Lassu
qualcuno
non ci
ama
di
Luigi
Politi
10.01.07
- Un
agenzia
di stampa
ha titolato
La
risposta
di Napolitano
alle critiche
del messaggio
di fine
anno
la notizia
secondo
la quale
nell
intervista
a Rai
International,
indirettamente
il presidente
risponde
alle critiche
sollevate
da più
parti
relativamente
al suo
messaggio
augurale
di fine
anno che
avrebbe
ignorato
gli italiani
all'estero.
Vediamo.
Bisogna
riconoscere
che lintervistatore
ce l
ha messa
proprio
tutta
nella
prima
domanda:
Presidente,
quello
che abbiamo
seguito
ieri è
stato
il suo
primo
messaggio
da capo
dello
Stato,
un messaggio
ascoltato
e visto
anche
da tutti
gli italiani
sparsi
per il
mondo,
italiani
che si
aspettano
molto
dall'
Italia.
A questo
punto
Napolitano
doveva
per forza
dire qualcosa
sugli
italiani
nel mondo.
Ha scelto
una formuletta
di circostanza:
Io
ho rivolto
un augurio
per il
nuovo
anno a
tutti
gli italiani,
a quelli
che sono
in Patria
e a quelli
che sono
all' estero:
questi
ultimi
sono molto
vicini
alla mia
attenzione,
alla mia
sensibilità
e al mio
impegno.
Proprio
vero:
se uno
non ti
vuole
bene,
è
inutile
insistere.
Che abisso
dai discorsi
di fine
anno di
altri
presidenti.
Nel 1978
Sandro
Pertini:
Gli
italiani
che sono
allestero,
gli emigrati,
non vi
sono andati
per diporto,
bensì
perché
spinti
dalla
miseria
e dalla
fame per
trovare
un lavoro
che purtroppo
non hanno
trovato
in Italia.
Ebbene
gli italiani
che sono
allestero
sentono
la nostalgia
della
Patria,
sono sempre
spiritualmente
vicini
alla terra
natia,
direi
quasi
più
degli
italiani
che vivono
qui in
Italia.
Nel 1992
Oscar
Luigi
Scalfaro:L'Italia
risorgerà!
Vorrei
annunciarlo
anche
a tutti
gli italiani
nel mondo,
ai quali
ho mandato
un messaggio
di saluto
e di augurio
in questi
giorni,
a tutti
gli italiani
nel mondo
che lavorano,
operano,
si sacrificano
per il
buon nome
dell'
Italia.
Anche
a loro
ripeto:
buon anno!.
Nel 1999
Carlo
Azeglio
Ciampi:
Penso
anche
a voi
italiani
che per
scelta
o per
necessità
vi trovate
fuori
dei confini
della
Patria,
alla quale
vi so
strettamente
legati,
custodi
gelosi
di tradizioni,
di memorie,
della
stessa
lingua
d'origine.
Solo per
citare
alcuni
discorsi
fatti
nel primo
anno dei
rispettivi
settennati
presidenziali.
Ma quante
altre
espressioni
di affetto,
di stima,
di attenzione.
Tanto
per citare
il predecessore
di Napolitano,
Ciampi
nel 2000:
Nelle
mie visite
all'estero,
dalla
Germania
alla Francia,
dalla
Spagna
al Brasile,
ho incontrato
comunità
orgogliose
della
loro italianità,
come del
prestigio
conquistato
con il
loro lavoro.
Sono decine
di milioni,
e tengono
alta nel
mondo
la bandiera
della
nostra
civiltà:
noi li
sentiamo
vicini.
La Costituzione
è
stata
modificata
per riconoscere
ai cittadini
italiani
all'estero
il diritto
di eleggere
propri
rappresentanti.
E nel
2001:
Un
augurio
a voi
che vivete
in Patria,
e a tutte
le comunità
di italiani
all'estero,
che come
noi hanno
nel cuore
l'Italia.
Il mio
pensiero
augurale
va in
particolar
modo agli
italiani
d'Argentina,
e all'Argentina
in crisi:
possa
questo
grande
paese,
che sentiamo
a noi
così
vicino,
ritrovare
presto
la strada
della
serenità
e del
progresso.
Gli innumerevoli
incontri
che ho
avuto
con voi,
in Italia
e all'estero,
mi danno
fiducia,
anche
in un
momento
per tanti
aspetti
difficile
per tutti.
A voi
tutti,
ovunque
vi troviate,
in Italia
o nel
mondo.
Infine,
nel suo
ultimo
anno,
il 2006:
E
di conforto
il senso
della
identità
italiana
che anima
anche
le nostre
comunità
incontrate
nei miei
numerosi
viaggi
all'estero.
A loro,
come a
ogni italiano
che vive
in Patria,
mi rivolgo
stasera,
così
come feci
sette
anni fa.
Quello
che mi
ha sorretto,
e che
ho cercato
di trasmettervi,
è
l'orgoglio
di essere
italiani.
Siamo
eredi
di un
antico
patrimonio
di valori
cristiani
e umanistici,
fondamento
della
nostra
identità
nazionale.
Giorgio
Napoletano,
iscritto
dal 1945
a quel
partito
comunista
italiano
che per
più
di 50
anni è
stato
il principale
avversario
del voto
agli italiani
all' estero,
prima
di essere
eletto
presidente
della
Repubblica
dalla
maggioranza
di centrosinistra,
è
stato
parlamentare
per tutta
la vita.
C
è
qualcuno
che possa
segnalarci
una sua
dichiarazione
a favore
degli
italiani
allestero?
No, vero?
E allora
non stupiamoci
più
di tanto
se lassù
sul colle
Quirinale
non ci
vogliono
più
bene.
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