Il
Patronato ACLI in
Canada per la
Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato
L’esperienza
dell’emigrazione come
memoria viva e fonte
di solidarietà attiva
nel discorso del Direttore
generale del Patronato
Acli all’incontro
con i responsabili
e i collaboratori
del Patronato Acli
del Canada
“In occasione della prossima Giornata Mondiale del Migrante
e del Rifugiato, guardando
alla Santa Famiglia
di Nazaret, icona
di tutte le famiglie,
vorrei invitarvi a
riflettere sulla condizione
della famiglia migrante”.
Così comincia il messaggio
di Papa Benedetto
XVI per la Giornata
mondiale del migrante
e del rifugiato, ripreso
dal Direttore Generale
del Patronato Acli,
Damiano Bettoni, nel
corso del suo incontro
con i responsabili
e i collaboratori
del Patronato Acli
del Canada.
Il
Canada è uno dei Paesi
dove si è rivolta
la grande ondata migratoria
italiana del secondo
dopoguerra e in Canada
si calcola che vivano
circa 1.200.000 cittadini
di origine italiana.
La giornata del 14
gennaio – Giornata
mondiale del migrante
e del rifugiato –
è dedicata alle famiglie
migranti. Il Patronato
Acli all’estero è
nato per seguire gli
emigranti italiani;
ovunque, è nato per
fornire assistenza
e tutela a chi lavora
e alla sua famiglia.
Gli elementi ci sono
tutti perché la prossimità
del 14 gennaio costituisca
occasione per riflettere
sulla propria esperienza,
per guardare alla
storia appena trascorsa
traendone una consapevolezza
più piena di quanto
accade nel presente.
E’ questo il senso che Damiano Bettoni ha voluto dare al
suo intervento nel
corso dell’incontro,
richiamando – citate
da Benedetto XVI –
le parole di Papa Pio XII “La famiglia di Nazaret in esilio, Gesù, Maria e Giuseppe emigranti
in Egitto e ivi rifugiati
per sottrarsi alle
ire di un empio re,
sono il modello, l'esempio
e il sostegno di tutti
gli emigranti e pellegrini
di ogni età e di ogni
Paese, di tutti i
profughi di qualsiasi
condizione che, incalzati
dalla persecuzione
o dal bisogno, si
vedono costretti ad
abbandonare la patria,
i cari parenti, i
vicini, i dolci amici,
e a recarsi in terra
straniera”.
La mancanza di lavoro
e di risorse per sé
e per la propria famiglia
– ha ricordato Bettoni
- è stata la ragione
che ha spinto tanti
italiani a cercare
in Canada un futuro
dignitoso, e questo
fatto è stato alla
base delle scelte
delle Acli, del loro
impegno a favore non
solo dell'individuo
migrante, ma della
sua famiglia, luogo
e risorsa della cultura
della vita e fattore
di integrazione di
valori.
Il Canada, terra di
immigrazione e di
tolleranza, vede adesso
l’arrivo di nuovi
popoli migranti –
ha proseguito il direttore
generale – e le nostre
comunità devono essere
in prima linea nell’accoglienza
e nell’aiuto a questi
uomini e donne. Perché
la nostra esperienza
di migranti somigli
– nella solidarietà
e nell’amore – a quella
della famiglia di
Nazaret.
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