.xxx?
L' Icann
continua
la sua
corsa.
Parere
negativo
dai
governi
del
mondo
L'odissea
legata
ai dominii
.xxx
dedicati
esclusivamente
a siti
con
contenuti
pornografici
sembra
non
avere
fine.
Il progetto
di caratterizzare
i portali
a luci
rosse
con
un dominio
specifico
nasce
dall'
Icann,
l' organizzazione
internazionale
per
l' assegnazione
di nomi
e numeri
in Internet,
ed è
in cantiere
dal
2000.
L' idea
non
ha però
convinto
le autorità
europee,
americane
e australiane
che
negli
ultimi
giorni
hanno
preso
posizione
bocciando
l'ipotesi.
La
proposta
di istituire
un'estensione
apposita
per
i siti
hard
avrebbe
il fine
di favorire
la salvaguardia
degli
utenti
più
giovani
della
Rete.
Identificando
chiaramente
con
le tre
"x"
le pagine
con
contenuti
vietati
a un
pubblico
minorenne,
la tutela
dei
più
piccoli
risulterebbe
applicabile
in modo
più
semplice
ed efficiente.
I filtri
sulle
pagine
Web
avrebbero
dunque
un elemento
unico
e comune
per
individuare
il materiale
potenzialmente
dannoso.
Non
la vedono
così
le autorità
delle
massime
potenze
mondiali,
secondo
le quali
l'istituzione
del
nuovo
dominio
potrebbe
essere
intesa
come
una
legittimazione
della
pornografia
in Rete.
Una
sorta
di avallo
che
non
piace
per
nulla
ai rappresentanti
di Europa
e America
i quali
hanno
scritto
all'
Icann
esprimendo
"seria
preoccupazione".
In Australia,
dove
il governo
ha adottato
la linea
dura
nei
confronti
dell'
hard
in Internet,
la possibilità
di adesione
alla
proposta
è
ancora
più
lontana.
Nonostante
ciò,
la volontà
dell'
organizzazione
internazionale
che
si occupa
dei
domini
non
cambia.
Sebbene
le osservazioni
pervenute
all'
Icann
saranno
considerate
attentamente,
il progetto
non
si ferma.
L' hard
potrà
vantare
una
sua
estensione,
i domini
.xxx
saranno
istituiti.