11
settembre
2001
- 2006
L
11
settembre
2001
gli
Stati
Uniti
vennero
colpiti
da un
attacco
terroristico
di sconvolgenti
dimensioni,
lanciato
contro
i simboli
del
potere
politico
ed economico.
In un
agghiacciante
sequenza,
tre
aerei
di linea
vennero
sequestrati
da commando
suicidi
e scagliati,
nel
breve
arco
di tempo
di un
ora
(dalle
8,45
alle
9,43)
con
tutto
il loro
carico
umano
contro
le Torri
Gemelle
del
World
Trade
Center
di New
York
e
la sede
del
ministero
della
Difesa
americano,
il Pentagono.
Un quarto
aereo
dirottato,
dopo
aver
solcato
i cieli
alla
ricerca
di un
ulteriore
obbiettivo
(forse
Camp
David,
la residenza
estiva
del
presidente,
forse
la Casa
Bianca
o
addirittura
lo stesso
Bush,
in viaggio
verso
Washington
a bordo
dell
aereo
presidenziale)
precipitò
al suolo
nei
dintorni
di Pittsburgh
alle
10,47.
Dopo
lo schianto
del
primo
aereo
contro
la torre
nord
del
World
Trade
Center,
l
attacco
venne
ripreso
e trasmesso
in tutto
il mondo
dalle
televisioni.
Centinaia
di milioni
di persone
assistettero
così
in diretta
al violento
impatto
del
secondo
aereo
contro
la torre
sud
e poi,
tra
le 10
e le
10,27,
al crollo
delle
due
torri
che
travolse
migliaia
di persone
e coprì
Manhattan
di uno
spesso
strato
di polvere
e fumo.
L
attacco
terroristico
causò
molti
morti
(più
di tremila
secondo
le fonti
ufficiali)
e centinaia
di feriti,
lasciando
il paese
in uno
stato
di profondo
shock.
Per
limitare
i nefasti
effetti
dell
attentato,
la Borsa
di Wall
Street
rimase
chiusa
per
alcuni
giorni.
L
azione,
non
rivendicata,
venne
subito
attribuita
al radicalismo
islamico
e a
uno
dei
suoi
principali
esponenti:
Osama
Bin
Laden.
6.30
Una
nuova
strategia
mondiale
Dopo
l
attentato
dell
11 settembre
2001
la lotta
contro
il terrorismo
diventò
la preoccupazione
principale
dell
amministrazione
statunitense.
Il presidente
Bush
lanciò
una
campagna
diplomatica
volta
a ottenere
il più
ampio
sostegno
internazionale
per
un
energica
offensiva
contro
l
organizzazione
Al Qaeda
di Osama
Bin
Laden,
ritenuto
il mandante
dell
attacco
terroristico,
e l
Afghanistan
che
ne ospitava
le basi.
Bush
ottenne
il sostegno,
oltre
che
degli
alleati
della
NATO
(che
attivò
il meccanismo
di solidarietà
militare
previsto
dall
articolo
5 dell
organizzazione),
di moltissimi
altri
paesi.
Alla
coalizione
capeggiata
da Washington
si aggiunse
anche
il Pakistan,
sino
ad allora
il maggior
alleato
dei
taliban.
Fallito
l
ultimo
tentativo
diplomatico
con
il rifiuto
di Kabul
di consegnare
Bin
Laden,
il 7
ottobre
la coalizione
capeggiata
dagli
Stati
Uniti
lanciò
contro
l
Afghanistan
l operazione
Enduring
Freedom
(Libertà
duratura),
rivolta
ad annientare
la macchina
bellica
dei
taliban
e a
favorire
l
instaurazione
di un
regime
moderato
nel
paese.
Il
12
ottobre
si diffuse
negli
Stati
Uniti
l
allarme
batteriologico;
nelle
redazioni
di diversi
giornali
e reti
televisive
vennero
infatti
recapitate
lettere
contenenti
spore
di Bacillus
antrax,
agente
responsabile
del
carbonchio.
Diverse
furono
le persone
contagiate
e cinque
le vittime.
Tracce
del
bacillo
vennero
rinvenute
nell
edificio
del
Senato
e anche
la Camera
dei
rappresentanti
fu evacuata
e chiusa
per
una
settimana.
Dalle
indagini
non
emersero
collegamenti
con
il terrorismo
fondamentalista
islamico,
ma con
organizzazioni
estremiste
di destra
statunitensi.
Il governo
di Washington
rafforzò
le misure
di sicurezza;
dopo
centinaia
di arresti
sui
quali
venne
mantenuta
un
assoluta
segretezza,
il presidente
Bush
firmò
un decreto
che
istituiva
tribunali
militari
speciali
per
i cittadini
stranieri
sospettati
di terrorismo.
Nell
arco
di pochi
mesi
la nuova
amministrazione
statunitense
ridisegnò
completamente
il quadro
strategico
e quello
dei
rapporti
diplomatici
con
i suoi
alleati
e con
il resto
del
pianeta.
Nel
discorso
sullo
stato
dell
Unione,
pronunciato
il 29
gennaio
2002,
il presidente
Bush
pose
la lotta
al terrorismo
al centro
dell
attività
del
suo
governo;
secondo
la nuova
strategia,
gli
Stati
Uniti
avrebbero
dovuto
promuovere
e guidare
una
lotta
senza
quartiere
sia
contro
le organizzazioni
terroriste,
sia
contro
gli
stati
sospettati
di favorirne
l
azione.
Tra
quelli
considerati
stati
canaglia
dall
amministrazione
americana,
Bush
ne menzionò
esplicitamente
tre
(Iraq,
Iran
e Corea
del
Nord),
accomunandoli
sotto
l
etichetta
di asse
del
male
e accusandoli
di perseguire
lo sviluppo
di armi
di distruzione
di massa.
Nei
mesi
successivi
Washington
concentrò
la sua
offensiva
diplomatica
contro
l
Iraq.
La nuova
politica
di Bush
si scontrò
in diverse
occasioni
con
gli
alleati
europei
in particolare
con
la
Germania
e con
la Francia,
anche
per
la svolta
compiuta
nei
confronti
della
crisi
israelo
- palestinese,
che
aveva
visto
l
amministrazione
statunitense
schierarsi
apertamente
al fianco
del
premier
israeliano
Ariel
Sharon
ma infine
prevalse:
a sancire
l
affermazione
della
visione
strategica
fu il
nuovo
ruolo
assegnato
alla
NATO
e l
allargamento
dell
alleanza
ai paesi
dell
Est
europeo.
La
crisi
internazionale
determinata
dagli
effetti
degli
attentati
dell
11 settembre
ebbe
l
effetto
di far
passare
in secondo
piano
la situazione
economica
del
paese,
che
nonostante
una
serie
di interventi
della
Federal
Reserve
registrava
un forte
rallentamento.
A ostacolare
la ripresa
economica
intervennero
anche
una
serie
di gravi
scandali
finanziari
(e in
particolare,
nel
dicembre
2001,
quello
della
Enron,
gigante
texano
del
settore
energetico),
che
assestarono
un duro
colpo
alla
credibilità
del
mercato
borsistico
statunitense
e internazionale.
Il fallimento
della
Enron,
il più
grave
della
storia
statunitense,
coinvolse
non
solo
un
importante
società
di revisione,
la Arthur
Andersen,
ma lo
stesso
governo
di Washington,
di cui
il presidente
della
società
texana,
Kenneth
Lay,
era
stato
un importante
sostenitore.
Il caso
Enron,
diventato
in poche
settimane
uno
scandalo
di enorme
portata,
provocò
un grave
scontro
tra
le due
principali
istituzioni
statunitensi,
il Congresso
e la
Casa
Bianca;
in seguito
al rifiuto
di consegnare
alle
commissioni
parlamentari
gli
atti
relativi
al rapporto
intercorso
tra
la presidenza
e la
Enron,
il General
Accounting
Office
(una
sorta
di corte
dei
conti,
formata
però
da parlamentari)
avviò
infatti,
per
la prima
volta
nella
storia
del
paese,
una
formale
causa
contro
il governo
davanti
al Tribunale
di Washington.
Agli
inizi
del 2002
la pubblicazione
di alcune
foto dei
prigionieri
catturati
in Afghanistan
e rinchiusi
nella
base militare
di Guantánamo,
a Cuba,
sollevò
le proteste
delle
organizzazioni
per i
diritti
umani,
che invocarono
il rispetto
della
convenzione
di Ginevra
(vedi
Croce
rossa
internazionale).
L amministrazione
statunitense
accolse
solo in
parte
gli appelli,
riconoscendo
lo status
di prigionieri
di guerra
ai taliban
ma non
ai membri
di Al
Qaeda,
lorganizzazione
di Osama
Bin Laden.