A
Samarra
uccisi
una giornalista
e due
operatori
tv di
Al Arabiya
Iraq,
violenze
senza
fine:
più
di 130
morti
È
scontro
tra sciiti
e sunniti.
Attacchi
in tutto
il paese.
Rinvenuti
80 cadaveri
intorno
a Bagdad.
Nella
capitale
coprifuoco
diurno
SAMARRA
(Iraq),
23.02.06
- Un escalation
di violenza
apparentemente
senza
fine in
Iraq,
con scontri
ormai
aperti
tra sciiti
e sunniti,
e decine
di moschee
distrutte.
Almeno
130 persone
sono state
uccise
nelle
ultime
24 ore
in Iraq
dopo la
distruzione
del mausoleo
di Samarra,
uno dei
luoghi
sacri
agli sciiti,
e i successivi
attacchi
a moschee
sunnite.
Una spirale
di violenza
che fa
temere
l'esplosione
di una
vera e
propria
guerra
civile.
AL
QAEDA
-
La spirale
di violenza
confessionale,
senza
precedenti
in Iraq
dall'invasione
americana
nel 2003
è
stata
innescata
nella
notte
tra lunedì
e martedì
dalla
dinamite
che ha
fatto
saltare
la moschea
d'oro,
il mausoleo
degli
imam Ali
al-Hadi
e Hassan
al-Askari.
L'attentato
non è
stato
rivendicato,
ma secondo
gli Stati
Uniti,
che hanno
130.000
soldati
in Iraq,
porterebbe
la firma
di Al
Qaeda.
ESCALATION
- Nelle
ore successive
si è
avuta
un'escalation
di rappresaglie:
i corpi
di 80
persone
uccise
sono state
portate
all'obitorio
di Baghdad,
47 operai,
sunniti
e sciiti,
intercettati
da uomini
armati
a est
di Baghdad
sono stati
costretti
dai loro
minibus
e uccisi.
I loro
veicoli
sono stati
incendiati.
Secondo
il comitato
degli
ulema
(sunniti)
168 moschee
sono state
danneggiate
o incendiate
e dieci
imam sono
stati
uccisi
.
GIORNALISTI
UCCISI
-
Una giornalista
e due
operatori,
tutti
iracheni,
che lavoravano
per la
tv satellitare
Al Arabiya
sono stati
rapiti
mercoledì
a Samarra.
I loro
cadaveri
sono stati
ritrovati
giovedì
mattina
a 15 km
dalla
città.
Lo ha
reso noto
la polizia
locale.
Le vittime
sono la
giornalista
Atwar
Bahjat,
30 anni,
l'operatore
Adnan
Abdallah
e il tecnico
del suono
Khaled
Morsen.
La giornalista
lavorava
con Al
Arabiya
da tre
settimane,
prima
era con
Al Jazira.
I tre
sono stati
fermati
da due
armati
su un
fuoristrada,
secondo
un testimone
che è
riuscito
scappare
prima
del sequestro.
BRUCIATE
68 MOSCHEE
- Il Fronte
dell'accordo,
il maggior
partito
sunnita
iracheno,
ha boicottato
una riunione
indetta
dal presidente
Jalal
Talabani
per calmare
le tensioni
dopo la
distruzione
della
cupola
d'oro
della
moschea
sciita
di Samarra.
"Il
governo
non ha
garantito
la sicurezza
dei nostri
luoghi
di culto
e delle
nostre
sedi",
ha detto
uno dei
dirigenti.
Un totale
di 68
moschee
sono state
bruciate
mercoledì
e 15 imam
sono stati
arrestati.
I dati
sono stati
resi noti
dal portavoce
del Consiglio
degli
ulema.
COPRIFUOCO
- A causa
delle
violenze
tra sciiti
e sunniti
a Bagdad,
le autorità
irachene
hanno
deciso
di imporre
per venerdì
domani
il coprifuoco
anche
nelle
ore diurne,
fino alle
16 a Baghdad
e zone
limitrofe.
In precedenza,
nella
capitale
e a Salaheddin,
era stato
prorogato
di due
giorni
il coprifuoco
dalle
ore 20
alle 6.
TRATTATIVE
INTERROTTE
- Sempre
a seguito
dell'attentato
alla moschea
di Samarra,
giovedì
mattina
i sunniti
del Fronte
dell'Accordo
iracheno
hanno
deciso
di sospendere
i negoziati
sul nuovo
governo.