
momento
in cui la
calotta
glaciale
della Groenlandia
sarà
sciolta
irreversibilmente»,
dice Tavi
Murray,
esperto
di ghiacciai
all' Università
del Galles.
E Tulaczyk
aggiunge:
«Quello
che stiamo
osservando
punta in
quella direzione».
Uno dei
suoi assistenti,
Ian Howat,
dice che
finora gli
scienziati
prevedevano
uno scioglimento
entro 1.000
anni: ma
i nuovi
dati lasciano
prevedere
una brusca
accelerazione
del processo.