Gli
spacciatori
messicani
hanno spostato
oltreconfine
le proprie
coltivazioni
Negli
Usa marijuana
più
redditizia
del grano
Il totale
del raccolto
ha un valore
di circa
36 miliardi
di dollari,
il doppio
rispetto
a quello
dei cereali.
Il record
è
della California
di
Emanuela
Di Pasqua
WASHINGTON
(Stati Uniti),
19.12.06
- Un recente
studio riportato
dal sito
scientifico
drugscience.org
e ripreso
dal quotidiano
britannico
The Guardian,
dimostra
che gli
Usa sono
diventati
i principali
produttori
di marijuana
nel mondo,
avendo visto
la propria
produzione
interna
decuplicarsi
negli ultimi
venticinque
anni. DrugScience.org,
organizzazione
che si occupa
dell' uso
terapeutico
della cannabis
e delle
questioni
legali a
essa inerenti,
ha quantificato
l' ultimo
raccolto
annuale
in dieci
mila tonnellate,
per un valore
di 35.8
miliardi
di dollari
(circa 27
miliardi
di euro),
mentre la
produzione
di grano
vale 17
miliardi
di euro,
quella di
soia 12
e quella
di fieno
9.
LA PRODUZIONE
- Quello
di marijuana
è
il raccolto
economicamente
più
remunerativo
in ben dodici
stati e
arricchisce
la Georgia
assai più
delle noccioline,
mentre nella
Carolina
del Sud
e del Nord
ha spodestato
il tabacco
dal trono
della coltivazione
più
ricca. Ovvio
e scontato
che lo stato
americano
che detiene
il record
per la maggior
produzione
di cannabis
sia l' anticonformista
California,
che chiude
l'anno con
un raccolto
del valore
di circa
10 miliardi
di euro.
Proprio
una città
dello Stato
del Sole,
Santa Cruz,
è
la prima
in America
ad aver
creato un
ufficio
comunale
con il compito
di somministrare
marijuana
a scopo
terapeutico.
L' amministrazione
della città
californiana
si è
inoltre
impegnata
a combattere
per difendere
il diritto
del comune
a controllare
l'uso della
droga contro
il governo
federale
che intende
sottrarglielo.
LA STORIA
- Non bisogna
dimenticare
che la coltivazione
di marijuana
e più
in generale
di canapa
fu una delle
più
grandi risorse
agricole
statunitensi
fino al
1929, anno
in cui venne
definitivamente
proibita.
Jack Herer,
noto paladino
della cannabis,
nel suo
libro The
Emperor
wears no
clothes
sostiene
che a determinare
il divieto
non fu la
preoccupazione
del governo
per i danni
che potevano
patire i
giovani
americani,
bensì
i grandi
interessi
economici
di chi iniziava
allora a
produrre
materiali
plastici
dal carbone
e dal petrolio
e ammodernava
la produzione
di carta
dal legno.
OGGI
- La
causa principale
di questo
vero e proprio
boom agricolo
va cercata
nell'inasprimento
dei controlli
lungo i
confini
con il Messico,
in seguito
alle norme
anti-terrorismo
post 11
settembre.
Questa nuova
situazione
ha consigliato
ai coltivatori
messicani
di trasferire
le proprie
piantagioni
negli States,
anziché
rischiare
trasporti
decisamente
pericolosi
oltre confine.
La conclusione
alla quale
giunge l'
inchiesta
di DrugScience.org
è
che la guerra
alla droga
non sta
funzionando.
La coltivazione
illegale
di erba
genera forti
guadagni
sommersi,
al riparo
da qualunque
tassazione
ed è
completamente
esentata
dal provvedere
a risarcire
la società
dei costi
sociali
e fiscali
dovuti all'
uso e all'
abuso di
cannabis.
La soluzione
più
logica alla
quale giunge
il presidente
di DrugScience,
Jon Gettman,
sarebbe
quella di
legalizzare
la marijuana
e modificarne
la classificazione
che attualmente
la vede
equiparata
all' eroina.
Il Corriere.it