Mecca
Cola,
è
boom
di vendite
Dopo
le vignette
danesi
21.02.06
Nel
mondo
islamico
continua
a divampare
l' ncendio
scatenato
dalla
pubblicazione
delle
vignette
danesi.
Scontri
e proteste
sono
ormai
all'ordine
del
giorno.
Ma non
solo.
I musulmani
ai fumetti
anti-islam
stanno
rispondendo
anche
boicottando
i prodotti
europei
e nord-americani.
E così
i dirigenti
della
Mecca
Cola,
l' alternativa
islamica
alla
Coca
Cola
occidentale,
in meno
di un
mese
hanno
visto
triplicarsi
le vendite
della
loro
bevanda
prodotta
negli
Emirati
Arabi.
In
realtà
la Mecca
Cola
era
stata
pensata
per
i musulmani
che
vivono
in Europa.
Loro
infatti
dovevano
essere
i principali
consumatori
del
prodotto,
nei
piani
degli
inventori
della
Mecca
Cola,
lanciata
nell'ottobre
del
2002.
Ma la
bevanda
aveva
avuto
solo
un certo
successo
iniziale,
soprattutto
in Francia.
Subito
dopo
le vendite
si erano
appiattite
fino
a quando
lo scandalo
delle
vignette
non
ha innescato
un vero
e proprio
boom.
Il
presidente
Taoufik
Mathlouthi,
nel
corso
di un
convegno
alimentare,
si è
detto
stupito
dell'exploit
che
la bevanda
ha avuto
negli
ultimi
mesi.
"Lo
sviluppo
è
venuto
a seguito
delle
caricature
danesi.
È
pazzesco
ma le
nostre
vendite
si sono
addirittura
triplicate.
Un boom
che
non
ci aspettavamo.
Tanto
che
non
riusciamo
neppure
a far
fronte
a tutta
la richiesta
che
abbiamo",
ha detto
Mathlouthi.
Il
presidente
ha poi
aggiunto
che
in Malesia,
che
è
diventato
ormai
un mercato
chiave,
nel
2005
sono
stati
venduti
1 miliardo
di litri
di Mecca
Cola,
con
una
richiesta
mensile
di circa
500mila
lattine.
Mentre
quest'anno
i distributori
malesi
stanno
richiedendo
più
di un
milione
e mezzo
di lattine
al mese.
Anche
in altri
mercati,
compreso
Algeria,
Yemen
e Francia,
si è
registrato
lo stesso
trend.
L'azienda
ora
ha lanciato
anche
una
bevanda
energetica
chiamata
Mecca
Power
con
lo slogan:
"Get
the
Halal
Power".
Dove
Halal
è
la parola
araba
usata
per
descrivere
gli
articoli
che
l'Islam
consente.
La
società
produttrice
guarda
anche
verso
la Borsa.
"Ci
stiamo
preparando
per
accedere
al mercato
azionario
di Dubai.
Ma occorrerà
almeno
un anno,
ha detto
Mathlouthi.