Turchia:
ucciso
un prete
cattolico
italiano
TREBISONDA,
06.02.06
- Don
Andrea
Santoro,
un prete
cattolico
originario
di Roma,
è
stato
ucciso
a Trabzon,
l' antica
Trebisonda,
in Turchia,
sul mar
Nero.
La polizia
è
alla ricerca
del presunto
omicida,
un ragazzo
di circa
16-17
anni.
Il nome
non è
stato
reso noto
né
si conosce
il movente
dell'omicidio.
Il sacerdote
è
stato
freddato
a colpi
di pistola
nella
chiesa
di Santa
Maria.
HA
INVOCATO
ALLAH
-
«Non
abbiamo
tanti
elementi
in mano
per arrivare
a un'
interpretazione
certa,
l' unico
elemento
che mi
è
stato
riferito
dal collaboratore
di don
Andrea
Santoro
è
che chi
lo ha
ucciso
o entrando
o uscendo
dalla
chiesa
ha gridato
"Allah-o-Akbar"».
A dirlo
è
il nunzio
apostolico
in Turchia,
monsignor
Antonio
Lucibello.
CHI
ERA
- Don
Andrea
Santoro,
61 anni,
era nato
a Priverno,
in provincia
di Latina,
il 7 settembre
1945 e
aveva
fondato
un' organizzazione
per il
dialogo
interreligioso,
«Una
finestra
per il
Medio
Oriente».
Parroco
per anni
a Roma,
dove era
stato
ordinato
sacerdote
il 18
ottobre
1970,
era dal
2000 in
Turchia,
dove si
era adoperato
a lungo
per migliorare
i rapporti
tra la
cultura
islamica
e quella
cristiana.
Proprio
i referenti
in Italia
di «Una
finestra
per il
Medio
Oriente»
spiegano
che Santoro
aveva
avuto
in passato
alcuni
problemi
in Turchia.
STAVA
PREGANDO
IN CHIESA
- Don
Antonio
era in
chiesa
solo,
in ginocchio
davanti
all'altare
quando
l'assassino
ha sparato
alle sue
spalle.
A dirlo
è
il nunzio
apostolico
in Turchia,
il vescovo
Antonio
Lucibello.
«L'
abbiamo
saputo
dal vescovo
- ha raccontato
Lucibello
-. Lui
aveva
aperto
la chiesa
per svolgere
le funzioni
pomeridiane;
è
entrato
un signore
e gli
ha sparato
dietro
le spalle».
Alla domanda
se l'omicidio
possa
essere
legato
alle tensioni
scaturite
dalle
vignette
satiriche
su Maometto,
il vescovo
Lucibello
ha risposto:
«Non
possiamo
lavorare
di fantasia.
C'è
il fatto
in sé
e in questo
momento
non sappiamo
niente».
Il prelato
ha osservato
comunque
che in
Turchia
«non
si è
verificato
nulla
di particolare»
e «non
si respira
alcun
clima
particolare».
«ATTO
PREMEDITATO»
- Monsignor
Luigi
Padovese,
vescovo
titolare
del vicariato
di Anatolia,
ha espresso
la convinzione
che si
sia trattato
di un
«omicidio
premeditato».
Il vicario
apostolico
ha riferito
che tra
i moventi
dell
assassinio
potrebbe
esserci
anche
«la
pista
delle
vignette
satiriche
su Maometto
oppure
per il
suo impegno
per salvare
le prostitute,
che sono
tantissime
in questa
zona della
Turchia».
Don Andrea
Santoro
«aveva
tuttavia
buoni
rapporti
con la
comunità
islamica
del posto
- ha aggiunto
il prelato
- dunque
non può
essere
stato
che un
fanatico».
Una donna
ha però
assistito
all' omicidio
di don
Antonio.
«La
donna
stava
anche
lei nella
chiesa
e ha visto
un giovane
entrare,
avvicinarsi
a don
Antonio
e sparargli
freddandolo,
prima
di scappare»
ha detto
monsignor
Padovese.
IL
MOVENTE
- Al momento
non è
possibile
stabilire
se ci
sia un
legame
fra l'
uccisione
di Santoro
e l' ondata
di proteste
nel mondo
musulmano,
che hanno
coinvolto
anche
la Turchia,
contro
la pubblicazione
su giornali
di alcuni
Paesi
europei
di caricature
sul Profeta
Maometto.
L' uccisione
è
stata
condannata
dal governatore
di Trabzon,
Huseyin
Yavuzdemir:
«Condanniamo
questo
attacco
contro
un uomo
di religione.
Ci sono
testimoni
e la polizia
sta cercando
di catturare
il sospetto
sulla
base delle
informazioni
fornite
da questi».
FUNERALI
- I funerali
di don
Andrea
Santoro
si svolgeranno
nella
basilica
di San
Giovanni
di Roma
non appena
la salma
del sacerdote
romano
arriverà
in Italia.
È
probabile
che la
camera
ardente
verrà
allestita
nella
chiesa
dei santi
Fabiano
e Venanzio,
dove Santoro
era stato
parroco.